gratuito patrocinio a spese dello statoQuesto articolo utilizza un linguaggio atecnico, finalizzato a far comprendere a tutti cosa sia il patrocinio a spese dello Stato, detto anche “gratuito patrocinio”. L’articolo non è un trattato scientifico né vuole essere tale.

Introduzione

Partiamo da una premessa: l’avvocato è pagato dal cliente, l’avvocato deve essere pagato. Non esistono assicurazioni, polizze o altri sistemi: se tu cliente non paghi l’avvocato, nessuno lo farà al posto tuo. Pertanto, non scandalizzarti se l’avvocato esige di essere pagato.

Tuttavia, capita spesso che chi ha necessità di essere difeso non ha i mezzi economici per permettersi un avvocato. In questo caso, così come previsto dall’art. 24 della Costituzione Italiana, l’avvocato è pagato dallo Stato.

Ma il gratuito patrocinio ed il difensore di ufficio sono la stessa cosa?

Assolutamente no. Sono due cose differenti.

Ti faccio un esempio per farti capire meglio.

Un bel giorno ricevi l’avviso di conclusioni delle indagini, in tale avviso lo Stato ti comunica, tra le tante cose, che ha scelto un avvocato per te. Questo perché tu hai diritto a difenderti, non puoi rinunciare all’avvocato o alla difesa. L’avvocato che ti ha scelto lo Stato, si chiama “difensore di ufficio”.

Questo difensore, scelto dallo Stato, non è pagato dallo Stato, ma lo dovrai pagare tu. Non lo conosci, non lo hai scelto tu, ma il difensore di ufficio ha tutto il diritto di chiederti l’onorario, poiché egli lavora per te anche se tu non lo hai scelto.

Diversamente, il gratuito patrocinio è lo strumento con cui, qualora sussistano le condizioni, lo Stato paga il tuo avvocato.

Quali sono le condizioni per essere ammesso al patrocinio a Spese dello Stato?

Devi avere un reddito pari o inferiore ad euro 11.528,41 (aggiornato alla Gazzetta Ufficiale 186 del 12 agosto 2015). Tale limite è aumentato di 1.032,91 euro per ogni familiare convivente.

Quali documenti servono?

Certificato cumulativo di stato di famiglia e residenza (da fare presso l’ufficio anagrafe del Comune di residenza).

Copia del tesserino del codice fiscale di tutti i conviventi risultanti dallo stato di famiglia (o tessera sanitaria se risulta il codice fiscale).

Copia di un documento di identità di tutti i conviventi risultanti dallo stato di famiglia (carta di identità, patente di guida, passaporto…).

Copia dell’ultima dichiarazione dei redditi (CUD, …) o autodichiarazione di sussistenza dei requisiti reddituali.

Devo anticipare delle spese all’avvocato? Un contributo minimo?

Assolutamente no. Tutto è pagato dallo Stato, non devi dare nulla all’avvocato.

L’avvocato che chiede un anticipazione dei compensi al proprio cliente ammesso la patrocinio a spese dello Stato, oltre a non averne diritto, commette un grave illecito.

Chi sottoscrive la domanda, dove si presenta e dopo quanti giorni ricevo una risposta?

La domanda è firmata esclusivamente dal soggetto interessato e la firma è autenticata dal difensore. Non è ammessa la richiesta in forma orale.

La domanda si presenta nella cancelleria del giudice. In genere, dopo circa 30 giorni si riceve la risposta di ammissione o meno al patrocinio a spese dello Stato.

Cosa accade se dichiaro il falso?

Dopo che si è ammessi al patrocinio a spese dello Stato, nel 90% dei casi la guardia di finanza effettua dei controlli per appurare la veridicità di quanto dichiarato.

Le dichiarazioni false od omissive e la mancata comunicazione degli aumenti di reddito sono punite con la pena della reclusione in carcere da 1 a 6 anni e 8 mesi di reclusione in carcere e con la multa da 309,87 a 1.549,37 euro, oltre al pagamento di tutte le somme corrisposte dallo Stato.

Avvocato lei è iscritto nell’albo dei difensori ammessi al patrocinio a spese dello Stato?

Sì, sono iscritto, per maggiori dettagli ti rimando alla pagina di riferimento.

Per un approfondimento ti consiglio di leggere il testo unico in materia di spese di giustizia.

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L’avvocato Giuseppe Pappa si laurea nell’ottobre 2009 con tesi in diritto penale avente ad oggetto i reati associativi. Immediatamente dopo la laurea inizia la pratica forense prediligendo le tematiche attinenti all’area del diritto penale. Successivamente frequenta con profitto il corso di deontologia e tecnica del penalista organizzato dalla Camera penale di Napoli ottenendo l’idoneità all’iscrizione nell’elenco dei difensori d’ufficio ex art. 29 disp. att. c.p.p., in seguito consegue il diploma di perfezionamento in “Diritto dell’Unione Europea: tutela dei diritti” conferitogli dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. Approfondisce ed amplia la propria formazione attraverso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università degli studi Guglielmo Marconi di Roma, conseguendo nel giugno 2014 il diploma di specializzazione discutendo una dissertazione di fine corso dal titolo “I rapporti tra continuazione e recidiva”. Nel luglio 2014 è dichiarato idoneo all’esercizio della professione forense a seguito del superamento dell’esame di abilitazione. E’ iscritto dal gennaio 2015 all’Ordine degli Avvocati di Napoli.