la prescrizione del reato dopo la riforma bonafede e cartabia

La prescrizione del reato dopo la riforma Bonafede e Cartabia

La prescrizione del reato è un meccanismo giuridico che tutela i cittadini, sia gli innocenti che i colpevoli.

Grazie alla prescrizione del reato il cittadino ha la certezza che il suo calvario giudiziario non sarà eterno.

La prescrizione dopo la riforma Bonafede e Cartabia è stata, in gran parte, modificata.

Continua a leggere l’articolo per capire come funziona oggi la prescrizione del reato.

Guarda il video per capire la prescrizione del reato dopo la riforma Bonafede e Cartabia

La prescrizione del reato

La prescrizione del reato è quell’istituto giuridico che prevede, in buona sostanza, un termine entro il quale lo Stato dovrà giudicare l’imputato1.

Se il colpevole non viene giudicato e condannato entro questo tempo, lo Stato non potrà punirlo.

Come sul cibo c’è una data di scadenza per consumarlo, anche per i reati c’è una data da rispettare per giudicare l’imputato.

Lo scopo della prescrizione del reato

Le ragioni della prescrizione del reato sono molteplici, sia di natura giuridica che filosofica, ma non è questa la sede dove approfondire tali aspetti.

Per comprendere il perché esiste la prescrizione del reato, sarà sufficiente capire qual è la funzione della pena nel nostro sistema giudiziario.

Lo scopo della pena2, devi sapere, non è punire il colpevole, ma consiste nel

  1. rieducare il reo affinché non commetta altri reati (funzione special preventiva)
  2. e indurre gli altri cittadini a non commettere reati (funzione general preventiva).

La rieducazione del colpevole potrà essere attuata solo se quest’ultimo comprende e percepisce “giusta” la condanna inflitta.

Allo stesso modo, i cittadini saranno invogliati a non commettere reati poiché sono consapevoli che ad una determinata condotta delittuosa, consegue la giusta e corretta punizione da parte dello Stato.

Al contrario, se il colpevole metabolizza la condanna come una vendetta, oppure se i cittadini percepiscono la pena del reo come ingiusta ed eccessivamente punitiva, lo Stato avrà fallito e non avrà raggiunto lo scopo rieducativo (per il colpevole) ed educativo (per i cittadini) della pena.

Un esempio dell’utilità pratica e morale della prescrizione del reato

Fatta la necessaria premessa sullo scopo della pena, ti illustro un esempio dell’utilità morale e pratica dell’istituto della prescrizione.

Caio è imputato del delitto del delitto di appropriazione indebita3, ossia un reato di medio allarme sociale, punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000 a 3.000 euro.

Ipotesi 1 – Caio è condannato prima del decorso della prescrizione del reato

Il fatto-reato è commesso in data 01.01.2024, il processo inizia nel 2026 e si chiude definitivamente nel 2028 con la condanna di Caio alla pena finale di anni due di reclusione.

Tale condanna, emessa prima della prescrizione, sarà idonea (si spera) a far riflettere Caio sugli errori commessi.

Il provvedimento di condanna, essendo intervenuto in tempi ragionevoli rispetto alla data di commissione del reato, fa sì che Caio sia ancora in grado di percepire il disvalore sociale dell’azione e accettare e comprendere la condanna ricevuta.

Allo stesso modo, i cittadini interpreteranno giusta e proporzionata la punizione dello Stato, ritenendola espressione di giustizia e non di vendetta punitiva.

Ipotesi 2 – Caio è condannato dopo il decorso della prescrizione del reato

Il fatto-reato è commesso in data 01.01.2024, il processo di primo grado inizia nel 2028 e si chiude definitivamente nel 2036 con la condanna di Caio alla pena finale di anni due di reclusione.

In questo scenario, ipotizzando un sistema giudiziario senza la prescrizione del reato, Caio è stato condannato dopo 12 anni dalla commissione del fatto per un reato di medio allarme sociale.

Nell’attesa della condanna, Caio ha cambiato vita, ha completato gli studi, si è sposato ed è diventato padre: in poche parole Caio è un uomo diverso e migliore rispetto ai fatti delittuosi del 2024.

Ciononostante, lo Stato dopo 12 anni condanna Caio per il reato di appropriazione indebita.

È lecito, tuttavia, immaginare che Caio non potrà mai capire il senso di una condanna che arriva dopo 12 anni, né i cittadini comprenderanno il perché punire una persona dopo tanto tempo.

La prescrizione del reato interviene su tale aspetto ed evita, appunto, questa ingiustizia: essendo trascorso troppo tempo dalla commissione del reato, lo Stato decide di non punire penalmente Caio (niente carcere o sanzione penale pecuniaria).

In altre parole, la prescrizione trova il suo fondamento nell’attenuarsi dell’interesse dello Stato a punire quei reati il cui ricordo e disvalore sociale si è affievolito per il decorso del tempo.

Tale scelta non pregiudica le vittime del reato, le quali potranno sempre agire civilmente per essere risarcite del danno causato dalla condotta delittuosa di Caio.

Inoltre, è opportuno chiarire che Caio non è stato dichiarato assolto, ma semplicemente il prosciolto per intervenuta prescrizione del reato. Non è la stessa cosa, se vuoi saperne di più puoi leggere quest’altro mio articolo.

Esempio di proscioglimento in appello per prescrizione del reato

Un esempio di quanto detto lo puoi leggere in questo dispositivo, dove l’imputato è stato prosciolto grazie alla prescrizione, ma alle vittime del reato è stato comunque riconosciuto il rimborso delle spese legali e potranno agire in sede civile per ottenere il risarcimento del danno patito.

prescrizione del reato

Come si calcola la prescrizione del reato?

Il punto di partenza è la data di consumazione del reato, da questo momento inizierà a decorrere il timer della prescrizione del reato.

Nella maggior parte dei casi, il termine della prescrizione del reato sarà pari al massimo della pena prevista per quel determinato reato.

Inoltre, tale termine sarà aumentato di 1/4 qualora dovesse intervenire un atto interruttivo della prescrizione (di cui ti parlerò tra poco).

Infine, nel caso in cui il reato dovesse avere una pena massima troppo bassa, le legge dispone che per i:

  • delitti, la base di partenza per il calcolo della prescrizione sarà sempre 6 anni;
  • le contravvenzioni penali sarà sempre 4 anni.

Calcolo della prescrizione del reato, senza atti interruttivi

All’imputato è contestato il reato di sostituzione di persona4, la cui pena massima è fino ad un anno di reclusione.

Questo, come accennato sopra, vuol dire che il termine di prescrizione sarà pari a 6 anni.

Il reato risulta consumato “fino al febbraio 2017”, pertanto la data da cui far partire l’orologio della prescrizione è il 28.02.2017.

Se l’imputato non viene condannato entro il 28.02.2023, ossia 6 anni dalla consumazione del reato, il delitto contestato verrà dichiarato prescritto.

Durante la pendenza di questi 6 anni, l’imputato non riceve nessun atto interruttivo della prescrizione e riceve, invece, il decreto di citazione a giudizio (redatto il 27.03.2023) solo il 10.07.2023, cioè dopo che sono trascorsi i 6 anni utili per la prescrizione del reato.

prescrizione del reato senza atti interruttivi

Esempio di calcolo della prescrizione del reato, senza atti interruttivi

Dunque, alla prima udienza dibattimentale, fissata per il giorno 12.02.2024, il reato potrà essere dichiarato prescritto poiché:

  • sono trascorsi 6 anni dalla consumazione del reato (28.02.2017 – 28.02.2023);
  • durante tale arco temporale non è intervenuto nessun atto interruttivo della prescrizione;
  • in questi 6 anni, l’imputato non è stato condannato.

Tutto ciò non accadrà automaticamente ma dovrà essere il tuo avvocato a eccepire la decorrenza della prescrizione del reato e far capire al giudice che i termini sono decorsi.

Che cosa sono gli atti interruttivi della prescrizione del reato?

Nell’attesa dell’inizio del processo possono accadere tante cose e alcune di queste determinano l’interruzione della prescrizione del reato5.

Ad esempio, il decreto di citazione a giudizio6 è un atto interruttivo della prescrizione del reato, se vuoi conoscere l’elenco completo degli interruttivi della prescrizione del reato puoi consultare questo link.

Con il termine “interruzione” la legge intende dire che l’orologio della prescrizione del reato viene resettato e comincia a decorrere daccapo dalla data dell’evento interruttivo.

In apparenza, tale principio rende il termine di prescrizione infinito poiché è sufficiente un atto interruttivo e il timer comincia nuovamente a decorrere ex novo.

Il legislatore, tuttavia, ha previsto che il termine di prescrizione del reato, comprensivo degli atti interruttivi, non potrà mai comportare un aumento di più di 1/4 del tempo necessario a prescrivere7.

Calcolo della prescrizione del reato, con atti interruttivi

Il reato contestato all’imputato è la sostituzione di persona, la cui pena massima è fino ad un anno di reclusione. Questo, come detto prima, vuol dire che il termine di prescrizione del reato sarà pari a 6 anni.

Il reato risulta consumato “fino al febbraio 2017”, pertanto la data da cui far partire il timer della prescrizione è il 28.02.2017.

Se l’imputato non viene condannato, almeno in primo grado, entro il 28.02.2023, ossia 6 anni dalla consumazione del reato, il delitto contestato verrà dichiarato prescritto.

Durante la pendenza di questi 6 anni, l’imputato riceve in data 10.10.2022 il decreto di citazione a giudizio con l’indicazione della prima udienza dibattimentale.

L’emissione di tale atto interrompe la prescrizione e il termine di 6 anni inizia nuovamente a decorrere dal 10.10.2022, spostando (virtualmente) la data di prescrizione al 10.10.2028.

Esempio di calcolo della prescrizione del reato, con atti interruttivi

Questo nuovo termine di prescrizione, tuttavia, pari ad 11 anni e 1/2, è ampiamente superiore al tetto massimo previsto dalla legge con gli atti interruttivi, nel caso in esame pari a 7 anni e 1/2, così calcolati:

  • 6 anni (termine ordinario di prescrizione del reato senza atti interruttivi)
  • +
  • aumento di 1/4 dovuto all’interruzione della prescrizione
  • =
  • 7 anni e 1/2 : termine massimo di prescrizione del reato in presenza di atti interruttivi, da far decorrere sempre dalla data di consumazione del reato.

Dunque, in presenza degli atti interruttivi, il termine di prescrizione del reato sarà il 28.08.2024, se entro tale data l’imputato non verrà condannato, almeno in primo grado, il suo reato verrà dichiarato prescritto.

Pertanto, per calcolare la prescrizione, considerato che nel 90% dei casi l’atto interruttivo arriva prima della scadenza del termine ordinario di prescrizione, ti consiglio sempre di prendere la pena massima prevista per un determinato reato è aumentarla di 1/4, in questo modo avrai un termine realistico di prescrizione del reato.

Che cosa sono gli atti sospensivi della prescrizione del reato?

Gli atti sospensivi della prescrizione del reato sono, invece, una determinata serie di attività che determinano la sospensione del timer della prescrizione8.

Quando intervengono tali atti il timer della prescrizione del reato viene messo in pausa e riprende a decorrere dal momento di cessazione della pausa.

A differenza degli atti interruttivi, gli atti sospensivi della prescrizione del reato non causano il reset dell’orologio della prescrizione, ma semplicemente la prescrizione viene “congelata” per ritornare a correre dopo la sospensione.

Inoltre, i periodi di sospensione saranno sommati al termine massimo di prescrizione con conseguente ampliamento del termine ultimo di prescrizione del reato.

Tale ampliamento, a differenza degli atti interruttivi della prescrizione, non avrà alcun limite massimo, facendo sì che gli atti sospensivi della prescrizione e i conseguenti periodi di pausa, siano del tutto irrilevanti per il raggiungimento della dichiarazione di prescrizione del reato.

Calcolo della prescrizione del reato, con atti sospensivi della prescrizione

All’imputato è contestato il reato di sostituzione di persona, la cui pena massima è fino ad un anno di reclusione. Questo, come detto prima, vuol dire che il termine di prescrizione del reato sarà pari a 6 anni.

Il reato risulta consumato “fino al febbraio 2017”, pertanto la data da cui far partire il timer della prescrizione è il 28.02.2017.

Se l’imputato non viene condannato, almeno in primo grado, entro il 28.02.2023, ossia 6 anni dalla consumazione del reato, il delitto verrà dichiarato prescritto.

Durante la pendenza di questi 6 anni, l’imputato riceve in data 10.10.2022 il decreto di citazione a giudizio con l’indicazione della prima udienza dibattimentale, ciò come accennato poc’anzi determina un nuovo termine di prescrizione, ossia il 28.08.2024 (28.02.2017 + 7 anni e 1/2 = 28.08.2024).

Una volta iniziato il processo, accade che l’avvocato dell’imputato non può partecipare alla seconda udienza dibattimentale per motivi di salute.

In questo caso, l’avvocato chiederà al giudice il rinvio per legittimo impedimento, il giudice valuterà tale istanza e (si spera) accoglierà la richiesta del difensore fissando la prossima udienza dopo un anno.

Durante quest’anno di attesa l’orologio della prescrizione del reato sarà messo “in pausa” e tale periodo sarà sommato al termine massimo di prescrizione del reato (pari a 7 anni e 1/2), senza che vi sia un limite a tale somma.

Pertanto, ci potranno essere anche mille impedimenti che causano la sospensione del processo, ma tutto ciò sarà irrilevante per la prescrizione del reato poiché i periodi di sospensione verranno sommati al termine massimo di prescrizione del reato.

Esempio di calcolo della prescrizione del reato, con atti sospensivi della prescrizione

  • 28.02.2017 = data di commissione del reato
  • 10.10.2022 = atto interruttivo della prescrizione (28.08.2024 = termine massimo di prescrizione del reato)
  • 12.02.2024 = prima udienza dibattimentale, in tale udienza l’avvocato chiede il rinvio per legittimo impedimento. Il giudice accoglie la richiesta è rinvia il processo al 12.02.2025.
  • Il termine di prescrizione del reato cambierà e sarà il 28.08.2025, pari al termine massimo di prescrizione del reato sommato all’anno durante il quale il timer della prescrizione è stato sospesa (28.08.2024 + 1 anno di sospensione = 28.08.2025).

Pertanto, gli eventuali rinvii chiesti dall’imputato o dal suo difensore saranno del tutto irrilevanti per la prescrizione del reato.

Da ciò consegue che l’avvocato non ha alcun potere o sotterfugio per far prescrivere un reato.

Quali sono gli atti sospensivi della prescrizione del reato?

In merito alla tipologia di atti che determinano la sospensione del tempo necessario a prescrivere il reato, il principio generale è il seguente:

  • quando il rinvio è dovuto per ragioni riconducibili all’avvocato o all’imputato, la prescrizione si sospende, così da allungare il termine ultimo di prescrizione del reato.
  • se invece, il rinvio è dovuto a problematiche del tribunale o del processo, la prescrizione continua a correre, questo perché i disservizi della giustizia non devono ricadere sull’imputato.

Se vuoi conoscere l’elenco di tutti gli atti sospensivi della prescrizione del reato puoi leggere questo articolo.

La prescrizione del reato vale per tutti i reati?

Certo che no, il legislatore è garantista non pazzo.

A seconda della gravita del reato ci sarà un termine di prescrizione più lungo: più è alta la pena massima prevista dalle legge e più sarà lungo il termine di prescrizione.

Inoltre, la presenza di circostanze aggravanti speciali determinerà un aumento del tempo necessario per arrivare alla prescrizione9.

Allo stesso modo, per alcune tipologia di reati, come ad esempio i reati a sfondo sessuale o contro la pubblica amministrazione, i termini della prescrizione sono raddoppiati10.

Infine, in caso di reato punito con l’ergastolo, essendo tale pena senza fine, non troverà applicazione la prescrizione del reato11.

Da tutto ciò consegue che i reati più gravi non si prescrivono mai o è molto difficile che ciò avvenga: lo Stato non rinuncia alla punizione, né i cittadini potranno mai “dimenticare” il fatto-reato o perdonare il colpevole.

Pertanto, come avrai capito, il sistema della prescrizione del reato è calibrato correttamente:

  1. i reati gravissimi non si prescriveranno mai,
  2. i reati gravi difficilmente cadranno in prescrizione,
  3. mentre i reati di lieve allarme sociale, potranno essere dichiarati prescritti se lo Stato non arriverà rapidamente ad una condanna.

Infine, è importante ricordare che l’imputato è sempre libero di rinunciare alla prescrizione del reato e chiedere di essere giudicato nel merito.

La cessazione del corso della prescrizione del reato

Il timer della prescrizione del reato, tuttavia, non funziona per tutto il corso del processo: l’orologio della prescrizione si bloccherà per sempre al momento della condanna in primo grado12.

Dopo tale provvedimento, dunque, non si potrà più parlare di prescrizione del reato e, teoricamente, a seguito della proposizione dell’appello il processo potrebbe anche non avere mai una scadenza poiché, come appena detto, il timer della prescrizione non c’è in questa fase.

A causa di tale istituto giuridico, introdotto nel 2019, il meccanismo della prescrizione del reato trova applicazione solo durante il primo grado di giudizio, e considerato che la prescrizione del reato, in passato, maturava quasi sempre in appello, tale riforma ha sostanzialmente eliminato la prescrizione del reato dal nostro ordinamento.

Gli effetti collaterali di questa novità (detta anche riforma Bonafede) sono evidenti, poiché a seguito della proposizione dell’impugnazione:

  • i giudici non avranno alcuna scadenza e saranno liberi di fissare le udienze lontano nel tempo, rendendo eterno il processo penale;
  • sia l’innocente che il colpevole, rischiano di essere processati per un tempo infinito;
  • inoltre, la condanna arriverà dopo troppo tempo, tanto da non essere più giustizia ma semplice vendetta dello Stato;
  • infine, le vittime del reato, anziché di avere un risposta (relativamente) rapida, dovranno aspettare un tempo lunghissimo ed incerto, prima di aver una sentenza definitiva.

Fortunatamente, il legislatore con la recente riforma Cartabia13 ha messo una pezza a tale problema, introducendo un nuovo istituto giudico che evita il rischio di un processo penale infinito.

Improcedibilità dell’azione penale in appello

L’istituto della improcedibilità dell’azione penale per superamento dei termini massimi del giudizio è stato introdotto nel 2022 per risolvere il problema del “processo senza fine” che ti ho prima spiegato14.

Grazie all’introduzione di questo nuovo istituto, il giudizio di appello e il giudizio in cassazione hanno dei termini prestabiliti da rispettare, in caso di sforamento l’azione penale verrà dichiarata improcedibile e l’imputato sarà prosciolto (non assolto) in modo simile alla dichiarazione di prescrizione del reato.

Secondo questo nuovo istituto, il giudizio di appello dovrà concludersi entro 2 anni, e tale periodo inizierà a decorrere 90 giorni dopo il termine che il giudice di primo grado ha indicato per il deposito delle motivazioni.

Tale periodo di 2 anni sarà prorogabile di 1 anno per i reati più gravi oppure quando l’impugnazione è molto complessa.

Se, appunto, il giudizio di appello non viene definito entro il tempo prestabilito dalla legge, l’azione penale verrà dichiarata improcedibile, ciò potrà accadere nell’udienza di appello, oppure fuori udienza su richiesta delle parti.

E’ importante ricordare che questo nuovo meccanismo non si applica ai reati puniti con l’ergastolo, per  i quali non esiste la prescrizione del reato, né l’improcedibilità in appello.

In modo analogo a quanto avviene con la prescrizione del reato, l’imputato è libero di rinunciare alla dichiarazione di improcedibilità in appello e chiedere di essere giudicato nel merito.

improcedibilità dell'azione penale in appello

Improcedibilità dell’azione penale in cassazione

Lo stesso istituto è stato introdotto per i ricorsi in cassazione, che dovranno terminare entro 1 anno, con la possibilità di deroga di 6 mesi per i reati più gravi o per le impugnazioni complesse.

Anche in questo caso, il termine per iniziare e concludere il giudizio di legittimità inizia decorrere 90 giorni dopo il termine che il giudice di secondo grado ha indicato per il deposito delle motivazioni.

Se il giudizio di in cassazione non viene definito entro il tempo prestabilito dalla legge, verrà dichiarata improcedibile l’azione penale, ciò potrà accadere in udienza, oppure fuori udienza su richiesta delle parti.

E’ importante ricordare, anche per tale ipotesi, che questo nuovo meccanismo non si applica ai reati puniti con l’ergastolo, per  i quali non esiste la prescrizione, né l’improcedibilità in appello.

Infine, in modo analogo a quanto avviene con la prescrizione, l’imputato è libero di rinunciare alla dichiarazione di improcedibilità in cassazione e chiedere la prosecuzione del giudizio.

improcedibilità dell'azione penale in cassazione

Cosa accade all’imputato colpevole che non viene condannato in tempo?

A seguito della declaratoria di prescrizione di reato oppure a seguito della dichiarazione di improcedibilità dell’azione penale per superamento dei termini, accadrà che l’imputato colpevole non verrà punito dallo Stato.

L’imputato, pertanto, non subirà la sanzione penale e così, ad esempio, eviterà la reclusione, tuttavia questo non vuol dire che è stato assolto, ma semplicemente lo Stato non è riuscito in tempo a giudicarlo.

Le vittime del reato, proprio perché l’imputato non è stato assolto, saranno libere di agire civilmente contro il condannato per chiedere il risarcimento economico del danno subito.

prescrizione del reato

Qual è la differenza rispetto alla prescrizione della pena?

I due istituti hanno nomi simili, ma sono completamente differenti tra loro.

La prescrizione del reato, come ampiamente spiegato, è una causa di estinzione del reato e interviene prima della condanna: se lo Stato non riesce a giudicarti entro un certo lasso temporale, il reato si prescrive e non sarai condannato.

La prescrizione della pena15 è una causa di estinzione della pena, non del reato. Si parla di prescrizione della pena quando l’imputato è stato condannato definitivamente ma lo Stato non è riuscito a catturarlo entro un determinato periodo. In questo caso accadrà che lo Stato non potrà più chiedere che la pena venga espiata.

Se vuoi saperne di più leggi questo mio articolo.

Conclusioni

L’istituto della prescrizione del reato, insieme al nuovo meccanismo procedurale della improcedibilità delle impugnazioni penali, garantisce al cittadino un tempo certo per l’inizio e la fine di un procedimento penale.

Tali istituti, come ampiamente spiegato, non sono dei sotterfugi o scorciatoie per evitare la condanna, ma sono degli ingranaggi di un grande sistema nel quale la punizione penale non deve mai essere una vendetta dello Stato e i tempi del processo devono essere certi.

Spero che alla fine di questo articolo tu abbia compreso lo scopo della prescrizione, superando le chiacchiere da bar e gli inutili commenti di chi si lamenta solo senza capire il nostro sistema giuridico.


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Note

  1. Art. 157 del Codice Penale
  2. Art. 27 della Costituzione
  3. Art. 646 del Codice Penale
  4. Art. 494 del Codice Penale
  5. Art. 160 del Codice Penale
  6. Art. 552 del Codice di Procedura Penale
  7. Art. 160, comma IV, del Codice Penale
  8. Art. 159 del Codice Penale
  9. Art. 157, comma II, del Codice Penale
  10. Art. 157, comma VI, del Codice Penale
  11. Art. 157, ultimo comma, del Codice Penale
  12. Art. 161 bis del Codice Penale
  13. Legge n. 134 del 2021
  14. Art. 344 bis del Codice di Procedura Penale
  15. Art. 172 del Codice Penale
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