Come non andare in carcere

Come non andare in carcere con condanne sotto i quattro anni: trenta giorni per evitare la detenzione!

Se sei stato condannato ad una pena inferiore ai quattro anni di reclusione, hai la concreta possibilità di evitare il carcere. A condizione che il reato non sia grave e che al momento dell’esecuzione tu sia libero.

Sono stato condannato da libero, in via definitiva per una truffa aggravata alla pena di anni due e mesi sei di reclusione, senza pena sospesa, ora cosa accade?

Accade che la Procura, un giorno, deciderà di mettere in esecuzione la condanna e dovrai pagare il tuo debito verso lo Stato.

Quando accadrà tutto questo?

Non ci è dato saperlo, a volte accade poche settimane dopo il passaggio in giudicato, altre volte passano anni. Il ogni caso, lo Stato non si dimentica di te, prima o poi ti verrà presentato il conto.

Andrò necessitarmene in carcere?

No, anzi hai concrete possibilità di evitare la detenzione in carcere.

Wow! Perché non andrò in carcere?

Perché lo scopo della pena è il reinserimento sociale e la rieducazione del reo.

Pertanto, lo Stato, quando possibile, preferisce le pene alternative che sono meno afflittive del carcere e favoriscono la rieducazione.

Nel gergo giuridico tu sei un “libero sospeso“.

Come evito il carcere?

Affinché tu non venga portato in carcere, occorre soddisfare le seguenti condizioni:

  1. non devi essere stato condannato per un reato ostativo1(reati molto gravi come mafia, camorra, pubblica amministrazione, violenza sessuale, ecc…);
  2. al momento del passaggio in giudicato devi essere libero. Dunque, non devi stare in carcere, né in custodia cautelare, né per un’altra condanna;
  3. la condanna irrogata, intesa anche come residuo pena, deve essere inferiore ai quattro anni di reclusione.

Se ricorrono queste condizioni, l’ordine di esecuzione sarà emesso e contestualmente sospeso per trenta giorni, entro i quali dovrai presentare una richiesta di misure alternative2.

Non ho capito, puoi spiegarmelo in altri termini?

Se ricorrono le condizioni che ho indicato sopra, la Procura ti invierà l’ordine di esecuzione per la carcerazione già sospeso.

In parole povere, la Procura è pronta per portarti in carcere, tuttavia, la legge prevede che quando ricorrono le condizioni che ho indicato prima, l’esecuzione è sospesa in automatico per trenta giorni.

Cosa devo fare entro questi trenta giorni?

Dal momento in cui ricevi l’ordine di esecuzione, hai trenta giorni per chiedere una misura alternativa al carcere. Contattata immediatamente un avvocato, ed adoperati per presentare la richiesta di misure alternative.

Le misure alternative sono:

– l’affidamento in prova al servizio sociale;

– la detenzione domiciliare;

– la semilibertà;

– la sospensione dell’esecuzione della pena detentiva;

– l’affidamento in prova in casi particolari.

Se ignoro questo “documento” e decorrono i trenta giorni, cosa accade?

Che, prima o poi, ti portano in carcere.

In qualsiasi momento potrebbero venirti a prendere. Mentre sei a casa, oppure mentre sei in auto e vieni fermato per un controllo di routine.

Per farti capire meglio di cosa sto parlando, ti allego l’ordine di esecuzione nel quale la Procura di Savona ha revocato il precedente decreto di sospensione ed ha ordinato l’arresto e la traduzione in carcere del condannato per una condanna di soli sei mesi!

Tutto questo, semplicemente perché il condannato ha ignorato il primo avviso che gli è stato notificato ed ha fatto trascorrere inutilmente i trenta giorni.

ordine di esecuzione con condanna in carcere revoca sospensioneordine di esecuzione con condanna in carcere revoca sospensione

Una volta che sono entrato in carcere cosa posso fare?

Puoi sempre chiedere le misure alternative, tuttavia dovrai attendere in carcere la risposta del Tribunale di sorveglianza, che arriva dopo circa quattro o sei mesi.

In altre parole, se ignori l’avviso che ti ho indicato prima, come minimo, rischi di passare quattro mesi in carcere.

Ecco un esempio di ordine di esecuzione con contestuale decreto di sospensione

Come non andare in carcere - ordine esecuzione 656 c.p.p.Come non andare in carcere - ordine esecuzione 656 c.p.p.

Posso svolgere all’estero le misure alternative alla detenzione?

No, sfortunatamente non è possibile essere ammessi alle misure alternative alla detenzione fuori dal territorio italiano.

A tale, amara, conclusione non è giunta la legge ma i giudici, i quali hanno concluso che “la effettiva reperibilità sul territorio italiano è indispensabile ai fini dell’applicazione dell’affidamento in prova al servizio sociale”3.

Medesime conclusioni valgono per la detenzione domiciliare: solo un domicilio nel territorio italiano permette il controllo da parte delle forze dell’ordine e dell’ufficio esecuzione penale esterna, non essendo gli uffici consolari adibiti a tali funzioni.

Pertanto, qualsivoglia misura alternativa alla detenzione deve essere svolta nel territorio italiano, ciò implica la necessità di un domicilio ed un lavoro in Italia.

Conclusioni

Se sei stato condannato ad una pena inferiore ai quattro anni di reclusione, hai la concreta possibilità di evitare il carcere. A condizione che il reato non sia grave e che al momento dell’esecuzione tu sia libero. Questo articolo è una “brutale” semplificazione delle materia, qualora fossi interessato, resto a disposizione per un articolo di approfondimento.


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Note

  1. Art. 4 bis della legge n. 354 del 26 luglio 1975 – Ordinamento Penitenziario
  2. Art. 656, comma V, del Codice di Procedura Penale
  3. Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 26 settembre – 4 dicembre 2017, n. 54508

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