truffa casa vacanze

La truffa della casa vacanza inesistente: giustizia è fatta!

Le vacanze si avvicinano, hai trovato una fantastica offerta online e subito hai bloccato l’affare con un acconto.

Dopo qualche giorno, tuttavia, il proprietario della casa vacanze sparisce e non risponde più ad email, whatsapp e telefonate.

Ti insospettisci e ti rechi sul posto: dopo un lungo viaggio scopri che la casa non esiste e sei stato l’ennesima vittima dalla truffa della casa vacanza inesistente.

Se anche tu ti sei ritrovato in una situazione simile, continua a leggere l’articolo per scoprire come è andata a finire per il truffatore.

Guarda il video per scoprire cosa è accaduto al truffatore

Premessa all’articolo della truffa della casa vacanza

L’articolo che stia leggendo, come vedrai tra poco, è tratto da un caso giudiziario vero, che ho seguito sin dalle fasi iniziali e ho portato a termine arrivando far condannare penalmente il truffatore.

Ti anticipo la conclusione agrodolce di questa vicenda: il mio cliente ha perso l’acconto versato, non è andato in vacanza e non è stato (ancora) risarcito, tuttavia grazie all’azione giudiziaria intrapresa il truffatore è stato condannato.

Ma soprattutto, tale condanna penale è stata subordinata al risarcimento del danno alla vittima, pertanto il mio cliente pur non avendo ottenuto il risarcimento si è tolto la soddisfazione di mandare in carcere (o ai domiciliari) il truffatore.

L’annuncio online della casa vacanza (inesistente)

Tutto ha inizio nel luglio del 2017, quando il sig. Rossi, in prossimità delle vacanze estive, trova un allettante annuncio online per l’affitto di una fantastica villetta sita a Santa Maria di Castellabate.

L’annuncio si presenta bene: il prezzo indicato è concorrenziale ma non stracciato, la descrizione dell’immobile è sufficientemente dettagliata e ci sono numeroso foto allegate.

In altre parole, nulla fa pensare che sia un annuncio truffaldino, come ad esempio un prezzo troppo basso o foto “riciclate” da altri siti (lo sai che con Google puoi cercare una foto e verificare se è stata già usata altrove?)

Il sig. Rossi contatta il venditore, il quale si presente come “Francesco” e con modi gentili e garbati illustra tutti i dettagli dell’inserzione, invitando il mio cliente a corrispondere quanto prima l’acconto poiché in tanti sono interessati a quella casa.

Il sig. Rossi, convinto dall’annuncio e dalla gentilezza di “Francesco”, versa l’acconto di 500,00 euro su un conto corrente intestato, invece, ad altro soggetto: Francesco rassicura il mio cliente dicendo che è il conto del figlio e che tra due giorni riceverà via email il contratto di locazione.

l'annuncio truffaldino della casa vacanza inesistente

Sono vittima della truffa della casa vacanza inesistente!

Passano due giorni, poi cinque e infine una settimana: il sig. Rossi non riceve nulla e, soprattutto, il venditore non risponde più al telefono, né alle email, né ai messaggi whatsapp.

Il mio cliente, preoccupato da tale silenzio, decide di andare nella bellissima Santa Maria di Castellabate per verificare l’esistenza della villetta.

Giunto sul posto scopre che non esiste nessuna casa vacanze ma solo un bed & breakfast, il cui gestore informa il sig. Rossi che in tanti sono arrivati nei giorni passati per cercare una villetta familiare ma non hanno trovato la casa mostrata nell’annuncio online.

Il sig. Rossi, in questo momento, ha la consapevolezza di essere stato l’ennesima vittima della truffa della casa vacanza inesistente.

La consulenza legale in tema di casa vacanza inesistente

Il sig. Rossi, resosi conto di essere stato truffato, mi contatta per una consulenza preventiva, finalizzata a comprendere cosa poter fare per ridurre i danni ed essere risarcito.

A malincuore, a rischio di perdere un potenziale cliente, spiego al sig. Rossi che non c’è una soluzione rapida e certa al suo problema, e che quasi sicuramente ha perso l’acconto versato.

Fatta questa amara premessa, illustro al mio cliente le azioni da poter intraprendere:

  • messa in mora e intimazione civile: inutile in questo caso poiché la condotta del venditore è  integra un illecito penale, inoltre, in questi casi i truffatori sono nullatenenti, pertanto non temono le azioni civili finalizzata a pignorare i beni;
  • querela-denuncia penale: azione giudiziaria penale volta a individuare l’autore del reato, cercando di arrivare ad una sentenza che possa accertare il reato e condannare il truffatore a pagare la pena nei confronti dello Stato e (forse) a risarcire il danno alla vittima del reato.

Con un po’ di cinismo, spiego al sig. Rossi che se il suo scopo è essere risarcito non potrò essere il suo avvocato, poiché nessuno può garantire questo (difficile) risultato.

Al contrario, se lo scopo del sig. Rossi è ottenere giustizia, ossia individuare il colpevole della truffa e farlo condannare penalmente (che non vuol dire essere risarciti economicamente), allora sì posso essere di supporto.

La querela per truffa della casa vacanza inesistente

Con le idee finalmente chiare, il sig. Rossi decide di sporgere una querela per truffa1, raccontando quanto avvenuto e allegando tutti gli elementi sopra accennati.

In particolar modo, il mio assistito con dovizia di particolari espone tutti gli avvenimenti, specificando di essersi recato personalmente a Santa Maria di Castellabate per verificare l’esistenza della villetta.

Gli elementi “forti” della querela, utili alle forze per le successive indagini, sono l’indicazione dell’utenza telefonica del sedicente “Francesco” e il codice IBAN intestato ad un determinato soggetto.

Con tali elementi, immaginavo, che la Procura potesse facilmente individuare l’intestatario della linea telefonica nonché chiedere spiegazioni al titolare del conto corrente che ha ricevuto l’acconto di 500,00.

Ciononostante, inizialmente è andato tutto male, poiché la Procura ha chiesto al giudice delle indagini preliminari l’archiviazione!

L’infondata richiesta di archiviazione del procedimento penale per truffa

Come accennato prima, la Procura della Repubblica, dopo circa un anno dal deposito della querela, si orienta per chiedere l’archiviazione del procedimento penale2.

Questo perché, secondo il pubblico ministero, la condotta dall’indagato:

non assume rilievo penale, non essendovi prova che siano stati posti in essere dall’indagato alcun artifizio e raggiro volto ad indurre in errore l’acquirente, non potendo l’irreperibilità di quest’ultimo ritenersi qualificabili come raggiro, cosicché lo stesso può ritenersi solo inadempiente agli obblighi contrattuali assunti, tanto più che non vi è prova sulla inesistenza dell’appartamento proposto in affitto”.

Confesso che quando ho letto questa motivazione sono letteralmente saltato dalla sedia, poiché nella querela avevo specificato che il sig. Rossi si era recato personalmente a verificare l’esistenza della casa vacanze.

Pertanto, leggere che secondo la Procura “non vi è prova sulla inesistenza dell’appartamento proposto in affitto” era davvero errato e, forse, frutto di poca attenzione nel leggere l’atto di querela.

Inoltre, tale approccio aveva impedito qualsivoglia approfondimento investigativo: non si conosceva ancora l’intestatario dell’utenza telefonica, né la Procura aveva chiesto informazioni al titolo del conto corrente.

Alla luce di questi elementi, ho suggerito al sig. Rossi di proporre opposizione alla richiesta di archiviazione3.

richiesta di archiviazione per casa fantasma

L’opposizione alla richiesta di archiviazione

Il mio assistito ha accolto il mio suggerimento ed abbiamo presentato l’opposizione alla richiesta di archiviazione.

Nell’atto di opposizione ho evidenziato l’infondatezza della motivazione della Procura poiché il sig. Rossi si era recato di persona sul posto, e che a causa dell’errore del pubblico ministero non erano state svolte le necessarie indagini.

Concludevo il mio atto chiedendo al giudice delle indagini preliminari di ordinare al pubblico ministero ulteriori indagini finalizzate a:

  1. individuare l’intestatario dell’utenza telefonica usato dal truffatore e indicata sul sito di annunci;
  2. identificare l’intestatario dell’email usata dal truffatore;
  3. appurare la titolarità del conto corrente, ove è stata accreditato la somma oggetto della truffa.

All’esito dell’udienza camerale il giudice delle indagini preliminari ha accolto la mia opposizione e rigettato la richiesta di archiviazione del pubblico ministero.

In particolar modo, il g.i.p. ha precisato che il sig. Rossi aveva verificato l’inesistenza della casa vacanze e pertanto era necessario proseguire le indagini identificando il titolare dell’utenza telefonica e del conto corrente.

La truffa della casa vacanza inesistente

Inizia il processo per la truffa della casa vacanza inesistente

A seguito dell’accoglimento della mia richiesta di opposizione all’archiviazione, la Procura ha finalmente svolto le indagini.

E’ stato dato un nome e cognome al truffatore, è stato individuato l’intestatario dell’utenza telefonica e dell’indirizzo email usato per la truffa.

All’esito di questa complessa attività di indagine, dopo circa sei anni dalla presentazione della querela, è iniziato finalmente il processo penale contro il truffatore.

All’imputato è contestato il reato di truffa4 perché

con artifizi e raggiri consistiti nel pubblicare sul sito internet XXXXXX un’inserzione relativa all’affitto di una villa per vacanze estive nel comune di Santa Maria di Castellabate e nel prospettare, mediante utenza n. XXXX risultata intestata a soggetto straniero, a XXXXX, le modalità di pagamento del canone (prevedendo il versamento mediante bonifico di un acconto su carta poste-pay evolution n. XXXXX a se intestata), induceva in errore XXXXXX, interessato all’affitto, in ordine alla reale disponibilità dell’appartamento, così procurandosi l’ingiusto profitto consistente nella somma di euro 500,00 (pagata a mezzo bonifico su poste-pay evolution) con grave danno per la predetta persona offesa.

il processo per casa vacanza fantasma

La difficile scelta della vittima del truffa: parte civile sì o parte civile no?

Ancora una volta, il mio assistito è chiamato a compiere una scelta:

  1. partecipare attivamente al processo attraverso la costituzione di parte civile5. In questo modo, il sig. Rossi può chiedere al giudice penale che il truffatore sia condannato al risarcimento del danno, nonché chiedere che l’eventuale beneficio della pena sospesa sia condizionato al risarcimento del danno;
  2. non costituirsi parte civile, non chiedere al giudice penale il risarcimento ed essere, dunque, solo spettatore del processo penale.

La prima opzione è la migliore, poiché permette alla vittima del reato di incidere attivamente sull’esito del processo, poiché il sig. Rossi potrà partecipare al processo presentando documenti, facendo domande ai testimoni e avanzando richieste specifiche la giudice.

Il prezzo da pagare è la parcella dell’avvocato, poiché la costituzione di parte civile e la successiva partecipazione al dibattimento può essere effettuata solo con il supporto di un avvocato.

La seconda opzione, non costituirsi parte civile, è una valida scelta quando, ad esempio, per ragioni economiche non è possibile partecipare al processo penale e si punta, esclusivamente, alla condanna penale del truffatore. In questo caso, tuttavia, non sarà possibile interloquire con il giudice e chiedere il risarcimento del danno.

Il sig. Rossi decide di costituirsi parte civile con la consapevolezza che difficilmente sarà risarcito poiché l’imputato è nullatenente, ciononostante il mio assistito ne fa una questione di principio: vuole giustizia e chiede la condanna penale severa del colpevole.

Il truffatore della casa vacanza è al suo primo reato, cosa rischia?

Dopo aver letto gli atti del processo, ho appurato che l’imputato è incensurato (come leggi nel casellario qui sotto), ossia non hai mai commesso reati prima di questo momento.

Inoltre, come accennato prima, a seguito di un’indagine patrimoniale, ho anche verificato che il truffatore è nullatenente, pertanto in caso di condanna al risarcimento del danno, difficilmente il truffatore pagherà il risarcimento.

Con tale premessa, il sig. Rossi, ancora arrabbiato dopo tanti anni dalla truffa, mi chiede cosa rischia veramente l’imputato in caso di condanna.

Essendo l’imputato al suo primo reato, realisticamente potrà ottenere il beneficio della sospensione condizionale della pena6, pertanto non andrà in carcere, non dovrà pagare nessuna condanna penale, al massimo penale ma si “sporcherà” la fedina penale.

Ciononostante, rappresento al mio assistito che proveremo a rendere più severa la condanna chiedendo al giudice che l’eventuale pena sospesa sia subordinata al risarcimento del danno7.

Grazie alla costituzione di parte civile, la vittima del reato, può chiedere al giudice che l’imputato debba prima pagare il risarcimento alla vittima del reato e solo successivamente possa ottenere il beneficio della pena sospesa.

In questo modo, forse, il sig. Rossi potrà ottenere il risarcimento del danno poiché il truffatore per evitare il carcere sarà obbligato a risarcire il danno alla vittima del reato.

il casellario vuoto del truffatore

La condanna per la truffa della casa vacanza inesistente

Dopo tre udienze il processo penale giunge al termine e finalmente arriva il giorno della sentenza.

Io, quale avvocato della parte civile, chiedo la condanna del truffatore, ma soprattutto chiedo al giudice che l’eventuale beneficio della pena sospesa sia condizionato al risarcimento del danno alla vittima del reato.

Alla fine di tutto, il truffatore è stato condannato alla pena di mesi sei di reclusione ed euro 51,00 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

Inoltre, l’imputato è stato condannato al risarcimento dei danni morali e materiali provocati alla parte civile pari ad euro 2.000 di cui 500 a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva, nonché alla rifusione delle spese legali della vittima del reato, pari ad 1.797,00, oltre accessori di legge.

Infine, al truffatore al è stato concesso il beneficio della pena subordinato al pagamento della provvisionale di euro 500 alla vittima del reato.

Ad oggi, la sentenza è diventata definitiva e il truffatore non ha pagato la provvisionale, pertanto, prima o poi, dovrà espiare la condanna penale irrogata pari a mesi sei di reclusione ed euro 51,00 di multa da pagare allo Stato8.

Il sig. Rossi alla fine di questo percorso giudiziario non ha ottenuto nessun risarcimento economico, anzi, ha dovuto anche pagare il proprio avvocato, tuttavia si è tolto la grande soddisfazione di:

  • far condannare penalmente l’autore della truffa;
  • “sporcare” la fedina penale di quest’ultimo;
  • costringere il truffatore a fare i conti con la giustizia, poiché prima o poi dovrà pagare la condanna penale della reclusione.

la sentenza della truffa della casa vacanza inesistente

Consigli per il truffatore della casa vacanza inesistente

In questo processo ho assistito la vittima del reato e alla fine di tutto, il sig. Rossi ha ottenuto ciò che voleva: giustizia, non soldi.

Qualora fossi stato l’avvocato del truffatore, tuttavia, avrei adottato una strategia completamente diversa rispetto a quanto visto in questo processo.

Anziché dichiararmi inutilmente innocente, avrei proposto subito un risarcimento alla vittima del reato, così da evitare il processo e la condanna, e uscire puliti da questa vicenda giudiziaria.

In parole più semplici, non ha senso affrontare un processo penale quando non si hanno le carte per vincere la partita, quando non hai elementi per dimostrare la tua estraneità ai fatti puoi solo giocare in difesa, cercando di ridurre i danni.

Conclusioni

Sei l’ennesima vittima della truffa della casa vacanza inesistente, sei arrabbiato, deluso e chiedi solo giustizia.

Realisticamente non verrai risarcito e la vacanza è oramai rovinata, non puoi fare altro che denunciare l’accaduto all’autorità giudiziaria e sperare che la giustizia faccia il suo corso.

Se tutto andrà bene, dopo qualche anno inizierà il processo e avrai la possibilità di far condannare penalmente l’autore del reato.

Inoltre, in caso di costituzione di parte civile potrai chiedere al giudice che il truffatore venga condannato con il beneficio della sospensione condizionale della pena subordinata al risarcimento del danno.

In questo modo, il truffatore dovrà prima risarcirti e solo in questo modo eviterà l’espiazione della condanna. In caso contrario, avrai perso i soldi ma ti sarai tolto la soddisfazione morale di sapere in carcere (o ai domiciliari) il truffatore.


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Note

  1. Art. 336 del Codice di Procedura Penale
  2. Art. 408 del Codice di Procedura Penale
  3. Art. 410 del Codice di Procedura Penale
  4. Art. 640del Codice Penale
  5. Art. 76 del Codice di Procedura Penale
  6. Art. 163 del Codice Penale
  7. Art. 165 del Codice Penale
  8. Art. 656 del Codice di Procedura Penale
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