fatture false per operazioni inesistenti

Fatture false per operazioni inesistenti: cosa si rischia?

Emettere fatture false per operazioni inesistenti integra un grave illecito penale.

Scopri cosa si rischia ad emettere fatture per operazioni mai avvenute o portare in contabilità le stesse al fine di aumentare (fittiziamente) i costi ed evadere le imposte.

Cosa dice la legge?

La legge sui reati tributari1 punisce con la reclusione da un anno a sei mesi chiunque “al fine di consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”.

Allo stesso modo, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, porta in contabilità tali operazioni così da avere elementi passivi (costi) fittizi2.

Cosa vuol dire emettere una fattura per un’operazione inesistente?

Vuol dire emettere una fattura relativa ad una prestazione lavorativa che non è mai avvenuta, in questo caso si parla di inesistenza oggettiva assoluta.

Oppure, hai emesso una fattura relativa ad una prestazione lavorativa esistente, ma la fattura è “gonfiata” e pertanto differente rispetto a quanto realmente avvenuto. Ciò è definito inesistenza oggettiva relativa.

Mi fai un esempio di fattura emessa per un’operazione inesistente?

Ipotizziamo che tu sia un professionista con partita i.v.a. (avvocato, grafico, webmaster ecc…), dopo esserti accordato con la società “Truffaldina S.r.l.”, emetti una fattura per un lavoro mai effettuato.

Quindi, tu emetti una fattura dove attesti di aver svolto un lavoro per la società “Truffaldina S.r.l.” e dichiari di aver ricevuto la somma di euro 5.000,00.

Tuttavia, tale operazione non è mai avvenuta, né hai mai ricevuto tale somma.

In altri termini, tu emetti una fattura per 5.000,00 euro per un’operazione che non ha mai eseguito per la società “Truffaldina S.r.l.”.

Così facendo la società “Truffaldina S.r.l.” può scaricare un costo di ben 5.000,00 euro e l’IVA relativa.

Il tuo guadagno consisterà nel ricevere dalla società “Truffaldina S.r.l.” un “regalo”, dopodiché le fatture andranno perdute (incendio o furto) in modo da non consentire la ricostruzione delle stesse.

Chi ci guadagna dall’emissione della fattura per un’operazione inesistente?

La società “Truffaldina S.r.l.” grazie alla tua fattura falsa per un’operazione inesistente, può caricare i propri costi senza sborsare la somma di euro 5.000,00.

Così facendo la società “Truffaldina S.r.l.”, come anzidetto, realizza un illecito risparmio fiscale o consegue un credito di imposta, ovviamente illegale.

Cosa guadagna chi ha emesso la fattura falsa per l’operazione inesistente?

Tu che hai emesso la fattura falsa per l’operazione inesistente, ovviamente non incassi la somma di euro 5.000,00, del resto l’operazione è fittizia.

Probabilmente, ti verrà proposto dalla società “Truffaldina S.r.l.” un compenso per il favore illecito prestato, che come minimo sarà pari alle tasse che dovrai pagare per aver dichiarato un’entrata di euro 5.000,00.

Come viene scoperta una fattura falsa emessa per operazioni inesistenti?

Spesso la guardia di finanza incrocia i dati di chi ha emesso la fattura falsa con chi l’ha ricevuta, così da evidenziare incongruenze ed errori.

Nella maggior parte dei casi, sono due gli elementi che evidenziano l’emissione di una fattura falsa per un’operazione inesistente:

  1. l’assenza del pagamento: hai emesso la fattura di 5.000,00 euro ma la società “Truffaldina S.r.l.” non ti ha accredito la somma;
  2. l’inesistenza del bene o della prestazione oggetto della fattura: hai dichiarato di aver realizzato alla società “Truffaldina S.r.l.” un sito web, tuttavia il sito non è mai stato realizzato, né pubblicato.

Cosa si rischia ad emettere fatture false relative ad operazioni inesistenti?

La legge è molto severa, infatti punisce chi emette o rilascia fatture per operazioni inesistenti con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

Cosa si rischia a ricevere e portare in contabilità fatture false per operazioni inesistenti?

Allo stesso modo, chi riceve e porta in contabilità le fatture false per operazioni inesistenti ed indica tali elementi fittizi nella dichiarazione annuale, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

Ma se l’operazione è reale come dimostro la mia innocenza?

E’ impossibile rispondere a questa domanda perché non esiste una soluzione applicabile a tutti i casi. Come potrai immaginare ci sono troppe variabili che impediscono di trovare una strada comune a tutti i casi ipotizzabili.

Tuttalpiù, posso esporti la strategia processuale adottata in procedimento penale e potrai valutare quanto è simile a tuo problema.

Il caso concreto

A Tizio, di professione webmaster, viene commissionata la realizzazione del sito della società “Gamma S.r.l.”.

Tizio è pagato in anticipo e pertanto emette una fattura in favore della società “Gamma S.r.l.” di euro 3.000,00.

Tizio si mette a lavoro e dopo tre mesi sottopone all’amministratore della società “Gamma S.r.l.” una bozza del sito.

Caio, amministratore della società “Gamma S.rl.l.” non gradisce il lavoro svolto e pertanto non autorizza la pubblicazione del sito.

Caio, amministratore della società “Gamma S.r.l.”, contabilizza la fattura emessa da Tizio e nelle scritture contabili indica un costo di euro 3.000,00 relativo alla realizzazione del sito web.

Successivamente, alla società “Gamma S.r.l.” viene contestato il delitto previsto dall’art. 2 della legge sui reati tributari poiché al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi della fattura di Tizio, relativa ad una operazione inesistente, avrebbe portato in contabilità tale operazione così da avere elementi passivi (costi) fittizi.

Secondo l’accusa, la fattura emessa da Tizio è relativa ad una operazione inesistente poiché l’oggetto della fattura (il sito web) non è stato pubblicato, pertanto è apparentemente inesistente, o comunque non riscontrabile dall’esterno.

In questo caso, per dimostrare l’innocenza di Caio, amministratore della società, e Tizio, webmaster, occorrerà:

  1. portare in giudizio tutte le prove documentali dell’attività espletata da Tizio: preventivo, progetti preliminare, bozze, ecc…;
  2. email o altra documentazione attestante la realizzazione del sito ed il successivo rifiuto di Caio all’utilizzo e pubblicazione del sito realizzato da Tizio;
  3. prova documentale del pagamento effettuato dalla società “Gamma S.r.l.” in favore del webmaster Tizio.

Così facendo, forse, Tizio e Caio hanno buone possibilità di dimostrare la propria innocenza.

Conclusioni

Emettere fatture false per operazioni inesistenti o portare in contabilità le stesse per aumentare fittiziamente i costi, così ad ottenere un illecito risparmio fiscale o un credito d’imposta, integra un grave illecito penale.

Tuttavia, la contestazione spesso non corrisponde alla realtà dei fatti, tuttavia occorrerà dimostrare ciò in tribunale.


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Note

  1. Art. 8 del decreto legislativo n. 74 del 10.03.2000
  2. Art. 2 del decreto legislativo n. 74 del 10.03.2000

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