decreto penale di condannaQuesto articolo utilizza un linguaggio atecnico, finalizzato a far comprendere a tutti cosa sia il decreto penale di condanna. L’articolo non è un trattato scientifico né vuole essere tale, il solo scopo è guidare il destinatario di un decreto penale di condanna verso una consapevole strategia difensiva.

Ti alzi al mattino, sei di buon umore. Ti prepari per uscire di casa ma suona il citofono: l’ufficiale giudiziario deve notificarti un atto.

Leggi rapidamente il contenuto dell’atto, scorri con gli occhi il tutto per soffermarti sulle conclusioni: 1.240,00 euro di multa! Pensi “sarà l’ennesima multa non pagata”, o “un errore di calcolo di Equitalia”, in ogni caso la tua attenzione è rivolta a quanto devi pagare, qualificando l’atto che hai tra le mani come l’ennesima cartella pazza, o quantomeno, qualcosa di attinente all’ambito civile o amministrativo.
Riponi il tutto sulla scrivania e vai a lavoro, posticipando una lettura più attenta ed in ogni caso ritenendo che per “pagare c’è sempre tempo”.

Fermati un momento!

Leggiamo insieme l’atto che hai appena posato.

Già alcune parole avrebbero dovuto suscitare una diversa attenzione: nell’intestazione leggi “giudice per le indagini preliminari”, “decreto penale di condanna”, “imputato”, insomma anche se non sei un avvocato questi termini ti fanno capire che non è una banale infrazione del codice della strada.

Certo, ti viene inflitta una “multa”, ma per multa, in queste sede, non si intende quella della Polizia Municipale ma la sanzione pecuniaria prevista dal codice penale.

A questo punto, ti rendi conto della gravità della situazione e della necessità di rivolgerti ad un avvocato per capire cosa sia il decreto penale di condanna.

Il procedimento per decreto è un procedimento speciale previsto dal codice di procedura penale, esso si caratterizzata per l’assenza sia della fase dell’udienza preliminare che di quella del dibattimento.

Il pubblico ministero, nei procedimenti per i reati perseguibili di ufficio ed in quelli perseguibili a querela, se ritiene che si possa irrogare soltanto una pena pecuniaria, anche se inflitta in sostituzione di una pena detentiva, può presentare al giudice per le indagini preliminari, richiesta motivata di emissione del decreto penale di condanna, indicando la misura della pena (art. 459 c.p.p.).

Tale procedimento prevede una serie di benefici per l’imputato, diretti ad indurre lo stesso ad accettare la condanna. Tra questi:

  • l’applicazione di una pena diminuita sino alla metà rispetto al minimo edittale;
  • la mancanza di efficacia di giudicato del decreto penale esecutivo nel giudizio civile o amministrativo;
  • l’inapplicabilità di pene accessorie, salvo la confisca;
  • la non condanna al pagamento delle spese processuali;
  • l’estinzione del reato se nel termine di cinque anni, quando il decreto concerne un delitto, e di due anni, quando il decreto concerne una contravvenzione, l’imputato non commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole;
  • la non menzione della condanna nei certificati richiesti dai privati.

Il giudice, quando accoglie la richiesta del pubblico ministero, emette decreto penale di condanna applicando la pena nella misura proposta da quest’ultimo.

Come avrai capito, senza che tu sia stato avvertito il pubblico ministero ha indagato su di te, ha ipotizzato una condanna ed ha proposta la stessa al giudice per le indagini preliminari. A seguito di questo iter, ti ritrovi tra le mani una proposta di condanna penale ed hai soli 15 giorni per decidere cosa fare!

Se fai trascorrere i 15 giorni, il decreto penale di condanna diventa definitivo, dovrai pagare quanto indicato nell’atto (salvo che non sia stata disposta la pena sospesa), punto e basta. La tua inerzia ha fatto sì che tu abbia accettato tacitamente la condanna.

Certo potrebbe essere una scelta consapevole, ma io nei tuoi panni vorrei capirci qualcosa di più prima di accettare una condanna, senza che abbia potuto difendermi.

E per tale ragioni ti è data la possibilità di visionare gli atti e decidere se proporre opposizione al decreto penale di condanna.

Per fare ciò, puoi rivolgerti ad un avvocato.

E’ doveroso avvertirti che nel momento in cui ti è stato notificato il decreto penale di condanna, lo Stato ti ha già scelto un avvocato: il difensore di ufficio. Non lo hai scelto tu, non lo conosci, tuttavia, qualora non dovessi nominare un difensore scelto da te, ricordati che il difensore di ufficio deve essere pagato da te! Non lo paga lo Stato.

In ogni caso, dopo aver visionato il fascicolo, hai la consapevolezza di quanto ti viene contestato, conosci gli atti a sostegno della proposta di condanna e puoi decidere cosa fare. Tuttavia fallo in fretta, perché, tra appuntamento dall’avvocato, copia degli atti, nuovo appuntamento dall’avvocato, già sono trascorsi 7 giorni, ne hai soli altri 8 per depositare l’opposizione all’archiviazione.

Dopo aver svolto queste attività, devi decidere, cosa fare:

  1. non fai opposizione, il decreto penale di condanna diventa definitivo e devi pagare.
  2. Oppure, proponi opposizione al decreto penale di condanna poiché, ad esempio, ritieni l’accusa che ti viene mossa sia infondata, ingiusta o semplicemente perché non ti va di accettare passivamente la condanna.

L’opposizione può essere presentata personalmente o a mezzo l’avvocato, l’opposizione va depositata nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari che ha emesso il decreto o nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trova l’opponente.

Con l’atto di opposizione puoi chiedere il giudizio abbreviato, il patteggiamento o, ove consentita, richiesta di oblazione. Ove non venga presentata alcuna richiesta di rito alternativo, inizierà il dibattimento mediante l’istituto del giudizio immediato e non avrai la possibilità di chiedere uno dei predetti riti speciali.

Con l’inizio del processo potrai far valere le tue ragioni, ascoltare i tuoi testimoni o depositare prove a te favorevoli, in una sola parola: ti difendi e non accetti passivamente la condanna.

Riassumendo: se si fa opposizione al decreto andrai incontro a un vero e proprio processo penale con le sue regole e soprattutto i suoi tempi.

Tempi che possono essere a te favorevoli, ad esempio, se i fatti oggetto del decreto penale sono molto risalenti nel tempo potrebbe anche conveniente fare l’opposizione, affrontare il processo e sperare che nelle more il reato potrebbe “cadere” in prescrizione. 

In conclusione, nel caso in cui dovessi “ricevere” un decreto penale di condanna, poiché i tempi sono molto ristretti e gli aspetti da valutare sono molteplici e soprattutto delicati, corri ad un avvocato penalista, fatti esporre tutte le strade da percorrere e scegli consapevolmente la strategia difensiva.

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L’avvocato Giuseppe Pappa si laurea nell’ottobre 2009 con tesi in diritto penale avente ad oggetto i reati associativi. Immediatamente dopo la laurea inizia la pratica forense prediligendo le tematiche attinenti all’area del diritto penale. Successivamente frequenta con profitto il corso di deontologia e tecnica del penalista organizzato dalla Camera penale di Napoli ottenendo l’idoneità all’iscrizione nell’elenco dei difensori d’ufficio ex art. 29 disp. att. c.p.p., in seguito consegue il diploma di perfezionamento in “Diritto dell’Unione Europea: tutela dei diritti” conferitogli dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. Approfondisce ed amplia la propria formazione attraverso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università degli studi Guglielmo Marconi di Roma, conseguendo nel giugno 2014 il diploma di specializzazione discutendo una dissertazione di fine corso dal titolo “I rapporti tra continuazione e recidiva”. Nel luglio 2014 è dichiarato idoneo all’esercizio della professione forense a seguito del superamento dell’esame di abilitazione. E’ iscritto dal gennaio 2015 all’Ordine degli Avvocati di Napoli.