Come non andare in carcere

Come non andare in carcere con condanne sotto i 4 anni: 30 giorni per evitare la detenzione!

Questo articolo utilizza un linguaggio atecnico, finalizzato a far comprendere a tutti come funziona l’ordine di esecuzione per la carcerazione ed il contestuale decreto di sospensione ai sensi dell’art. 656, comma V, c.p.p.

Se sei stato condannato ad una pena inferiore ai 4 anni di reclusione, hai la concreta possibilità di evitare il carcere. A condizione che il reato non sia grave e che al momento dell’esecuzione tu sia libero.

Sono stato condannato da libero, in via definitiva per una truffa aggravata alla pena di anni 2 e mesi 6 di reclusione, senza pena sospesa, ora cosa accade?

Accade che la Procura, un giorno, deciderà di mettere in esecuzione la condanna e dovrai pagare il tuo debito verso lo Stato.

Quando accadrà tutto questo?

Non ci è dato saperlo, a volte accade poche settimane dopo il passaggio in giudicato, altre volte passano anni. Il ogni caso, lo Stato non si dimentica di te, prima o poi ti verrà presentato il conto.

Andrò necessitarmene in carcere?

No, anzi hai concrete possibilità di evitare la detenzione in carcere.

Wow! Perché?

Perché lo scopo della pena è il reinserimento sociale e la rieducazione del reo.

Pertanto, lo Stato, quando possibile, preferisce le pene alternative che sono meno afflittive del carcere e favoriscono la rieducazione.

Come evito il carcere?

Affinché tu non venga portato in carcere, occorre soddisfare le seguenti condizioni:

  1. non devi essere stato condannato per un reato ostativo (reati molto gravi come mafia, camorra, violenza sessuale, ecc…);
  2. al momento del passaggio in giudicato devi essere libero. Dunque, non devi stare in carcere, né in custodia cautelare, né per un’altra condanna;
  3. la condanna irrogata, intesa anche come residuo pena, deve essere inferiore ai 4 anni di reclusione.

Se ricorrono queste condizioni, l’ordine di esecuzione sarà emesso e contestualmente sospeso per 30 giorni, entro i quali dovrai presentare una richiesta di misure alternative.

Non ho capito, puoi spiegarmelo in altri termini?

Se ricorrono le condizioni che ho indicato sopra, la Procura ti invierà l’ordine di esecuzione per la carcerazione già sospeso.

In parole povere, la Procura è pronta per portarti in carcere, tuttavia, la legge prevede che quando ricorrono le condizioni che ho indicato prima, l’esecuzione è sospesa in automatico per 30 giorni.

Cosa devo fare entro questi 30 giorni?

Dal momento in cui ricevi l’ordine di esecuzione, hai 30 giorni per chiedere una misura alternativa al carcere. Contattata immediatamente un avvocato, ed adoperati per presentare la richiesta di misure alternative.

Le misure alternative sono:

– l’affidamento in prova al servizio sociale;

– la detenzione domiciliare;

– la semilibertà;

– la sospensione dell’esecuzione della pena detentiva;

– l’affidamento in prova in casi particolari.

Se ignoro questo “documento” e decorrono i 30 giorni, cosa accade?

Che, prima o poi, ti portano in carcere.

In qualsiasi momento potrebbero venirti a prendere. Sia mentre sei a casa, oppure mentre sei in auto e vieni fermato per un controllo di routine.

Una volta che sono entrato in carcere cosa posso fare?

Puoi sempre chiedere le misure alternative, tuttavia dovrai attendere in carcere la risposta del Tribunale di Sorveglianza, che arriva dopo circa 4 o 6 mesi.

In altre parole, se ignori l’avviso che ti ho indicato prima, come minimo, rischi di passare 4 mesi in carcere.

Ecco un esempio di ordine di esecuzione con contestuale decreto di sospensione

Come non andare in carcere - ordine esecuzione 656 c.p.p.Come non andare in carcere - ordine esecuzione 656 c.p.p.

Conclusioni

Se sei stato condannato ad una pena inferiore ai 4 anni di reclusione, hai la concreta possibilità di evitare il carcere. A condizione che il reato non sia grave e che al momento dell’esecuzione tu sia libero. Questo articolo è una “brutale” semplificazione delle materia, qualora foste interessati, resto a disposizione per un articolo di approfondimento.


Iscritto dal gennaio 2015 all’ordine degli avvocati di napoli.
Appassionato di nuove tecnologie e di tutto ciò che gravita intorno al diritto penale.

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