cosa si rischia con le fake news

Cosa si rischia con le fake news? Sanzioni penali e civili!

Su facebook e twitter ogni giorno leggiamo centinaia di articoli. Non sempre è facile distinguere le notizie vere da quelle false.

Spesso, dietro a titoli esagerati o notizie allarmanti si nasconde una fake news: una menzogna costruita ad arte per condizionare le nostre azioni.

In questi casi, è legittimo chiedersi cosa si rischia con le fake news? Quali sono le conseguenze legali della creazione e condivisione di una notizia bufala?

Continua a leggere l’articolo per scoprire cosa si rischia con le fake news.

Guarda il video per sapere cosa si rischia con le fake news

Che cosa è una fake news?

La fake news è una notizia falsa, creata sulla scorta di circostanze inesistenti e fatta circolare da fonti non attendibili.

Spesso, le fake news sfruttano la notizia del momento, oggi il coronavirus, per crearne una falsa, idonea a procurare allarme e attenzione nel pubblico.

La peculiarità della fake news è la capacità di colpire l’attenzione dell’utente e diffondersi rapidamente.

La fake news è come un virus: più persona contagia e maggior è la difficoltà per cancellarla.

A volte, può capitare che il pubblico sia così condizionato dalla notizia bufala, tanto da attribuire credibilità alla fake news e non credere alla notizia vera.

Perché creare e diffondere una fake news?

Nella maggior parte dei casi, chi crea una fake news lo fa per ottenere clic al proprio sito e non sa cosa si rischia con le fake news.

Grazie a titoli sensazionalistici e notizie false, questi siti, che vivono di click baiting, ottengono migliaia di visite, pubblicità e un ritorno economico.

Inoltre, visitare tali domini, spesso può causare l’involontaria installazione di software dannosi per il computer e lo smartphone.

Accanto al clic baiting, c’è chi invece fa circolare le fake news per manipolare l’opinione pubblica e ottenere, ad esempio, consenso politico su determinati argomenti.

Ad ogni modo, non è semplice comprendere le ragioni della creazione di una fake news, poiché, nella maggior parte dei casi, il fine ultimo non è di rapida e immediata comprensione.

Come capire se la notizia è una fake news?

Capire se una notizia è falsa è semplice, basta seguire le seguenti indicazioni:

Verifica la fonte e l’autore della notizia.

Se la notizia è pubblicata da un sito sconosciuto è molto probabile che sia una notizia bufala. Se, invece, è pubblicata da una quotidiano a tiratura nazionale sarà, quasi sicuramente, una notizia attendibile.

Dubita dei titoli sensazionalistici e troppo eclatanti.

Una notizia esagerata è nella maggior parte dei casi un fake news.

Controlla le date e le foto dell’articolo.

E’ sufficiente fare una ricerca su google immagini per verificare se la foto utilizzata in un articolo non sia già stata usata in passato.
Allo stesso modo, verifica la data della notizia: una notizia non aggiornata equivale a una fake news.

Ad esempio, condividere la notizia dell’esistenza del nesso causale tra vaccino e autismo, risalente al 2014, equivale ad una fake news, poiché tale notizie è state superata e smentita dalla Cassazione pochi anni dopo.

Esamina i siti di debunking.

Ci sono numerosi siti il cui scopo è smontare le fake news, spiegare perché una notizia è una bufala e guidare l’utente verso una lettura logica e ragionata delle informazioni.

Ad esempio il sito emergent.info classifica e determinare rapidamente la veridicità o meno di una notizia, l’unica pecca è non è stato ancora tradotto in italiano.

Tale sito, è frutto del lavoro svolto per il Tow Center for Digital Journalism della Columbia University da Craig Silverman, giornalista specializzato nella verifica delle fonti.

Tra i siti italiani segnalo www.bufale.net dal quale potrai facilmente segnalare una bufala oppure capire quali sono fake news e quali no.

Che cosa si rischia a creare e diffondere una fake news?

Innanzitutto creare e condividere una fake news arreca un danno ai cittadini, i quali, a causa della notizia bufala modificano le loro abitudini sino a conformarsi a quanto voluto dall’autore della fake news.

Ad esempio, creare un falso timore di una imminente epidemia, può determinare i cittadini a fare irrazionali scorte di cibo, a non andare a lavoro e non mandare i proprio figli a scuola. Oppure, nei casi più gravi, la notizia bufala può creare una forte tensione sociale, idonea a tramutarsi in violenza e razzismo.

Inoltre, le intenzioni dell’autore poco rilevano poiché o che sia un semplice scherzo, o che ci sia dietro un complotto politico, la fake news può creare enormi danni alla collettività.

A seconda del contenuto della notizia bufala, all’autore sarà contestato un determinato reato.

Quali reati si rischiano con le fake news?

Di seguito, un esempio delle diverse tipologie di bufale e dei reati ipotizzabili:

“C’è il coronavirus in tribunale”, oppure “sta per scoppiare una bomba a scuola”.

È evidente che tale tipologia di notizia crea panico e scompiglio tra i cittadini.

Sotto il profilo giuridico, la creazione e diffusione di tali notizie integra:

  • o il reato di procurato allarme presso l’autorità1, punito con l’arresto sino a sei mesi o con l’ammenda da 10 a 516 euro;
  • oppure, il reato di abuso della credulità popolare2 punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 15.000 euro in base alla gravita del turbamento causato.

“Non mangiare il cibo della ditta X perché causa allergie ai bambini”, oppure “La società X sfrutta i minorenni”.

Tale tipo di notizia è idonea a ledere l’immagine della società o ditta indicata nella fake news o cagionare un danno economica alla vittima.

In questi casi, il rappresentante legale della società colpita potrebbe denunciare l’autore della notizia per:

  • diffamazione3, qualora la notizie avesse “solo” danneggiato l’immagine della società. Tale delitto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni o la multa non inferiore a 516 euro. Il giudice può aumentarle fino al doppio se il fatto è di ingente gravità.
  • distorsione del mercato4, nel caso in cui la notizia bufala avesse avuto ripercussioni su rialzi o ribassi delle borse. Tale reato è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 516 a 25.822 euro.

“Dona 5 euro per aiutare la ricerca sul coronavirus” e poi l’autore mette il proprio iban anziché quello della fondazione di ricerca

In questo caso, la creazione di un fake news con l’inserimento un falso numero di beneficenza integra il delitto di truffa5, punito con con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1031.

Condividere le fake news è reato?

Condividere la fake news non integra nessun reato, a patto che l’utente che condivide la notizia sia in buona fede.

In altre parole, l’utente che condivide la notizia bufala pensando che sia vera, non è commette nessun illecito.

Al contrario, l’utente che ha la consapevolezza della falsità della notizie e ciononostante la condivide, è perseguibile al pari di chi ha creato la fake news.

Conclusioni

Creare una fake news e condividerla espone l’autore a conseguenze penali e civili, quali ad esempio una denuncia per i reati di procurato allarme, diffamazione o distorsione del mercato.

Allo stesso modo, chi condivide la notizia bufala nella consapevolezza della sua falsità, quindi in malafede, rischia un processo e una condanna penale al pari dell’autore.

Al contrario, la semplice diffusione della notizia in buona fede, cioè senza avere la consapevolezza della sua falsità, non integra nessun reato.


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Note

  1. Art. 658 del Codice Penale
  2. Art. 661 del Codice Penale
  3. Art. 595 del Codice Penale
  4. Art. 501 del Codice Penale
  5. Art. 640 del Codice Penale

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