Diffamazione a mezzo Facebook

Diffamazione a mezzo Facebook: attenzione che rischi il carcere!

Tutti usano Facebook ma in tanti non sanno che una parola di troppo o un commento fuori luogo possono diventare un reato.

Leoni da tastiera, state attenti prima di dare sfogo al vostro pensiero: la diffamazione via Facebook è reato!

Continua a leggere l’articolo per capire come e quando si realizza la diffamazione a mezzo Facebook.

Indice

Che cosa è la diffamazione?

La diffamazione è un reato previsto dal codice penale1.

Le legge punisce con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032,00 euro, chi “comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione”.

Inoltre, se l’offesa è compiuta attraverso internet o un social network la pena aumenta: reclusione da sei mesi a tre anni o multa non inferiore a 516,00 euro2.

Affinché si possa parlare di diffamazione è necessario che:

  • la vittima non sia presente alla conversazione (reale o virtuale che sia);
  • sia lesa la reputazione della persona offesa;
  • l’offesa alla reputazione avvenga comunicando con più persone.

Come può avvenire la diffamazione: in forma scritta o anche verbale?

La norma è molto generica poiché punisce la condotta di chi “comunicando” con più persone, in assenza della vittima, lede la reputazione di quest’ultima.

Pertanto, si potrà parlare di diffamazione sia nel caso in cui questa avvenga in forma scritta, sia che avvenga in forma orale.

Allo stesso modo, non è specificato lo strumento della diffamazione, poiché quest’ultima potrà avvenire sia attraverso la pubblicazione di una notizia diffamatoria su un quotidiano cartaceo, sia attraverso la pubblicazione di un commento o un video su Facebook.

Se, invece, vuoi approfondire il tema del rapporto tra il diritto di cronaca e la diffamazione a mezzo stampa, Ti consiglio di leggere questo articolo dell’avv. Marcello Padovano, il quale analizza i recenti orientamenti della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in tema di diffamazione a mezzo stampa.

Inviare un messaggio privato è diffamazione? – Qual è la differenza tra l’ingiuria e la diffamazione?

Come appena accennato, affinché si possa parlare di diffamazione è necessario che l’offesa avvenga in assenza della vittima e che le parole oltraggiose siano comunicate a più persone.

Pertanto, un messaggio privato offensivo, inviato esclusivamente alla persona offesa non realizza il reato di diffamazione.

Questo perché manca la comunicazione a più persone, e soprattutto perché la persona offesa ha partecipato alla conversazione o è presente al momento dell’offesa.

In questo caso, la condotta del colpevole è inquadrabile nel reato (oggi depenalizzato) di ingiuria3.

Mi fai un esempio di diffamazione e un esempio di ingiuria?

Per farti capire meglio il concetto ti faccio un esempio.

  • Ingiuria per strada

Tizio e Caio sono per strada insieme a tante altre persone.

Improvvisamente Tizio e Caio litigano e Tizio dice a Caio “sei uno stronzo!”.

Tizio, in questo caso, commette il reato di ingiuria (oggi depenalizzato) poiché ha offeso la reputazione di Caio e quest’ultimo era presente all’offesa.

  • Ingiuria con un messaggio privato

Tizio manda un messaggio privato su Facebook a Caio nel quale gli dice “sei un cornuto!”.

Anche in questo caso, la condotta di Tizio integra il reato (abrogato) di ingiuria, poiché comunicando esclusivamente con Caio lo ha definito “Cornuto!”.

  • Diffamazione a mezzo Facebook

Tizio e Caio litigano per strada. Tizio appena torna a casa va su Facebook è scrive “Caio è uno stronzo!”.

Tale condotta integra il reato di diffamazione poiché Tizio, comunicando a più persone tramite Facebook ha leso la reputazione di Caio in sua assenza.

  • Diffamazione con la posta ordinaria

Tizio e Caio litigano e Tizio decide di inviare a tutti i vicini di caso di Caio una lettera nella quale offende la reputazione di Caio definendolo “Cornuto”.

Tizio, dunque, avrà commesso il reato di diffamazione poiché inviando le lettere a tutti i vicini di Caio ha comunicato con più persone e ha leso la reputazione di quest’ultimo.

Qual è la differenza tra la diffamazione e la calunnia?

Spesso i termini diffamazione e calunnia sono usati come sinonimi, tuttavia ciò è sbagliato poiché sono nozioni e reati completamente differenti tra loro.

La diffamazione, come appena spiegato, è il reato commesso da chi offende l’altrui reputazione, comunicando con più persone e in assenza della vittima.

La calunnia4, invece, è un reato molto più grave ed è commesso da chi incolpa una persona, che sa di essere innocente, di un determinato reato.

Ad esempio, si parlerà di calunnia quando Tizio, sapendo che Caio è innocente, accusa quest’ultimo del furto della propria auto.

La diffamazione, dunque, non c’entra nulla con la calunnia.

Quando si parla di diffamazione a mezzo Facebook?

La diffamazione può avvenire anche attraverso il noto social network Facebook.

Un post, un commento o qualsiasi altra forma di comunicazione (anche un video ad esempio) possono realizzare il delitto di diffamazione.

Inoltre, utilizzare Facebook per danneggiare l’altrui reputazione determina un aumento di pena poiché sarà contestata l’aggravante del “mezzo di pubblicità”5.

In altre parole, aver diffamato una persona tramite Facebook è più grave rispetto alla normale ipotesi di diffamazione, poiché grazie al social network è possibile raggiungere migliaia di persone con un semplice post.

Se, invece, sei vittima di una diffamazione commessa su Google My Business, ti consiglio di leggere questo mio articolo cliccando qui.

Dire la verità esclude la diffamazione?

Dire la verità non esclude la diffamazione: anche una notizia vera può integrare il reato di diffamazione.

Devi comprendere che in tema di diffamazione, la legge non distingue la notizia vera da quella falsa, ma punisce chi danneggia l’altrui reputazione, a prescindere dalla veridicità della notizia.

Esempio di diffamazione con una notizia vera

Tizio è sposato con Mevia. Mevia da anni tradisce Tizio.

Scrivere su Facebook che “Tizio è cornuto” è una diffamazione, nonostante la notizia sia vera.

Questo perché il tenore della notizia e il termine utilizzato, “cornuto”, superano il diritto di critica e sfociano nelle lesione della reputazione di Tizio.

Dunque, fai sempre molta attenzione a ciò che comunichi e soprattutto a come lo scrivi: la verità dell’affermazione non esclude la diffamazione!

Che cosa si rischia con la diffamazione commessa su Facebook?

La diffamazione aggravata realizzata attraverso Facebook è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni o con la multa non inferiore a 516,00 euro6.

Questo vuol dire che c’è la (remota) possibilità che il colpevole della diffamazione possa andare in carcere a causa di un commento diffamatorio.

Dico “remota” poiché nella gran parte dei casi i giudici condannano il colpevole alla sola sanzione pecuniaria: soldi da dover dare allo Stato.

Tuttavia, nulla esclude che considerata la gravita della diffamazione, il giudice potrebbe scegliere la reclusione rispetto alla sanzione pecuniaria (come è capitato al noto giornalista Alessandro Sallusti).

Infine, in caso di condanna è necessario evidenziare che accanto alla punizione irrogata dal giudice, potrebbe essere stabilito anche un risarcimento da versare alla persona offesa.

Quali post o commenti su Facebook sono diffamatori?

Rispondere a questa domanda è impossibile poiché la legge non individua la tipologia di commento o la notizia diffamatoria.

La legge, invece, precisa semplicemente che la comunicazione diffamatoria deve essere idonea ad offendere la reputazione della vittima.

Pertanto, occorrerà analizzare il singolo caso e capire se un determinato post sia realmente diffamatorio o meno7.

A tal fine, ti allego l’imputazione relativa ad un commento ritenuto diffamatorio dall’autorità giudiziaria.

Diffamazione a mezzo Facebook

Come essere risarciti in caso di diffamazione avvenuta su Facebook?

Se sei vittima di una diffamazione compiuta attraverso Facebook, puoi valutare di agire legalmente contro colui che ti ha diffamato.

Così facendo potrai ottenere un risarcimento del danno, che è cosa diversa dalla punizione che verrà irrogata dallo Stato al colpevole in caso di condanna penale.

Puoi decidere di agire in due modi:

  1. querela penale;
  2. azione civile (con ricorso o citazione).

I pro e i contro della querela penale in caso di diffamazione a mezzo Facebook

I vantaggi dell’azione azione penale nei casi di diffamazione

  • il procedimento penale può iniziare con la presentazione della querela e senza necessità di un avvocato;
  • le indagini preliminari sono svolte dalla Procura della Repubblica a spese dello Stato;
  • nel processo penale sarai aiutato e supportato dal pubblico ministero;
  • puoi agire anche contro ignoti, sarà la Procura della Repubblica (forse) a individuare l’autore della diffamazione;
  • se l’autore della diffamazione ha un nome e cognome veritiero o comunque sono presenti elementi che ne agevolano l’individuazione, la Procura della Repubblica riuscirà a portare avanti l’indagine.

Gli svantaggi dell’azione penale nei casi di diffamazione

  • le indagini sono svolte dalla Procura della Repubblica a spese dello Stato: se il pubblico ministero e il giudice per le indagini preliminari decidono di archiviare il procedimento, non potrai ottenere giustizia in sede penale;
  • se l’autore della diffamazione è ignoto e non hai elementi validi per aiutare il pubblico ministero nell’individuazione del colpevole, è altissima la possibilità che la querela venga archiviata;
  • una volta iniziato il processo penale dovrai necessariamente rivolgerti ad un avvocato per costituirti parte civile e chiedere il risarcimento del danno;
  • la sorte del tuo risarcimento è legata all’esito del processo penale e dovrai attendere i tempi della giustizia penale;
  • il giudice penale nel 90% dei casi non quantifica il risarcimento e demanda tutto al giudice civile, costringendoti ad iniziare un nuovo giudizio civile.

I pro e i contro dell’azione civile in caso di diffamazione a mezzo Facebook

I vantaggi dell’azione azione civile nei casi di diffamazione

  • agisci direttamente contro l’autore della diffamazione senza passare per il vaglio del pubblico ministero;
  • si punta esclusivamente al risarcimento del danno, in maniera autonoma dalla eventuale punizione penale inflitta dallo Stato al colpevole;
  • i tempi della giustizia civile (a volte) sono più rapidi di quella penale, soprattutto se l’autore della diffamazione ha beni patrimoniali da perdere;
  • la sentenza civile, in caso di vittoria, quantificherà subito il danno patito e avrai la possibilità di agire contro il condannato per ottenere il tuo risarcimento.

Gli svantaggi dell’azione civile nei casi di diffamazione

  • dovrai immediatamente sostenere i costi per l’inizio dell’azione civile che potrà avvenire esclusivamente con l’avvocato;
  • non hai il supporto della Procura della Repubblica per l’individuazione dell’autore della diffamazione;
  • puoi agire solo quando l’autore della diffamazione è noto e ha un nome e cognome;
  • se il soggetto contro cui agisci è nullatenente perderai solo tempo poiché non avrai modo di ottenere il risarcimento del danno che ti avrà riconosciuto il giudice civile.

Come si scrive una querela per una diffamazione subita su Facebook?

Teoricamente puoi andare direttamente dalle forze dell’ordine e sporgere querela contro il soggetto che ti ha diffamato.

Oppure, puoi sporgere una querela contro ignoti nel caso in cui tu non avessi dati utili per attribuire un nome all’autore della diffamazione.

Praticamente, ti consiglio di farti assistere da un avvocato per la redazione della querela per diffamazione.

Grazie al supporto di un legale l’atto di querela sarà scritto in modo da evidenziare i fatti e le circostanze utili alle indagini, in modo da facilitare l’individuazione dell’autore della diffamazione.

Sei sei interessato alla redazione di una querela per diffamazione a mezzo Facebook CLICCA QUI PER UNA CONSULENZA ONLINE.

Che tipo di indagini svolgerà la Procura della Repubblica?

Il punto di partenza dell’attività investigativa della Procura della Repubblica (in caso di querela penale) è dare un nome e cognome certo all’autore del post diffamatorio.

Se hai il solo nome dell’account dal quale è partito il post o commento diffamatorio, sappi che la Procura della Repubblica avrà enormi difficoltà a individuare il reale intestatario dell’account Facebook.

Questo perché i dati personali degli utenti iscritti su Facebook e gli indirizzi IP dal quale si collegano gli iscritti al citato social network, sono in esclusivo possesso della società Facebook con sede negli Stati Uniti d’America.

La Procura della Repubblica, attraverso lo strumento della rogatoria internazionale, può chiedere e ottenere questi dati, tuttavia Facebook risponde alle autorità italiane solo quando il reato contestato in Italia è anche reato negli Stati Uniti d’America.

E’ qui sorge il problema: negli Stati Uniti d’America la diffamazione non è un reato ma è un semplice illecito civile.

Pertanto Facebook risponderà alle autorità italiane solo quando attraverso il social network sia stato commesso un reato che sia tale anche negli Stati Uniti d’America, come ad esempio le minacce8 o lo stalking9.

La prova di quello che ti sto dicendo la puoi leggere in questo provvedimento di archiviazione nel quale il giudice per le indagini preliminari ha archiviato l’indagine per le ragioni che ti ho appena spiegato.

Diffamazione a mezzo Facebook

Dunque, ti consiglio di fornire quanti più elementi utili per l’individuazione del reo, come ad esempio una città di residenza, un nome e cognome o, soprattutto, un numero di telefono.

Grazie all’utenza telefonica, gli investigatori potranno rapidamente individuare l’intestatario della linea telefonica e chiedere chiarimenti sull’attività delittuosa.

Sono stato diffamato da un utente con un profilo falso o fittizio, cosa posso fare?

Se sei stato diffamato da un profilo chiaramente falso o fasullo, sappi che hai pochissime possibilità di ottenere giustizia.

Come meglio spiegato sopra, quando il reato ipotizzato è la sola diffamazione, Facebook non collabora con l’autorità giudiziari italiana, salvo che non sia un reato più grave e previsto anche dall’ordinamento giudiziario statunitense.

Come posso salvare il messaggio diffamatorio?

Il modo più semplice è fare uno screenshot del messaggio diffamatorio, stamparlo e allegarlo alla querela.

E’ importante che dallo screenshot si legga chiaramente la data del post, i nomi dei soggetti coinvolti e soprattutto che la conversazione sia catturata integralmente.

Inoltre, è importante assicurarsi che il commento diffamatorio sia letto anche da un soggetto terzo, disponibile a testimoniare nel futuro processo.

Tale modalità di acquisizione del post diffamatorio può andare bene per la fase iniziale del deposito della querela, mentre per il successivo processo è consigliabile (ma non obbligatorio) fare qualcosa in più.

Questo perché il solo screenshot può essere facilmente modificato e artefatto e nessuno può garantire che il documento cartaceo sia l’esatta copia di ciò che è (o era) presente su Facebook.

In questo caso, un primo aiuto è offerto dal testimone che potrà dichiarare di aver letto il post diffamatorio, ma ciò che potrà fare la differenza è la copia forense effettuata da un professionista abilitato.

Così facendo, ciò che verrà depositato nel futuro processo sarà inattaccabile ed esattamente corrispondente a ciò che risultava su Facebook al momento della diffamazione.

Il contro di tale scelta è il costo: tali attività sono molto costose ed occorre valutare bene gli interessi in gioco e la convenienza economica.

Fortunatamente, molti giudici, per arrivare ad un sentenza di condanna, ritengono sufficiente la stampa dello screenshot integrale della conversazione, rafforzata dalla testimonianza di un soggetto che ha letto post diffamatorio.

L’indirizzo IP dell’utente Facebook è necessario per arrivare ad una condanna per diffamazione avvenuta tramite Facebook?

L’individuazione dell’indirizzo IP non è un elemento indispensabile per arrivare ad una condanna penale per diffamazione, tuttavia la presenza dell’indirizzo IP aiuta molto il giudice a cercare la verità.

L’indirizzo IP permette di conoscere, con la collaborazione del gestore telefonico, l’intestatario della linea internet utilizzata per accedere a Facebook e commettere la diffamazione.

Tuttavia, per poter ottenere l’indirizzo IP è necessaria la collaborazione di Facebook, che come appena detto, nei casi di diffamazione non avviene quasi mai.

Pertanto, nei casi di diffamazione commessa su Facebook è molto difficile ottenere l’indirizzo IP dell’utente che ha pubblicato il post diffamatorio, e per tale ragione, molti giudici fanno affidamento su elementi “esterni” per dare un nome e cognome al colpevole10.

Quali prove possono aiutare i giudici nell’individuazione dell’autore della diffamazione?

Gli elementi esterni che aiutano i giudici, in assenza dell’indirizzo IP, alla corretta individuazione dell’autore della diffamazione possono essere molteplici, ad esempio11:

  • l’esatta corrispondenza tra il lavoro svolto dall’imputato e il lavoro dichiarato nel profilo;
  • le dichiarazioni dei testimoni che hanno letto il post diffamatorio;
  • la corrispondenza tra le informazioni presenti sul profilo Facebook e i dati emersi nel corso del processo.

Perché molte querele per diffamazione avvenute su Facebook vengono archiviate?

La gran parte delle querele per diffamazione a mezzo Facebook vengono archiviate perché la Procura della Repubblica non ha gli strumenti idonei per individuare con certezza l’autore del reato.

Come meglio spiegato sopra, Facebook non collabora con l’autorità giudiziaria italiana nei casi di diffamazione, e per tale motivo, spesso il pubblico ministero è costretto a chiedere l’archiviazione poiché non riesce a dare un nome e cognome certo all’utente che ha leso la tua reputazione.

Come posso evitare che la querela per diffamazione a mezzo Facebook venga archiviata?

L’unico modo per aiutare la Procura della Repubblica nelle indagini è offrire quanti più elementi hai agli investigatori al fine di dare un nome e cognome all’autore della diffamazione.

Studia con attenzione il profilo dell’utente e cerca di carpire quanti più informazioni ci sono, così facendo darai la possibilità gli inquirenti di evitare di “disturbare” Facebook.

I dati che offrono maggiori garanzie di successo sono il telefono dell’utente (che a volte è pubblicato sul profilo) e l’indirizzo dello stesso.

Posso chiedere a Facebook i dati personali della persona che mi ha diffamato?

Puoi chiedere quello che vuoi a Facebook ma non ti risponderà mai!

Puoi farlo anche tramite il tuo avvocato, ma sappi che non servirà a nulla, del resto non rispondono neanche all’autorità giudiziaria.

L’unica eccezione a tale regola avviene quando tramite Facebook è stato commesso un reato considerato tale anche negli Stati Uniti d’America.

Ad esempio, i reati di minaccia, stalking o revenge porn12sono tali anche nell’ordinamento giudiziario statunitense e per tale ragione Facebook dovrà (meglio dire potrebbe) collaborare con l’autorità giudiziaria italiana.

In questo caso, forse, la Procura della Repubblica ha maggiori possibilità di ottenere una risposta e individuare il colpevole.

Dove si svolgerà il processo in caso di diffamazione a mezzo Facebook?

L’eventuale processo penale per una diffamazione avvenuta su Facebook, si svolgerà nel luogo in cui si consuma il reato.

Nel caso della diffamazione a mezzo Facebook, il reato si consuma nel luogo in cui i terzi percepiscono la espressione ingiuriosa

Pertanto, secondo l’orientamento oggi dominante, il processo per diffamazione si svolgerà nel luogo domicilio o residenza della persona offesa, cioè nel luogo in cui la vittima è più conosciuta e dove la diffamazione cagiona i suoi effetti più dannosi.

Come posso essere risarcito a seguito di una diffamazione avvenuta su Facebook?

Una volta che è iniziato il processo penale la vittima della diffamazione può chiedere il risarcimento del danno.

Per ottenere il risarcimento del danno a seguito di una diffamazione commessa su Facebook, la vittima del reato dovrà:

  1. costituirsi parte civile;
  2. affrontare il processo penale;
  3. dimostrare di aver subito un danno (patrimoniale e/o morale).

Come si calcola il risarcimento in caso di diffamazione avvenuta su Facebook?

Non c’è un regola, al massimo è possibile evidenziare una prassi costante nella quantificazione del danno da diffamazione.

Una prima parte del risarcimento sarà relativa al solo fatto che è stato commesso un reato (cosiddetto danno da reato).

Una seconda parte del risarcimento sarà, invece, relativa ai danni che la vittima riuscirà a dimostrare di aver subito.

Ad esempio, se a seguito della diffamazione hai perso il lavoro o sei caduto in depressione (da provare con documentazione medica, meglio se proveniente da una struttura pubblica) avrai diritto ad un risarcimento maggiore rispetto a chi non ha avuto particolari conseguenze negative.

Il colpevole della diffamazione è stato condannato. Quando verrò risarcito?

La sentenza di condanna per diffamazione in sede penale non determina l’immediata quantificazione del risarcimento in favore della vittima.

Questo perché nella maggior parte dei processi penali per diffamazione, all’esito del contenzioso il giudice penale condanna il colpevole alla pena prevista per il reato e rinvia al giudice civile la quantificazione del danno patito dalla vittima.

Questo vuole dire che dopo anni di battaglia penale, dovrai iniziare un nuovo giudizio civile per quantificare il danno che hai subito.

Infine, nonostante una sentenza vittoriosa che ha quantificato il tuo risarcimento, ricordati che avrai concreta e reale soddisfazione economica solo se l’autore del reato ha dei beni pignorabili.

Se il condannato ha un conte corrente, una busta paga o immobili allora hai qualche possibilità di recuperare i soldi.

In caso contrario, non avrai modo di ottenere i soldi del risarcimento poiché l’autore del reato è nullatenente. In questo caso, l’unico risultato (o anche soddisfazione) sarà quella di aver “sporcato” la fedina penale dell’autore della diffamazione.

Come posso sapere se sono stato denunciato per una diffamazione commessa su Facebook?

Se temi problemi legali per un commento o un post scritto su Facebook, l’unico modo che hai per sapere se sei stato denunciato o querelato dalla vittima è chiedere un certificato ai sensi dell’art. 335 c.p.p.

Il certificato 335 c.p.p. andrà chiesto presso la Procura della Repubblica territorialmente competente, che nel caso di diffamazione è la Procura del luogo in cui risiede la vittima.

Puoi chiedere il certificato personalmente o online dal mio sito professionale CLICCANDO QUI.

Dopo aver avuto il certificato ai sensi dell’art. 335 c.p.p. potrai nominare un difensore di fiducia e iniziare a capire come risolvere il tuo guaio giudiziario.

Come posso evitare la condanna in caso di diffamazione a mezzo Facebook?

Se hai commesso una diffamazione a mezzo Facebook, sappi che ci sono tanti modo per evitare la condanna e avere la fedina penale pulita.

Accettazione e remissione di querela: quando trovare un accordo è la strada migliore

La prima opzione è trovare un accordo economico con la vittima e concordare la remissione di querela.

La remissione e accettazione della querela potrà avvenire in “ogni stato e grado del processo”, cioè potrai farlo sino a quando il processo non sarà chiuso definitivamente.

Ti consiglio, tuttavia, di trovare rapidamente un ‘accordo con la vittima poiché le condizioni economiche potrebbero essere più “care” in una fase avanzata del procedimento.

Le strade alternative all’accordo con la vittima della diffamazione

In alternativa, se non hai soldi per raggiungere un accordo economico con la vittima, puoi valutare la messa alla prova per adulti. Con i lavori sociali eviterai il processo e la condanna.

Se la messa alla prova o l’accordo economico non sono opzioni fattibili, non ti resta altro che affrontare il processo.

In questo caso dovrai valutare se scegliere di ridurre i danni (patteggiamento o rito abbreviato) oppure difenderti sostenendo la tua innocenza.

Ad ogni modo, ti ricordo che se il condannato è al primo reato (cioè incensurato), è altissima la possibilità di poter ottenere il beneficio della pena sospesa.

Infine, se vuoi avere la garanzia di evitare il carcere, puoi valutare un patteggiamento condizionato alla sospensione della pena.

Se sei coinvolto (indagato o imputato) in un processo per diffamazione a mezzo Facebook, CLICCA QUI PER UNA CONSULENZA. Insieme cercheremo la soluzione migliore al tuo problema penale.

Conclusioni

Un commento fuori luogo o un post irriverente su Facebook possono diventare un reato.

Fai molta attenzione a ciò che scrivi su Facebook, le parole hanno un peso e non si gioca con la reputazione delle persone!

Se sei vittima di una diffamazione a mezzo Facebook, sappi che la legge può tutelarti, ma non sarà facile ottenere giustizia.


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Note

  1. Art. 595 del Codice Penale
  2. Corte di Cassazione penale, sentenza n. 4873/2017
  3. Art. 594 del Codice Penale
  4. Art. 368 del Codice Penale
  5. Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza n. 12546 del 20 marzo 2019
  6. Art. 595, comma III, del Codice Penale
  7. Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza n. 451 del 13 luglio 2015
  8. Art. 612 del Codice di Procedura Penale
  9. Art. 612 bis del Codice di Procedura Penale
  10. Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza n. 9942 del 5 marzo 2011
  11. Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza n. 5175 del 2 febbraio 2018
  12. Art. 612 ter del Codice Penale
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