L’elezione di domicilio e l’ avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis c.p.p.

Questo articolo utilizza un linguaggio atecnico, finalizzato a far comprendere a tutti le nozioni basilari dell’elezione di domicilio e dell’avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis c.p.p. L’articolo non è un trattato scientifico né vuole essere tale.

“Buongiorno avvocato, ieri su invito della polizia mi sono recato al commissariato a prendere un atto. C’è scritto “verbale di invito a dichiarare o eleggere domicilio e nomina del difensore di fiducia”. Il poliziotto ha detto che è tutto normale e non devo preoccuparmi. Ma cosa sta accadendo?”

Con questa domanda, spesso, inizia il mio rapporto con un cliente. Dietro questo banale quesito si cela una scomoda verità: sei indagato ed ha bisogno di un avvocato.

In altri termini, la Procura ti avverte che sei indagato (non imputato), ti invitano a scegliere un avvocato o, in assenza di una tua scelta, ti verrà assegnato un difensore di ufficio. Inoltre, ti viene chiesto di scegliere dove ricevere tutti gli atti successivi (puoi scegliere lo studio del tuo avvocato, così nel tuo condominio nessuno di domanderà perché le forze dell’ordine ti cercano per notificarti un atto).

Ok, ho capito. Ma di cosa sono accusato?

Sull’elezione di domicilio non è indicata la contestazione, al massimo è indicato il numero di procedimento, il nome del pubblico ministero che conduce le indagini e, forse, l’articolo relativo al reato contestato.

Quindi, dalla lettura dell’elezione di domicilio non è possibile capire di cosa sei accusato. Ad ogni modo, proponendo istanza ex art. 335 c.p.p. puoi recuperare queste informazioni.

Come posso difendermi?

Essendo accusato di un reato hai la necessità di difenderti scegliendo un avvocato. Puoi nominare un avvocato di fiducia, ossia un difensore scelto da te, oppure, puoi omettere tale scelta e ti sarà assegnato un difensore di ufficio (ricorda che il difensore di ufficio non è pagato dallo Stato, non confondere difesa di ufficio con il gratuito patrocinio).

Se non conosci nessun avvocato, puoi nominare successivamente un difensore di fiducia, il quale andrà a sostituire quello di ufficio che ti è stato assegnato dallo Stato.

Posso vedere gli atti?

No, non puoi vedere gli atti e non li può vedere il tuo avvocato. Diffida da chi ti promette l’accesso agli atti prima della conclusione delle indagini: le indagini sono segrete, nessuno può accedere al fascicolo del pubblico ministero in questa fase.

Riassumendo: sei indagato, hai diritto ad un avvocato (scelto da te o dallo Stato) e non puoi vedere gli atti.

Sto iniziando a capire, ma se se non posso vedere gli atti, come riesco a difendermi?

Diciamo che puoi iniziare a impostare una strategia difensiva per grandi linee. Qualche elemento lo hai: conosci il titolo di reato contestato e la data di consumazione. Magari ti verrà in mente un determinato fatto ed inizierai a cercare possibili testimoni o documenti a tuo favore.

Avvocato sono trascorsi otto mesi dalla elezione di domicilio, oggi mi è stato notificato “l’avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis c.p.p.”, cosa devo fare?

Ecco, hai tra le mani l’ avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis c.p.p. , un atto importantissimo. Da questo momento si gioca a carte scoperte. Puoi accedere agli atti del pubblico ministero e capire realmente cosa sta accadendo. Sino a questo momento brancolavi nel buio, ora no. Gli atti sono stato scoperti e finalmente puoi conoscere di cosa sei accusato e quali fonti di prova hanno gli inquirenti.

Bene, ma cosa posso fare? Quanto tempo ho per decidere?

Il primo passaggio è quello di andare in Procura e chiedere copia degli atti, studiarli con l’avvocato e poi decidere cosa fare.

Dal momento della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis c.p.p. hai venti (20) giorni per poter effettuare tre importanti attività:

  1. Chiedere di essere interrogato e raccontare la tua versione dei fatti.

Una volta chiesto l’interrogatorio, la Procura dovrà ascoltarti. E’ un tuo diritto essere ascoltato, tale richiesta non può essere ignorata.

  1. Indicare indagini integrative.

La Procura ha completato le indagini. Ma a tuo avviso un testimone importante non è stato ascoltato, oppure non è stato acquisito un tabulato telefonico.

A seguito della conclusione delle indagini, puoi indicare al pubblico ministero di integrare le indagini sulla scorta delle tue osservazioni. Il pubblico ministero non sarà, tuttavia, obbligato a seguire i tuoi suggerimenti. Quindi potrebbe anche ignorarti.

  1. Presentare memorie difensive e documenti

Infine, in questa fase puoi depositare memorie difensive, produrre documenti o depositare documentazione relativa ad investigazioni compiute del difensore.

In altre parole, se hai tra le mani documenti importanti che potrebbero scagionarti, è questo il momento in cui depositarli (potrai farlo anche durante il processo). La procura sarà obbligata ad acquisire la tua documentazione ma potrà tranquillamente non tenere conto di quanto depositato.

Ho capito avvocato, ma tutta questa attività a cosa serve?

Lo scopo è quello di raccontare al pubblico ministero una realtà diversa da quella che si è unilateralmente rappresentato. Prima di questo momento, l’accusa non ha avuto nessuno con cui confrontarsi, ora invece puoi e devi dire la tua versione dei fatti.

Lo scopo è quello di contrastare le accuse che ti sono mosse, convincere chi sta indagando che si è sbagliato, che i fatti sono diversi rispetto a come sono contestati.

Cosa accade dopo che ho raccontato la mia versione dei fatti o presentato documentazione?

Ci sono tre possibilità

  1. Il pubblico ministero acquisisce la tua documentazione e ciononostante chiede il rinvio a giudizio.

Mi spiace, non hai convinto il pubblico ministero che tu sei estraneo ai fatti contestati. Non è una sconfitta, sarà il giudice a decidere. In ogni caso, gli elementi che hai portato innanzi al p.m. saranno valutati dal giudice dell’udienza preliminare e potranno tornare utili più avanti.

  1. Il pubblico ministero procede con l’integrazione probatoria.

Gli atti di indagini che hai suggerito al pubblico ministero lo hanno incuriosito. Il pubblico ministero dispone quest’attività integrativa. All’esito dell’attività integrativa la Procura dovrà decidere se esercitare l’azione penale (rinviarti a giudizio) oppure se chiedere l’archiviazione (punto 3).

  1. Il pubblico ministero chiede al giudice per le indagini preliminari che l’indagine sia archiviata.

Questo è il risultato migliore. Grazie all’interrogatorio, alle memorie difensive ed alle indagini integrative, il pubblico ministero ha cambiato idea su di te.

Il pubblico ministero chiederà al giudice per le indagini preliminare che il procedimento sia archiviato. Sarà, dunque, il giudice per le indagini preliminare ad archiviare.

Tuttavia prima di archiviare, potrebbe esserci un’udienza dove la persona offesa si opporrà a tale decisione. Nella migliore delle ipotesi, il giudice per le indagini preliminare archivierà l’indagine con decreto o ordinanza.

Grazie avvocato, ora ho le idee più chiare.

Di niente.

Questa articolo trae spunto da una vera conversazione avvenuta con un mio cliente.

Come detto nell’introduzione, questo articolo non è un trattato scientifico e molto semplificazione potrebbero far storcere il naso a tanti giuristi.

Ma l’articolo non è destinato a loro, ma a chi vuole comprendere per sommi capi il significato di determinati atti. Ovviamente, per qualsiasi dubbio, domanda o approfondimento, sono a disposizione dei lettori.

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Iscritto dal gennaio 2015 all’ordine degli avvocati di napoli.
Appassionato di nuove tecnologie e di tutto ciò che gravita intorno al diritto penale.
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