Decreto penale di condanna: opposizione e conseguenze
Ricevere un decreto penale di condanna può generare molta preoccupazione, soprattutto per chi non ha mai avuto problemi con la giustizia.
Non sottovalutare questa notifica poiché quello che hai tra le mani è una vera e propria condanna penale.
Se vuoi capire che cos’è e come funziona il decreto penale di condanna, continua a leggere questo articolo.
Indice
Guarda il video sul decreto penale di condanna
Che cos’è il decreto penale di condanna
Il decreto penale di condanna è un “foglio di carta” che ti viene notificato a casa e ti informa che sei stato denunciato e ritenuto colpevole1.
Non è una semplice multa di natura civilista, non è una sanzione amministrativa come ad esempio il non aver pagato la tassa sull’immondizia.
Con il decreto penale di condanna ti viene avanzata una proposta di condanna penale pecuniaria ed hai solo 15 giorni di tempo per decidere se accettare questo giudizio oppure opporti.
Sotto il profilo procedurale, il decreto penale di condanna rientra nei procedimenti speciali in quanto è una strada alternativa al rito ordinario penale.
Alternativa perché di regola, prima di essere condannato penalmente, l’interessato viene avvertito di essere indagato, può accedere agli atti della Procura2 e, soprattutto, si può difendere nel processo.
Se tutto va bene si viene assolti, se qualcosa va male si viene condannati e tra questi due estremi esiti, ci sono tutta una serie di opzioni che permettono all’imputato di limitare i danni.
Al contrario, con il decreto penale di condanna tutto questo viene ridotto o eliminato: il presunto colpevole si ritrova tra le mani una proposta di condanna penale e deve decidere, sostanzialmente, se accettarla o opporsi.
I vantaggi di questa procedura, rispetto al rito ordinario, sono molteplici e li vedremo analiticamente tra poco. Il principale beneficio è dato dal fatto che la pena irrogata sarà sempre una sanzione pecuniaria (mai il carcere), preventivamente conosciuta dall’imputato.
Tuttavia, la condanna irrogata con il decreto penale di condanna è sempre e comunque una condanna penale che “sporca” il casellario giudiziale e crea non pochi problemi con i concorsi pubblici.
Quando viene emesso il decreto penale di condanna
Il punto di partenza, al pari di un qualsiasi procedimento penale, per ricevere un decreto penale di condanna è essere stato denunciato o querelato3.
Pertanto, può accadere che di ufficio le forze dell’ordine ti abbiano denunciato, ad esempio per guida in stato di ebbrezza.
Oppure, il vicino di casa ti querela per minaccia o diffamazione.
In entrambi i casi si aprirà un fascicolo penale presso la Procura territorialmente competente.
A questo punto, il pubblico ministero può chiedere l’emissione del decreto penale di condanna al giudice per le indagini preliminari.
Ciò accade quando ritiene i fatti sufficientemente chiari, non necessario l’approfondimento processuale e adeguata l’applicazione della sola pena pecuniaria.
In altre parole, a tua insaputa sei stato
- denunciato o querelato;
- la Procura ha indagato su di te;
- e il pubblico ministero e il giudice delle indagini preliminari ti ritengono colpevole.
Il tutto senza che tu abbia mai avuto modo di difenderti.
Per quali reati può essere emesso il decreto penale di condanna
La legge non indica i reati per i quali può essere emesso il decreto penale di condanna, pertanto non vi è una selezione “qualitativa” del reato.
Ma sarà sempre e solo il pubblico ministero a valutare il caso concreto, idoneo alla procedura semplificata e premiale del decreto penale di condanna.
Ciononostante, nella prassi quotidiana, i reati per i quali ho visto più spesso emettere il decreto penale di condanna sono piccoli furti, reati stradali (come la guida in stato di ebbrezza), lesioni colpose o danneggiamento.
Decreto penale di condanna: solo pena pecuniaria
Se come appena detto è vero che non c’è un limite qualitativo per il reato oggetto del decreto penale di condanna, è presente invece il filtro sulla tipologia di pena.
Il decreto penale di condanna può condannare il colpevole solo ed esclusivamente con la pena pecuniaria: no carcere, no detenzione domiciliare, no semilibertà, ma solo soldi da dare allo Stato.
A tal fine non rileva l’originaria pena del reato contestato, che tanto può essere anche l’arresto o la reclusione (ossia pene detentive), ma l’idoneità aritmetica alla conversione della pena in sanzione economica.
Ovviamente il problema della conversione della pena non esiste quando il reato contestato prevede già la possibilità che possa essere irrogata la sola sanzione pecuniaria.
Come ad esempio la contravvenzione penale della molestia o disturbo alle persone per la quale la legge dà la possibilità al giudice di scegliere tra l’arresto o l’ammenda.
Al contrario, si rende necessaria la conversione della pena quando il reato contestato prevede necessariamente anche la pena detentiva, come ad esempio la truffa, dove il reo è punito con la pena detentiva più la pena pecuniaria.
E il criterio di conversione tra pena detentiva e pena pecuniaria prevede che ogni giorno di pena detentiva sia quantificato in un valore che non può essere inferiore a 5 euro e superiore a 250 euro.
Come viene emesso e notificato il decreto penale di condanna
Dopo che sei stato denunciato, indagato e ritenuto presuntivamente colpevole, il pubblico ministero calcola la pena pecuniaria e sottopone la richiesta di decreto penale di condanna al giudice per le indagini preliminari.
Quest’ultimo nel 99% dei casi accoglie la richiesta del pubblico ministero ed ecco che parte la notifica del decreto penale di condanna, una a te e una al difensore di ufficio (salvo che tu non abbia nominato prima un difensore di fiducia).
La notifica del difensore di ufficio avverrà a mezzo posta elettronica certificata e quest’ultimo non avrà nessun obbligo di informarti o contattarti: il problema è tuo, non del difensore di ufficio.
La notifica, invece, all’imputato verrà effettuata tramite l’ufficiale giudiziario che proverà a consegnarti l’atto personalmente o a un tuo familiare convivente.
Qualora l’ufficiale giudiziario non trovasse nessuno a casa, partirà la procedura della compiuta giacenza presso la Casa Comunale.
Detto in altre parole, ignorare l’ufficiale giudiziario non è una buona idea perché la procedura andrà avanti a prescindere dalla tua volontà di nasconderti dalla notifica.
Ad ogni modo, dal momento in cui si perfeziona la notifica avrai soli 15 giorni di tempo per decidere cosa fare.
Cosa fare dopo aver ricevuto un decreto penale di condanna
Come accennato prima, dal momento in cui hai ricevuto il decreto penale di condanna hai 15 giorni di tempo per decidere cosa fare.
Ancora prima di prendere una decisione, ti consiglio di contattare subito il tuo avvocato per accedere agli atti e capire esattamente cosa c’è a tuo carico.
Nel decreto penale di condanna, ovviamente, leggerai l’esatta contestazione penale. Tuttavia, in questo modo stai guardando solo il trailer del film: per capire se il film ti piace oppure no, è opportuno guardarlo tutto.
Ad ogni modo, con o senza atti, dovrai prendere una decisione che essenzialmente si concretizza nel presentare o meno l’opposizione al decreto penale di condanna.
Cosa succede se non fai opposizione al decreto penale di condanna
Il primo scenario da analizzare è quando l’imputato decide di non opporsi al decreto penale di condanna.
Non opporsi, in buona sostanza, significa accettare la condanna e ritenere accettabile quanto deciso dal pubblico ministero e dal giudice per le indagini preliminari.
A mio avviso, non ha senso opporsi quando la condanna che ti è stata irrogata è molto bassa (magari con il beneficio della sospensione condizionale della pena) e, soprattutto, quando non hai valide argomentazioni per contrastare l’accusa.
Allo stesso modo, non conviene fare opposizione quando già sai che non avrai la forza economica e psicologica per affrontare i rischi di un lungo processo.
È una scelta personale. Tuttavia, i benefici del decreto penale di condanna, rispetto ad una condanna ordinaria, spingono molti imputati (anche innocenti) ad accettare la condanna.
Quali sono i vantaggi del decreto penale di condanna
Come accennato prima, la legge prevede tutta una serie di vantaggi (rispetto alla condanna ordinaria) che il destinatario del decreto penale di condanna deve tenere in considerazione per decidere il proprio destino.
Innanzitutto, con il decreto penale di condanna conosci preventivamente la pena che ti verrà irrogata: non avrai sorprese o incertezze derivanti dalla futura decisione del giudice.
Qualora decidessi di presentare l’opposizione al decreto penale di condanna e affrontare il rito ordinario, è vero che potresti essere assolto, ma è altrettanto vero che in caso di condanna verosimilmente non ti verrà inflitta l’originaria pena del decreto penale di condanna, in quanto il giudice non avrà i limiti previsti da tale rito speciale.
In poche parole, il processo potrebbe concludersi con una condanna più severa rispetto a quella originariamente proposta con il decreto penale di condanna.
I lati positivi del decreto penale di condanna
Accanto a questo grande vantaggio, per così dire, “strutturale” del decreto penale di condanna, vi sono tanti altri benefici da non sottovalutare:
- sempre e solo pena pecuniaria;
- l’applicazione di una pena diminuita sino alla metà rispetto al minimo edittale (in altre parole la pena del decreto penale sarà tendenzialmente bassa rispetto alla pena originaria prevista per il reato contestato);
- ulteriore riduzione di 1/5 della sanzione pecuniaria se si paga entro i 15 giorni dalla notifica e con espressa rinuncia all’opposizione (su questo ci torniamo tra poco);
- la mancanza di efficacia di giudicato del decreto penale esecutivo nel giudizio civile o amministrativo;
- l’inapplicabilità di pene accessorie, salvo la confisca;
- la non condanna al pagamento delle spese processuali (utile per agevolare la riabilitazione penale);
- l’estinzione del reato e degli effetti penali se nel termine di cinque anni, quando il decreto penale concerne un delitto, e di due anni, quando il decreto concerne una contravvenzione, l’imputato non commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole ed ha pagato la sanzione pecuniaria irrogata;
- la non menzione della condanna nel casellario giudiziale richiesto dal privato;
- la possibilità di non dichiarare la condanna nelle autocertificazioni con i privati4..
Il decreto penale compare nel casellario giudiziale?
Il vantaggio più evidente e concreto del decreto penale di condanna è la non visibilità dell’annotazione sul casellario giudiziale richiesto dal privato.
Dunque, se decidi di non opporti al decreto penale di condanna e quest’ultimo diventa definitivo, l’annotazione della condanna penale non sarà visibile sul casellario giudiziale richiesto dal privato5.
Ovviamente, la non visibilità non significa che la condanna non esista, ma semplicemente che il condannato potrà esibire un casellario giudiziale apparentemente pulito.
Inoltre, grazie alla parziale visibilità del decreto penale sul casellario giudiziale, a seconda del tipo di autocertificazione il condannato ha la facoltà di non dichiarare il precedente penale.
Tuttavia, è necessario evidenziare che la pubblica amministrazione e l’autorità giudiziaria potranno sempre vedere tutto, anche il decreto penale.
E tale annotazione pregiudicherà il tuo rapporto di lavoro o il tuo nuovo procedimento penale, in quanto è sempre e comunque una condanna penale.
Ho deciso di non oppormi: cosa succede?
Nel momento in cui decidi di non opporti al decreto penale di condanna, occorre soffermarci sulla concessione o meno del beneficio della sospensione condizionale della pena6.
Concessione della sospensione condizionale della pena
La pena irrogata con il decreto penale di condanna, a seconda della volontà del giudice, potrà essere sospesa.
Detto in parole più semplici, potresti essere stato condannato a pagare 9.000 euro di multa penale allo Stato, ma non dovrai pagare nulla in quanto sei stato ritenuto meritevole del beneficio della sospensione condizionale della pena.
In questa ipotesi, se decidi di non opporti al decreto penale di condanna, non dovrai fare nulla, sarà sufficiente attendere i famosi 15 giorni dalla notifica e la condanna diverrà definitiva.
Cosa succede se non c’è la pena sospesa
Al contrario, in caso di condanna senza il beneficio della sospensione condizionale della pena, il condannato (teoricamente) dovrà pagare la condanna.
A questo punto, la legge prevede un ulteriore vantaggio per colui che non si oppone e paga rapidamente: se il condannato rinuncia all’opposizione e paga entro i 15 giorni dalla notifica, avrà diritto ad una riduzione di 1/5 sulla pena inflitta con il decreto penale di condanna.
Da ciò consegue un principio chiaro e semplice: se hai la forza economica di pagare la pena ed hai deciso di non opporti al decreto penale di condanna, tanto vale pagare entro i 15 giorni ed aver diritto allo sconto di 1/5 sulla pena irrogata.
Naturalmente potrai decidere anche di pagare dopo i 15 giorni, ma perderai questo vantaggio.
Come si paga il decreto penale di condanna?
Se decidi di pagare entro i 15 giorni o poco dopo la scadenza di tale termine, sarà molto semplice pagare in quanto potrai usare il modello F23 allegato al decreto penale di condanna.
Se, invece, fai trascorrere troppo tempo dalla scadenza dei 15 giorni, ad esempio, due o tre mesi, ti verrà notificato l’ordine di esecuzione con il modello PagoPa.
Si può pagare a rate a il decreto penale di condanna?
Al pari del beneficio della sospensione condizionale della pena, il giudice è libero di concederti l’ulteriore beneficio del pagamento rateale della sanzione pecuniaria penale.
Se riesci a interloquire con il giudice prima dell’emissione del decreto penale di condanna e prima che sia definitivo, puoi chiedere che la rateizzazione allegando il certificato di stato di famiglia, il modello ISEE e ulteriori documenti utili per la dimostrazione della situazione reddituale.
Tuttavia, questo avviene raramente, e nella prassi quotidiana accadrà che sarà il giudice a decidere autonomamente.
Pertanto, in caso di decreto penale senza pena sospesa e senza rateizzazione, l’imputato potrà solo scegliere se
- pagare tutto subito in un’unica soluzione, preferibilmente entro i 15 giorni così da avere una riduzione di 1/5;
- non pagare subito, far passare i famosi 15 facendo così diventare irrevocabile il decreto penale e attendere la successiva notifica dell’ordine di esecuzione.
A seguito della irrevocabilità dell’ordine di esecuzione, il condannato avrà ancora la possibilità di chiedere la rateizzazione, ma tale richiesta andrà presentata al magistrato di sorveglianza.
Di seguito un decreto penale di condanna dove il giudice ha concesso a monte la rateizzazione della pena pecuniaria.
Quali sono gli svantaggi del decreto penale di condanna?
Il principale svantaggio del decreto penale di condanna è che si tratta, pur sempre, di una vera condanna penale.
Una condanna che ti viene irrogata senza che tu abbia potuto dire la tua versione dei fatti e senza un contraddittorio.
Inoltre, il decreto definitivo sporcherà la tua fedina penale e ti potrà creare problemi per i concorsi pubblici o in un futuro procedimento penale.
O ancora, nel caso in cui non ti venga concessa la pena sospesa, la sanzione pecuniaria dovrà essere pagata per ottenere la futura estinzione del reato e degli effetti penali.
In caso contrario, cioè se decidi di non pagare, non potrai ottenere il passaporto o la carta di identità valida per l’espatrio.
Inoltre, è altissimo il rischio che la tua originaria condanna pecuniaria venga convertita in forme di pena più afflittive, come:
- la detenzione domiciliare sostitutiva;
- la semilibertà sostitutiva;
- o i lavori di pubblica utilità;
ma su questo ci torneremo dopo.
Quando conviene fare opposizione al decreto penale di condanna
Il secondo scenario da analizzare è quando l’imputato decide di opporsi al decreto penale di condanna7.
Opporsi, a mio avviso, non significa necessariamente dire: “sono innocente e lo dimostrerò”. L’opposizione al decreto penale di condanna ha senso ogni volta che esiste uno spazio di manovra per migliorare la propria posizione rispetto alla pena irrogata.
È ovvio che avere argomentazioni giuridicamente solide da portare nel processo ti spingerà ad opporti e affrontare il rito ordinario (o il rito abbreviato) al fine di ottenere l’assoluzione.
Ma al di fuori di questa ipotesi, ci sono altri scenari in cui l’opposizione al decreto penale di condanna può migliorare la condizione del condannato.
Ad esempio, la pena del decreto penale di condanna è irrogata senza il beneficio della sospensione condizionale della pena. In questo caso potresti opporti per chiedere il patteggiamento condizionato al beneficio della pena sospesa8.
Oppure, al fine di evitare una condanna penale, puoi opporti per ottenere la sospensione del procedimento con la messa alla prova e la futura estinzione del reato per esito positivo.
O ancora, se le condizioni ti permettono di accedere all’oblazione penale, ti consiglio sempre di opporti, così facendo evitare la condanna e qualsiasi macchia sul tuo casellario giudiziale9.
Potrebbe avere un senso opporsi anche quando il reato è procedibile a querela di parte, poiché attraverso l’opposizione guadagni tempo per puntare o all’accordo con la vittima del reato o per chiedere l’estinzione del reato per condotte riparatorie10.
Entro quanti giorni si può fare opposizione al decreto penale di condanna
L’opposizione al decreto penale di condanna si presenta entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della notifica.
Si contano tutti i giorni (festivi, lavorativi, rossi sul calendario ecc…) e se l’ultimo giorno cade in un giorno festivo, il termine è prorogato al giorno successivo non festivo11.
A tali regole non ci sono eccezioni, pertanto se hai intenzione di opporti al decreto penale di condanna, non ridurti all’ultimo giorno.
In caso contrario, il decreto penale di condanna diverrà definitivo e non potrai fare nulla.
Come si presenta l’opposizione al decreto penale
L’opposizione al decreto penale di condanna può essere presentata personalmente o tramite il tuo avvocato.
L’opposizione al decreto penale va depositata nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari che ha emesso il decreto, o nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trova l’opponente.
Ti consiglio di affidarti ad un avvocato per evitare errori e, soprattutto, per non superare il perentorio termine dei 15 giorni.
Con l’atto di opposizione puoi chiedere il giudizio abbreviato, il patteggiamento, la messa alla prova oppure, ove consentita, l’oblazione.
Se non scegli il rito alternativo, inizierà il dibattimento e non avrai la possibilità di chiedere i riti speciali.
Con l’inizio del processo ordinario potrai far valere le tue ragioni, ascoltare i tuoi testimoni o depositare prove a te favorevoli.
All’esito del processo potrai essere assolto o condannato, in caso di condanna, tuttavia, non avrai diritto ai benefici e agli sconti di pena previsti per il decreto penale.
Non ho soldi per pagare: cosa posso fare?
Come ampiamente spiegato, la condanna del decreto penale è sempre una pena pecuniaria: soldi da dare allo Stato.
Tale somma economica, nel caso di decreto penale emesso senza il beneficio della sospensione condizionale della pena, dovrà essere (prima o poi) versata.
Tuttavia, è lecito domandarsi cosa possa fare l’imputato che si vede notificare un decreto penale di condanna di 5.000 euro e non ha soldi per pagare.
- Una prima possibilità è quella di ignorare tutto, far diventare esecutivo il decreto penale di condanna, non pagare e vedere cosa accade in futuro. Ti anticipo che non è una buona idea, ma su questo ci torneremo dopo.
- Una seconda opzione è chiedere, entro i famosi 15 giorni, la conversione della originaria pena detentiva, anziché in pena pecuniaria, in lavori di pubblica utilità.
Tale opzione è la strada migliore per chi non ha soldi ma vuole risolvere il proprio problema penale.
Se la richiesta viene accettata la pena verrà convertita nei lavori di pubblica utilità: attività non retribuita in favore della collettività, da svolgere, ad esempio presso enti, o.n.l.u.s. o associazioni di volontariato.
Se, invece, la richiesta viene respinta il decreto penale diverrà definitivo oppure seguirà le sorti dell’opposizione che avrai eventualmente proposto con la richiesta di lavori di pubblica utilità.
Cosa succede se non si paga la pena pecuniaria
Ricevere un decreto penale di condanna senza il beneficio della pena sospesa, vuol dire che dovrai pagare la pena pecuniaria.
Come ampiamente spiegato, puoi pagare entro i 15 giorni e avere un sconto di 1/5, oppure puoi fare decorrere i 15 giorni e pagare successivamente.
Infine, potresti anche decidere di non pagare: né subito, né dopo. Tuttavia, non è una buona idea e te lo spiego con un caso concreto.
Il caso di Tizio che non ha pagato il decreto penale di condanna
Tizio crea un annuncio online per l’affitto di una casa vacanza inesistente, incassa 350 euro di caparra dal truffato di turno e sparisce.
Il truffato, nonostante il danno economico di lieve entità, decide di denunciare il tutto alle forze dell’ordine.
La Procura apre un fascicolo, indaga su Tizio e dopo un anno circa quest’ultimo riceve un decreto penale dove viene condannato per truffa alla pena pecuniaria di 3.050 euro.
Tizio mi contatta per una consulenza: io suggerisco di contattare la persona offesa, risarcire il danno e puntare alla remissione di querela.
In questo modo, Tizio avrebbe evitato totalmente la condanna penale, risparmiato 3.050,00 euro e risolto il tutto con un risarcimento di circa 1.000 euro alla vittima del reato.
Tizio, invece, per superficialità e strafottenza, ignora il mio consiglio e decide di non pagare il decreto penale di condanna, nella convinzione che nulla sarebbe accaduto.
L’ordine di esecuzione per il pagamento della pena pecuniaria
Dopo circa due anni da questa brillante idea, lo Stato si ricorda di Tizio e gli notifica l’ordine di esecuzione della pena pecuniaria12.
Con quest’atto lo Stato ricorda a Tizio che ha 90 giorni per pagare i 3.050,00 euro, ma non solo, gli offre anche la possibilità di chiedere al magistrato di sorveglianza la rateizzazione della somma.
Tizio, ancora una volta, ignora tutto e decide di non pagare, nella speranza che lo Stato si dimentichi di lui, ma non va così.
Arrivati a questo punto, la legge prevede che il pubblico ministero trasmetta gli atti al magistrato di sorveglianza per convertire la pena pecuniaria in
- semilibertà sostitutiva: di giorno lavori, la sera sei in carcere;
- detenzione domiciliare sostitutiva: per 12 ore al giorno sei a casa, la restante parte libero con prescrizioni;
- lavoro di pubblica utilità sostitutivo (solo con consenso del condannato): per alcuni giorni svolgi attività non retribuita in favore della collettività, la restante parte del tempo sei libero ma con prescrizioni.
Nel caso in esame, il magistrato di sorveglianza ha convertito la pena di Tizio in detenzione domiciliare sostitutiva.
Tizio, alla fine di questa storia, per soli 350 euro, si è visto stravolgere totalmente la vita: un bel giorno era libero e il giorno dopo si è ritrovato in detenzione domiciliare sostitutiva.
Tizio ha avuto diverse occasioni per risolvere il suo problema penale, ma ha ignorato tutti i consigli che gli ho dato e perso tutte le possibilità offerte dallo Stato per evitare una fine così severa.
Non fare come Tizio: ascolta il tuo avvocato.
Conclusioni
Il decreto penale di condanna non è una semplice multa o una comunicazione di poco conto, ma una vera e propria condanna penale che può avere conseguenze molto serie sulla tua vita personale e lavorativa.
Dal momento della notifica hai solo 15 giorni di tempo per decidere cosa fare: puoi accettare la condanna, opporti e valutare soluzioni che ti permettano di limitare i danni o, in alcuni casi, evitare del tutto la condanna penale.
Ignorare il decreto penale di condanna, invece, è quasi sempre la scelta peggiore.
Molti pensano che “non succederà nulla”, ma la realtà è molto diversa: la pena pecuniaria dovrà essere pagata e, in caso contrario, lo Stato potrà convertire la sanzione pecuniaria con misure molto più afflittive rispetto alla sanzione economica.
Per questo motivo, se hai ricevuto un decreto penale di condanna, il consiglio più importante è uno solo: non perdere tempo e rivolgiti immediatamente ad un avvocato penalista.
Iscritto dal gennaio 2015 all’ordine degli avvocati di napoli.
Appassionato di nuove tecnologie e di tutto ciò che gravita intorno al diritto penale.
Note
- Art. 459 del Codice di Procedura Penale
- Art. 415 bis del Codice di Procedura Penale
- Art. 460 del Codice di Procedura Penale
- Art. 28, comma 8, del Testo Unico del Casellario
- Art. 24, comma 1, lettera e) del Testo Unico del Casellario
- Art. 163 del Codice Penale
- Art. 461 del Codice di Procedura Penale
- Art. 444 del Codice di Procedura Penale
- Art. 162 bis del Codice Penale
- Art. 162 ter del Codice Penale
- Art. 172 del Codice Penale
- Art. 660 del Codice di Procedura Penale



















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