la riforma Orlando 2018 del casellario

La riforma del casellario giudiziale: meglio tardi che mai!

Con la riforma Orlando del 2018 del casellario giudiziale1il sistema è diventato più coerente, sono state introdotte importanti novità in tema di autocertificazione e messa alla prova.

Tuttavia, queste positive novità entreranno in vigore tra un anno, ossia dopo il 10.11.2019.

Di seguito una rapida carrellata delle principali novità che riguardano l’utente finale, ossia il cittadino.

Le iscrizioni relative alla sospensione del procedimento con messa alla prova

Oggi (09.11.2018)

Attualmente nel casellario ad uso dei privati (dell’interessato) risulta visibile l’iscrizione avente ad oggetto il procedimento di messa alla prova.

Vuol dire che il datore di lavoro che vi chiede il casellario giudiziale, verrà a conoscenza della messa alla prova.

Tecnicamente non è un precedente penale, tuttavia non è un bel biglietto da visita.

Non mi sorprenderei se venisse scelta una persona con un casellario pulito, rispetto a chi ha un’iscrizione relativa alla messa alla prova.

Domani (dopo il 10.11.2019)

Nel casellario ad uso dei privati (dell’interessato) non sarà visibile l’iscrizione avente ad oggetto la messa alla prova: né l’ordinanza, né la sentenza che dichiara estinto il reato saranno presenti.

Finalmente si è dato un senso alla messa alla prova che si conclude con esito positivo: il privato che chiede il casellario (ad esempio il datore di lavoro) non verrà a conoscenza della messa alla prova.

Cosa dichiarare nell’autocertificazione?

Oggi (09.11.2018)

In questo momento non c’è una norma che indirizza il cittadino nell’autocertificazione.

In altri termini, l’attuale modus operandi è frutto della giurisprudenza e della prassi. Pertanto, occorrerà leggere di volta in volta cosa si autocertifica, esponendosi a dei rischi oppure mettendo a conoscenza il terzo di dati personali che si potevano omettere.

Facendo un esempio, secondo l’orientamento giurisprudenziale dominante non vi è l’obbligo di dichiarare le condanna oggetto di riabilitazione. Tuttavia, può capitare che l’amministrazione di turno che riceve tale autocertificazione possa ritenere la stessa un falso.

Parimenti, per un altro ente potrebbe andare bene. Inoltre, non è da escludere la possibilità di subire un processo penale per aver omesso di indicare una condanna in un’autocertificazione.

Domani (dopo il 10.11.2019)

Il legislatore ha fatto chiarezza su questo argomento, disciplinando la fattispecie.

In futuro NON DOVRANNO ESSERE INDICATE in un’autocertificazione le seguenti iscrizioni:

a) alle condanne irrogate con il beneficio della non menzione2,salvo che il beneficio non sia stato revocato;

b) alle condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda e alle condanne per reati estinti per pena sospesa3;

c) alle condanne per i reati per i quali si è verificata la causa speciale di estinzione prevista nei casi di bigamia4;

d) alle condanne in relazione alle quali è stata definitivamente applicata l’amnistia e a quelle per le quali è stata dichiarata la riabilitazione, senza che questa sia stata in seguito revocata;

e) nei casi di patteggiamento sotto i due anni5decreti penali di condanna, quando la pena irrogata non superi i due anni di pena detentiva soli o congiunti a pena pecuniaria;

f) alle condanne per fatti che la legge ha cessato di considerare come reati, quando la relativa iscrizione non è stata eliminata;

f-bis) ai provvedimenti giudiziari che hanno dichiarato la non punibilità6, quando la relativa iscrizione non è stata eliminata;

g) ai provvedimenti riguardanti misure di sicurezza conseguenti a sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere, quando le misure sono state revocate;

h) ai provvedimenti che riguardano l’applicazione delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale semplice o con divieto o obbligo di soggiorno;

i) ai provvedimenti giudiziari emessi dal giudice di pace;

l) ai provvedimenti giudiziari relativi ai reati di competenza del giudice di pace emessi da un giudice diverso, limitatamente alle iscrizioni concernenti questi reati;

m) ai provvedimenti di interdizione, di inabilitazione e relativi all’amministrazione di sostegno, quando esse sono state revocate;

m-bis) ai provvedimenti che dispongono la sospensione del procedimento con messa alla prova7;

m-ter) alle sentenze dichiarano estinto il reato per esito positivo della messa alla prova8;

Eliminazione automatica delle iscrizioni nel casellario e nei carichi pendenti

Oggi (09.11.2018)

Le iscrizioni nel casellario giudiziale sono eliminate al compimento dell’ottantesimo anno di età o per morte della persona alla quale si riferiscono.

Le iscrizioni dei carichi pendenti sono eliminante al compimento dell’ottantesimo anno di età o per morte della persona alla quale si riferiscono

Domani (dopo il 10.11.2019)

Le iscrizioni nel casellario giudiziale sono eliminate decorsi quindici anni dalla morte della persona alla quale si riferiscono e, comunque, decorsi cento anni dalla sua nascita.

Le iscrizioni dei carichi pendenti sono eliminante per morte della persona alla quale si riferiscono

Unificazione dei certificati

Oggi (09.11.2018)

Esistono tre tipi di certificati: generale, penale e civile.

Il cittadino per avere un quadro completo deve chiedere più certificati e spendere più soldi in marche da bollo.

Domani (dopo il 10.11.2019)

Esisterà un unico certificato, che conterrà le iscrizione che prima venivano suddivise in più certificati.

Il cittadino risparmia tempo e soldi e la pubblica amministrazione semplifica il proprio lavoro.

Certificazione europea

Oggi (09.11.2018)

Nel casellario giudiziale sono presenti solo le condanne emesse dallo Stato Italiano o riconosciute da quest’ultimo.

Se sei stato condannato in Francia, e lo Stato Italiano non ha riconosciuto la sentenza straniera, nel tuo casellario italiano non risulterà la condanna francese.

Domani (dopo il 10.11.2019)

In calce al casellario giudiziale italiano sarà indicata la presenza di o meno di condanne in ambito europeo.

Entrata in vigore e considerazioni finali

Tutte queste positive novità entreranno in vigore decorso un anno dall’entrata in vigore del decreto, ossia 10 NOVEMBRE 2019.

Ritengo che sia una buona riforma, armonizza il casellario rispetto alle recenti riforme e risponde alle esigenze di semplificazione e trasparenza richiestoci dall’Europa.

Peccato per l’entrata in vigore ritardata: dovremo attendere un anno prima di poter beneficiare della riforma del casellario, sperando che non ci siano ulteriori rinvii.

P.S. Ci sono anche altre piccole novità, tuttavia non toccano il cittadino ma la pubblica amministrazione, per tale motivo ho preferito scrivere un articolo che evidenzia gli aspetti che toccano prevalentemente l’utente finale.


Note

  1. Decreto Legislativo del 2 ottobre 2018, n. 122
  2. Art. 175 del Codice Penale
  3. art. 167, I comma, del Codice Penale
  4. Art. 556 del Codice Penale
  5. Art. 445 del Codice di Procedura Penale
  6. Art. 131 bis del Codice Penale
  7. Art. 464 del Codice di Procedura Penale
  8. Art. 464 septies del Codice di Procedura Penale

Lascia un commento

avatar
  Iscriviti per seguire i commenti della discussione  
Notifica