Quali sono i reati ostativi? Cosa significa avere un reato ostativo?
La condanna penale inferiore a quattro anni di reclusione, offre la concreta possibilità al condannato di evitare il carcere.
Questo, tuttavia, non vale per i reati ostativi, per i quali, a prescindere dall’entità della pena, è sempre previsto il carcere.
Continua a leggere l’articolo per sapere quali sono i reati ostativi e conoscere le conseguenze di tali delitti.
Indice
Guarda il video per scoprire che cosa sono i reati ostativi
Che cosa sono i reati ostativi?
I reati ostativi12sono una determinata categoria di delitti, ritenuti estremamente gravi dall’ordinamento e per i quali non è prevista la sospensione dell’esecuzione della pena3, né i benefici penitenziari (ad eccezione della liberazione anticipata4).
In altre parole, la legge ha individuato una serie di reati per i quali non ci sono scappatoie: a seguito della condanna definitiva e a prescindere dall’entità della pena (anche un mese) o dall’essere incensurato, il condannato va in carcere!
Inoltre, sarà molto difficile ottenere le misure alternative alla detenzione, da ciò consegue che nella maggior parte dei casi, l’autore di tali reati dovrà espiare tutta la condanna in carcere.
Questo avviene perché tali delitti sono estremamente gravi e si presume, in maniera assoluta, che il condannato sia molto pericoloso e pertanto debba stare in carcere, senza poter accedere (salvo particolari ipotesi) alle misure alternative, come la detenzione domiciliare5.
Quali sono le conseguenze dei reati ostativi?
Per comprendere la peculiarità dei reati ostativi è necessario spiegare cosa accade a seguito di una condanna penale.
Il processo penale, in caso di condanna, si conclude con l’irrogazione di una pena.
Quando la pena è inflitta senza il beneficio della sospensione condizionale della pena6, vuol dire che il condannato, prima o poi, dovrà espiare la pena.
Sin quando la pena è una sanzione penale pecuniaria (multa o ammenda), la libertà del condannato non è a rischio.
Al contrario, quando è irrogata una pena detentiva (arresto o reclusione), il condannato prima o poi dovrà fare i conti con tali sanzioni e rischierà di essere privato della libertà.
Ad ogni modo, tutto questo accadrà quando la sentenza sarà definitiva e quando la Procura si ricorderà di mettere in esecuzione la condanna.
Ed è proprio questo il momento in cui il destino del condannato prenderà strade diverse a seconda che il reato oggetto della condanna sia un reato comune o un reato ostativo.
Esecuzione della condanna per i reati comuni
Per i reati comuni, in caso di condanna pari o inferiore ai quattro anni di reclusione, la legge dispone che l’ordine di esecuzione “nasca” già sospeso, dando la possibilità al condannato di chiedere le misure alternative alla detenzione da uomo libero.
Ma soprattutto, nell’attesa che la magistratura di sorveglianza decida, il condannato sarà libero e continuerà la sua vita.
Sul punto, è opportuno precisare, che non esiste un diritto all’ottenimento della misura alternativa alla detenzione, ma sarà la magistratura di sorveglianza che deciderà in che modo dovrai espiare la pena.
Se tutto va bene, ad esempio, anziché andare in carcere potrai espiare la pena a casa (detenzione domiciliare), se le cose vanno male, invece, potrai andare in carcere anche per un solo mese.
Se credi che io stia esagerando, leggi questo mio articolo, nel quale racconto la storia di un mio assistito, il quale a causa della sua negligenza, si è fatto un mese di carcere, nonostante avesse tutte le carte in regola per ottenere le misure alternative alla detenzione.
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Esempio di esecuzione per reati comuni
Tizio è stato condannato a 2 anni di reclusione, senza pena sospesa, per truffa7 e ricettazione8.
Tizio ha affrontato il processo da uomo libero, cioè senza alcuna forma di custodia cautelare9 e al momento del passaggio in giudicato è libero.
Un bel giorno a Tizio viene notificato l’ordine di esecuzione sospeso, nel quale è indicato che ha trenta giorni di tempo per chiedere le misure alternative alla detenzione.
Tizio, va dall’avvocato ed entro questi trenta giorni, chiede le misure alternative alla detenzione (domiciliari, semilibertà o affidamento ai servizi sociali).
Dopo circa due anni dalla richiesta, durante la quale Tizio è sempre libero, il Tribunale di Sorveglianza fissa l’udienza nella quale deciderà se accogliere o meno la richiesta di Tizio.
Ovviamente, se Tizio, stupidamente, non chiede le misure alternative entro i trenta giorni, perde questa possibilità e prima o poi lo verranno a prendere per portarlo in carcere (anche per una condanna bassa).
Esecuzione della condanna per i reati ostativi
Tutto questo cambia nel momento in cui a Caio è contestato un reato ostativo, poiché per una determinata serie di reati, lo Stato dispone che a prescindere dall’entità della pena, il condannato in via definitiva, venga direttamente portato in carcere10.
In altre parole, l’ordine di esecuzione nasce già esecutivo, senza alcuna sospensione, disponendo l’immediata carcerazione del condannato.
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Esempio di esecuzione per reati ostativi
Caio è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione, senza pena sospesa, per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Caio ha affrontato il processo da uomo libero, cioè senza alcuna forma di custodia cautelare.
Nel momento in cui la condanna diventa definitiva, a Caio viene notificato l’ordine di esecuzione e portato direttamente in carcere, senza la possibilità di chiedere le misure alternative alla detenzione da uomo libero, nonostante una condanna mite.
Ciò avverrà a prescindere dall’entità della pena o dai precedenti penali di Caio: o che siano due mesi o quattro anni, o che il condannato sia al suo primo reato, Caio entrerà sempre in carcere.
Dal penitenziario, Caio, potrà chiedere le misure alternative alla detenzione ma tale istanza non determinerà la scarcerazione, ma semplicemente dal carcere Caio attenderà la decisione della magistratura di sorveglianza.
Inoltre, la natura ostativa del reato, farà sì che avrà maggiori difficoltà e ostacoli per ottenere la detenzione domiciliare, l’affidamento ai servizi sociali o la semilibertà.
L’unico beneficio al quale potrà accedere agevolmente Caio è quello della liberazione anticipata.
Quali sono i reati ostativi?
L’elenco dei reati ostativi è lungo, articolo e spesso oggetto di aggiornamenti o integrazioni da parte del legislatore.
Ad esempio, nel 2019 il legislatore ha inserito nel novero dei reati ostativi alcuni reati contro la pubblica amministrazione, tuttavia, questi reati sono stati eliminati nel 202211.
Pertanto, ti consiglio di verificare sempre se ci sono aggiornamenti sul tema.
Ad ogni modo, è possibile classificare i reati ostativi, grossomodo, in tre modi:
- in base al bene giuridico protetto dalla singola norma;
- in funzione della natura più o meno ostativa del reato;
- in relazione alle condizioni per accedere ai benefici penitenziari.
Classificazione del reati ostativi in base al bene giuridico protetto
Come accennato, una primo modo per elencare i reati ostativi è in base al bene giuridico protetto, tuttavia, questa classificazione non ha particolari risvolti pratici ma è solo d’aiuto per comprendere quali sono i reati di maggiore allarme sociale.
Di seguito l’elenco dei reati ostativi divisi in relazione al bene giuridico protetto.
Reati di mafia e camorra
- Associazione di tipo mafioso anche straniere12;
- Scambio elettorale politico-mafioso13;
- Qualsiasi reato commesso avvalendosi delle condizioni della associazioni mafiose oppure commesso per agevolare tali associazioni14.
Reati contro il patrimonio
- Furto in abitazione1516;
- Rapina aggravata17;
- Estorsione aggravata18;
- Sequestro di persona a scopo di estorsione19.
Reati contro l’ambiente
- Incendio boschivo20.
Reati contro la persona e la famiglia
- Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso21;
- Omicidio22;
- Maltrattamenti in famiglia commessi in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità23;
- Atti persecutori (stalking) commessi in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità, oppure commessi con armi o da persona travisata24.
Associazione per delinquere:
- finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri25;
- finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope26;
- aggravata, finalizzata alla contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni oppure all’introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi27;
- finalizzata alla commissione di delitti contro la personalità individuale28.
Reati a sfondo sessuale
- Prostituzione minorile29;
- Pornografia minorile30;
- Violenza sessuale di gruppo31;
- Violenza sessuale32;
- Atti sessuali con minorenne33;
- Detenzione di materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto34;
- Adescamento di minorenni35;
- Corruzione di minorenne36;
- Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile37.
Reati di immigrazione clandestina
- Acquisto o vendita di schiavi38;
- Immigrazione clandestina39;
- Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù40;
- Tratta di persona41.
Reati relativi a stupefacenti e tabacchi
- Contrabbando di tabacchi lavorati esteri aggravato42;
- Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, aggravato dall’ingente quantità43.
Classificazione del reati ostativi in base alla “ostatività”
Una seconda modalità con cui dividere i reati ostativi è in relazione alla loro “ostatività“.
Confesso che non so se esiste questo termine, ma rende il concetto che sto per illustrarti.
Come ampiamente spiegato, tutti i reati ostativi fanno sì che a seguito della condanna definitiva, il condannato debba necessariamente entrare in carcere.
Tuttavia, per alcuni reati ostativi (definibili “meno ostativi“) è possibile evitare l’ingresso in carcere grazie alle pene sostitutive delle pene detentive brevi.
Precisamente, questo beneficio (che ti illustrerò dettagliatamente tra poco) è applicabile esclusivamente ai reati ostativi previsti dall’art. 656, comma IX, c.p.p.
Al contrario, per i reati ostativi elencati dall’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario (definibili “molto ostativi“) non è possibile ottenere questo beneficio poiché la legge dispone l’assoluta incompatibilità con la pene sostitutive44.
I reati “meno ostativi” sono:
- incendio boschivo45;
- maltrattamenti in famiglia aggravati46;
- atti persecutori aggravati47;
- furto in abitazione48;
Classificazione del reati ostativi in base all’accesso ai benefici penitenziari
Un’ultima classificazione dei reati ostativi ha ad oggetto le condizioni che deve soddisfare il condannato per accedere ai benefici penitenziari.
Questa classificazione è molto tecnica ma soprattutto, non è questo il tema dell’articolo e per tale motivo non approfondirò più di tanto l’argomento.
Ad ogni modo, ti basta sapere che a seconda del reato ostativo, sarà necessario soddisfare uno o più delle seguenti condizioni per accedere ai benefici penitenziari:
- collaborare con con la giustizia;
- in assenza di collaborazione, risarcire il danno alla vittima del reato e dimostrare di non avere collegamenti con la criminalità organizzata o con il contesto nel quale il reato è stato commesso;
- nei delitti contro la persona e la libertà sessuale, il condannato dovrà sottoporsi ad un periodo di osservazione di almeno un anno in carcere e/o partecipare a programmi di sostegno psicologico.
Delitto tentato e reato ostativo: carcere sì o carcere no?
Una delle questioni più interessanti in tema di reati ostativi, riguarda il rapporto tra reato ostativo e delitto tentato49.
O detto in altre parole, se vengo condannato per un delitto ostativo tentato (ad esempio un tentato omicidio) si applicano le severe regole dei reati ostativi?
La risposta rapida e immediata è “no”: una condanna per tentata rapina aggravata non sarà soggetta alle regole dei reati ostativi.
Tuttavia, ci sono delle importanti eccezioni da tenere in considerazione.
Per comprendere meglio il concetto è necessario spendere qualche parola sul “delitto tentato”.
Il delitto tentato come figura autonoma di reato
Preliminarmente devi sapere che quando ti viene contestato un reato nelle forme del “tentativo”, questo reato assume una qualificazione giuridica autonoma, risultante dalla combinazione della norma incriminatrice di parte speciale con la norma del delitto tentato.
Delitto di omicidio previsto dall’art. 575 c.p. + delitto tentato art. 56 c.p. = Delitto di tentato omicidio, quale autonoma figura di reato.
Pertanto, il nuovo e autonomo reato di “delitto tentato di omicidio” avrà proprie regole che non saranno necessariamente quelle applicabili a medesimo reato consumato.
Le conseguenze in tema di reati ostativi
Da tale principio consegue una regola generale che ha pesanti effetti in tema di reati ostativi.
I singoli reati qualificati come ostativi dalla legge, sono tali (cioè ostativi), solo ed esclusivamente nelle forme consumate.
Questo perché il legislatore nel momento in cui indica esplicitamente una figura delittuosa (ad esempio la rapina) intende solo la rapina consumata e non anche l’ipotesi tentata, essendo il delitto tentato un’autonoma figura delittuosa.
Se il legislatore avesse voluto includere anche le forme tentate, avrebbe dovuto indicare esplicitamente tale aspetto o utilizzare espressioni lessicali diverse.
Dunque, la regola generale è semplice: se ti viene contestato un reato ostativo nella forma del tentativo, questo reato NON è OSTATIVO50 e la futura condanna non determinerà l’immediato ingresso in carcere, né tutti gli effetti negativi previsti dai delitti ostativi consumati.
Ecco a te un esempio di delitto tentato NON ostativo:
La dimostrazione di quanto appena detto la leggi in questo ordine di esecuzione.
In questo esempio, l’imputato è stato condannato a quattro anni di reclusione per il delitto di tentato omicidio (reato ostativo nella forma consumata) e ha potuto beneficiare della sospensione dell’esecuzione della pena.
L’eccezione alla regola generale dei delitti ostativi tentati
Ma a tutto questo c’è una grande eccezione, ossia quando il legislatore utilizza forme lessicali comprensive di più reati o di un’intera categoria.
Come avrai notato, poco fa ho specificato che la regola del delitto tentato NON ostativo è valida solo quando il legislatore “indica esplicitamente una figura delittuosa”.
Al contrario, quando il legislatore richiama una categoria-famiglia di delitti non specificati singolarmente, si riferisce sia a quelli consumati che a quelli tentati.
Applicando questo principio al tema dei reati ostativi, accadrà che qualora ti venisse contestato un delitto (anche solo tentato) aggravato, ad esempio, dal cosiddetto “metodo mafioso”51, questo reato sarà sempre ostativo, a prescindere dalla forma consumata o tentata.
- La prima, perché il legislatore per tale aggravante ha usato un forma lessicale che richiama un’intera famiglia di reati e che supera la questione del tentativo.
- La seconda, perché è l’aggravante in esame ad essere ostativa, a prescindere dal fatto che il reato principale sia o meno consumato.
Esempio pratico
Partiamo dal caso di Tizio che ti ho mostrato prima, dove l’imputato è stato condannato per tentato omicidio, un reato che nella forma consumata è ostativo, ma nella forma tentata perde tale qualifica.
Tizio, come accennato poc’anzi, all’esito del suo processo ha potuto beneficiare della sospensione dell’esecuzione della pena e chiedere da uomo libero, le misure alternative alla detenzione.
Tutto questo cambia quando al delitto tentato è contestata, ad esempio, l’aggravante del cosiddetto “metodo mafioso”54.
Ossia quando un reato (qualsiasi reato) è commesso o usando la forza intimidatrice del “clan”, oppure quando il reato è commesso per agevolare l’organizzazione mafiosa.
Così, nel caso di un tentato omicidio, aggravato dal cosiddetto “metodo mafioso”, sarà sempre ostativo, a prescindere dal fatto che il reato principale sia stato solo tentato e non consumato.
Tentato omicidio + aggravante del “metodo mafioso” = reato SEMPRE ostativo (a prescindere dalla forma consumata o tentata).
Pertanto, se Tizio avesse commesso il tentato omicidio con l’aggravante dal cosiddetto “metodo mafioso”, il suo reato sarebbe stato ostativo a prescindere dal tentativo, determinando l’immediato ingresso in carcere a seguito della irrevocabilità della sentenza.
Con i reati ostativi è possibile ottenere la pena sospesa?
Il beneficio della sospensione condizionale della pena può essere concesso anche per i reati ostativi.
Grazie alla pena sospesa puoi evitare il carcere e tutte le conseguenze negative dei reati ostativi.
Non è facile ottenere la pena sospesa per tali reati:
- sia perché la gran parte di essi ha pena molto alte, che difficilmente “scendono” sotto i due anni;
- sia perché, considerata l’intrinseca gravità dei fatti, un giudice ci penserà molto bene prima di concederti la pena sospesa.
Ad ogni modo, qualora il tuo reato dovesse essere tra quelli ostativi e la pena finale dovesse essere compatibile con il beneficio della sospensione condizionale della pena, ti consiglio vivamente di patteggiare e subordinare l’accordo alla concessione della pena sospesa.
Ti riporto un esempio di reato ostativo (violenza sessuale nei confronti di persona minorenne), il cui processo si è concluso con una pena relativamente bassa (anni uno e mesi quattro di reclusione) e il condannato ha ottenuto il beneficio della sospensione condizionale.
Senza tale beneficio, l’imputato sarebbe dovuto entrare in carcere e dall’istituto penitenziario chiedere le misure alternative alla detenzione!
È possibile sospendere l’esecuzione della pena con i reati ostativi?
Come meglio spiegato sopra, l’esecuzione della pena dei reati ostativi NON si sospende.
Anche se sei stato condannato per soli dieci mesi di reclusione, sfortunatamente per te, ti verranno a prendere e dovrai andare in carcere.
L’unica eccezione prevista è per i tossicodipendenti o alcooldipendenti, sottoposti agli arresti domiciliari con in corso un programma terapeutico di recupero presso i servizi pubblici per l’assistenza ai tossicodipendenti55.
Ecco a te un esempio di ordine di esecuzione della della pena di appena dieci mesi di reclusione, relativo ad un reato ostativo (in questo caso maltrattamenti in famiglia aggravati56) per il quale il condannato è andato direttamente in carcere.
Sono in carcere per un reato ostativo, come posso ottenere i benefici e le misure alternative alla detenzione?
I reati ostativi hanno ripercussioni anche all’interno del carcere, poiché per il detenuto condannato per tali reati sono previsti percorsi di rieducazione più duri o comunque differenziati rispetto a quelli ordinari.
Ad esempio, il condannato detenuto per un reato ostativo non beneficia della cosiddetta legge “svuotacarceri”57.
Questo vuole dire che per ottenere la detenzione domiciliare il detenuto condannato per un reato ostativo dovrà seguire un percorso più lungo e complesso.
La norma di riferimento58è molto articolata e differenzia, in relazione al tipo di reato, le attività che dovrebbe svolgere il detenuto per ottenere le misure alternative alla detenzione.
Non essendo questa la sede per un’analisi approfondita, ti semplifico il concetto e ti dico che è possibile ottenere i benefici e le misure alternative alle detenzione solo se il detenuto:
- collabora con la giustizia;
- non ha più collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva;
- non è oggettivamente in grado di collaborare con la giustizia poiché la sentenza di condanna ha dimostrato una limitata partecipazione al fatto criminoso;
- offre una collaborazione oggettivamente irrilevante ed abbia risarcito il danno dopo la sentenza di condanna;
- nei casi di reati a sfondo sessuale, il detenuto si deve sottoporre all’osservazione scientifica della personalità per almeno un anno;
- nei casi di reati a sfondo sessuali commessi in danno di minorenni, solo se il magistrato di sorveglianza o il tribunale di sorveglianza valuta la positiva partecipazione al programma di riabilitazione specifica.
Il detenuto per i reati ostativi può chiedere la liberazione anticipata?
Sì, il detenuto per i reati ostativi, anche senza collaborare con la giustizia, ha diritto allo sconto di pena della liberazione anticipata.
Grazie a tale beneficio il detenuto che partecipa all’attività di rieducazione in carcere, ha diritto a quarantacinque giorni di sconto per ogni semestre di pena espiato.
Dunque, grazie allo sconto di pena per la liberazione anticipata il condannato può espiare più rapidamente il reato ostativo, così da poter ottenere lo scioglimento del cumulo e chiedere le misure alternative alla detenzione.
Per sapere come funzione la liberazione anticipata e calcolare i semestri clicca qui.
Che cosa è lo scioglimento del cumulo dei reati ostativi?
Se il detenuto è stato condannato per un reato ostativo e un reato semplice (cumulo di pene), il detenuto potrà beneficiare delle misure alternative alla detenzione quando avrà espiato la quota-parte di pena relativa alle ipotesi delittuose ostative59.
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Ti faccio un esempio di scioglimento del cumulo giuridico
Tizio è stato condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso (reato ostativo) e per ricettazione (reato non ostativo), a cinque anni complessivi di reclusione.
Dalla lettura dell’ordine di esecuzione e (soprattutto) della sentenza di condanna, leggo che quattro anni sono riferibili all’estorsione, mentre un anno alla ricettazione.
Questo vuol dire che appena Tizio avrà espiato i quattro anni del reato ostativo, potrà chiedere le misure alternative alla detenzione, come ad esempio la detenzione domiciliare.
Pertanto, grazie allo scioglimento del cumulo giuridico delle pene il detenuto condannato ad un reato ostativo può accedere alle misure alternative alla detenzione.
In questo scenario il mio consiglio è quello di chiedere tempestivamente la liberazione anticipata e tenere sotto controllo il computo matematico dell’espiazione della pena.
Così da capire esattamente quando è stata scontata la quota-parte di pena ostativa e chiedere subito l’accesso alle misure alternative alla detenzione, avendo il condannato già espiato la frazione ostativa della pena.
Reati ostativi e misure cautelari
Il rapporto tra misure cautelari e reati ostativi è, decisamente, peculiare poiché la severità dei reati ostativi viene parzialmente mitigata durante la pendenza del processo, per poi riemergere quando la condanna è definitiva.
Seguimi su questo esempio per capire il concetto.
A Tizio è contestato il reato ostativo di rapina aggravata. Dopo pochi mesi dal fatto, Tizio viene raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare e viene portato in carcere.
Il giudice delle indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, ha disposto che Tizio, nell’attesa del processo, debba restare in carcere quale misure cautelare.
Dopo qualche mese, Tizio chiede la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari: il giudice per le indagini preliminari accoglie la richiesta e Tizio affronta il processo da casa60.
Da ciò consegue un importante principio: sino a quando la condanna non è definitiva, nonostante la contestazione di un reato ostativo, l’imputato ristretto nell’istituto penitenziario ha la facoltà di chiedere e ottenere una misura cautelare meno afflittiva rispetto al carcere.
Tuttavia, come detto prima, la severità del sistema riemerge all’esito del processo, poiché una volta che Tizio sarà definitivamente condannato, quest’ultimo dovrà necessariamente ritornare in carcere: anche per un solo giorno, il condannato dovrà essere recluso presso un istituto di detenzione.
Questo sistema, a mio avviso, è sbagliato poiché pregiudica il recupero sociale del condannato, il quale affronta il processo in un regime agevolato e successivamente, a prescindere dall’entità della pena, deve necessariamente essere recluso.
Come evitare il carcere con il reato ostativo: arresti domiciliari
Un primo modo (e forse è quello principale) per evitare il carcere in caso di reato ostativo è quello di affrontare il processo agli arresti domiciliari.
In questo modo, avrai la possibilità di scontare in anticipo la pena a casa, cosicché al momento del passaggio in giudicato della sentenza avrai già espiato la condanna.
Pertanto, è consigliabile chiedere la misura cautelare degli arresti domiciliari e ritardare quanto più possibile il passaggio in giudicato della sentenza.
La gran parte degli imputati non comprendono questo sacrificio o strategia processuale, anzi spesso ritengo che l’avvocato non sia competente poiché gli ha fatto avere arresti domiciliari, anziché l’obbligo di firma.
Invece non è così, poiché spesso stare quanto più tempo possibile agli arresti domiciliari è la strategia migliore per ridurre (o addirittura eliminare) la futura permanenza in carcere del condannato.
Condanna per reato ostativo e reato non ostativo
Tale strategia difensiva avrà effetti positivi soprattutto quando la contestazione riguarda un reato ostativo e un reato non ostativo.
Questo perché il tempo trascorso agli arresti domiciliari verrà attribuito prioritariamente al reato ostativo, cosicché al momento del passaggio in giudicato rimarrà solo una porzione di pena non ostativa da scontare.
Così facendo, il condannato avrà espiato a casa il reato ostativo e al momento del passaggio in giudicato della condanna verrà emesso l’ordine di esecuzione sospeso, dando la possibilità al condannato di:
- non andare direttamente in carcere, come avviene invece per i reati ostativi;
- chiedere le misure alternative alla detenzione ed evitare l’ingresso immediato presso l’istituto di detenzione.
Ti faccio un esempio di come evitare il carcere con il reato ostativo
Tizio è processato per i reati di:
- porto abusivo di un’arma impropria (reato non ostativo);
- rapina aggravata (reato ostativo)
Tizio affronta il processo agli arresti domiciliari e viene sottoposta a tale misura cautelare per 2 anni e 14 giorni.
All’esito di giudizio di primo grado viene revocata la misura cautelare e Tizio è libero.
L’imputato in primo grado viene condannato alla pena di anni 2 e mesi 3 di reclusione: 2 anni per la rapina e 3 mesi per il porto abusivo di arma impropria.
Tizio propone appello avverso la sentenza di primo grado. All’esito del giudizio di secondo grado la condanna viene confermata e diventa definitiva.
Dunque, Tizio è stato condannato definitivamente alla pena di anni 2 e mesi 3 di reclusione.
La Procura della Repubblica, al momento in cui emette l’ordine di esecuzione, prende atto che Tizio ha già scontato agli arresti domiciliari 2 anni e 14 giorni, pertanto restano da espiare solo 2 mesi e 16 giorni.
Di fatto Tizio ha già scontato la porzione di pena relativa al reato ostativo (pari a 2 anni), restando invece una parte attribuibile al reato non ostativo (3 mesi).
In questo scenario, al momento del passaggio in giudicato della sentenza, relativa ad un reato ostativo e ad un reato non ostativo, la Procura anziché portare direttamente in carcere Tizio, emetterà l’ordine di esecuzione sospeso, poiché la pena attinente al reato ostativo è stata già espiata.
Tizio, dunque, pur essendo stato condannato per un reato ostativo non andrà direttamente in carcere, ma avrà la possibilità di chiedere le misure alternative alla detenzione ed evitare l’ingresso nell’istituto penitenziario.
Come evitare il carcere con il reato ostativo grazie alle pene sostitutive
Un secondo modo per evitare il carcere in caso di condanna per reato ostativo è quello di ricorrere alle pene sostitutive delle pene detentive brevi.
Questa strada sarà percorribile solo quando ti viene contestato, come descritto sopra, un reato “meno ostativo”, ossia:
- incendio boschivo;
- maltrattamenti in famiglia aggravati;
- atti persecutori aggravati;
- furto in abitazione.
Un esempio di carcere evitato, grazie alle pene sostitutive, nonostante un reato ostativo
Caio è imputato per il reato di maltrattamenti in famiglia, aggravato dall’aver commesso il fatto in presenza dei figli minorenni.
Caio, resosi conto di non aver elementi utili per il processo ordinario, decide di patteggiare e concorda con il pubblico ministero la pena finale di anni 3 di reclusione.
Nell’ordinario sistema di esecuzione della pena, Caio dovrebbe entrare in carcere e dal carcere chiedere le misure alternative alla detenzione, dalle quali è esclusa la detenzione domiciliare, poiché la pena irrogata è superiore ai due anni di reclusione.
Caio, invece, oltre a concordare l’entità della pena, chiede anche la sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità sostitutivo.
Il pubblico ministero presta il consenso, il giudice ritiene la pena congrua e così Caio viene condannato allo svolgimenti di 1.095 giorni di lavori di pubblica utilità sostitutivo, pari a 2.190 ore.
Così facendo Caio ha evitato il carcere e la detenzione domiciliare e ha potuto espiare la pena in regime di lavoro di pubblica utilità sostitutivo, la cui esecuzione, come visto prima, è decisamente meno afflittiva rispetto alle ordinare sanzioni penali.
La dimostrazione di quanto appena raccontato la puoi leggere in questa sentenza.
Pertanto, qualora ti venisse contestato un reato ostativo previsto dall’art. 656 del codice di procedura penale, tieni in seria considerazione le pene sostitutive poiché rappresentano l’unica strada sicura per evitare l’immediato ingresso in carcere, in caso di condanna, all’esito del tuo processo penale.
Se vuoi saperne di più sulle pene sostitutive delle pene detentive brevi, ti consiglio di leggere mio articolo.
Conclusioni
Se ti viene contestato un reato ostativo, sappi che in caso di condanna senza pena sospesa, dovrai necessariamente andare in carcere.
L’entità della pena irrogata è indifferente: un giorno, un mese o un anno sono uguali e dovranno essere espiati in carcere.
Inoltre, una volta recluso in carcere, sarà molto difficile ottenere i benefici carcerari e le misure alternative alla detenzione.
L’unico modo che hai per ottenere una misura alternativa alla detenzione è collaborare con la giustizia, dimostrare l’assenza di legami con la criminalità oppure ottenere lo scioglimento del cumulo giuridico dei reati ostativi già espiati.
In alternativa, è consigliabile affrontare il processo con la misura cautelare degli arresti domiciliari e rimandare quanto più possibile l’irrevocabilità della sentenza.
Oppure, qualora ti venisse contestato un reato “meno ostativo” valuta le pene sostitutive poiché rappresentano l’unica strada sicura per evitare l’immediato ingresso in carcere.
Iscritto dal gennaio 2015 all’ordine degli avvocati di napoli.
Appassionato di nuove tecnologie e di tutto ciò che gravita intorno al diritto penale.
Note
- Art. 4 bis della legge n. 354 del 26 luglio 1975 – Ordinamento Penitenziario
- Art. 656, comma IX, del Codice di Procedura Penale
- Art. 656, comma V, del Codice di Procedura Penale
- Art. 54 della legge n. 354 del 26 luglio 1975 – Ordinamento Penitenziario
- Art. 47 ter della legge n. 354 del 26 luglio 1975 – Ordinamento Penitenziario
- Art. 163 del Codice Penale
- Art. 640 del Codice Penale
- Art. 648 del Codice Penale
- Art. 274 del Codice di Procedura Penale
- Art. 656, comma IX, del Codice di Procedura Penale
- Decreto Legge del 31 ottobre 2022, n. 162
- Art. 416 bis del Codice Penale
- Art. 416 ter del Codice Penale
- Art. 7 D.L. 152/1991 – Articolo 416 bis 1 Codice Penale
- Art. 624 bis del Codice Penale
- http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/10/01/furto-in-abitazione-legittimo-il-divieto-di-sospensione-della-pena
- Art. 628, III comma, del Codice Penale
- Art. 629, II comma, del Codice Penale
- Art. 630 del Codice Penale
- Art. 423 bis del Codice Penale
- Art. 583 quinquies del Codice Penale
- Art. 575 del Codice Penale
- Art. 572, comma II, del Codice Penale
- Art. 612 bis, comma III, del Codice Penale
- Art. 291 quater del Testo Unico in materia doganale, D.P.R. n. 43 del 23 gennaio 1973
- Art. 74 del Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, D.P.R. n. 309 del 9 ottobre 1990
- Art. 416, I e III comma, art. 473 e art. 474 del Codice Penale
- Art. 416 del codice penale in relazione ai delitti previsti dal libro II, titolo XII, capo III, sezione I, del medesimo codice
- Art. 600 bis, I comma, del Codice Penale
- Art. 600 ter, I e II comma, del Codice Penale
- Art. 609 octies del Codice Penale
- Art. 609 bis del Codice Penale
- Art. 609 quater del Codice Penale
- Art. 600 quater del Codice Penale
- Art. 609 undecies del Codice Penale
- Art. 609 quinquies del Codice Penale
- Art. 600 quinquies del Codice Penale
- Art. 602 del Codice Penale
- Art. 12, commi I e III, del Testo Unico sull’immigrazione, D.Lgs. n. 286 del 25 luglio 1998
- Art. 600 del Codice Penale
- Art. 601 del Codice Penale
- Art. 291 ter del Testo Unico in materia doganale, D.P.R. n. 43 del 23 gennaio 1973
- Art. 73 e 80, comma II, del Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, D.P.R. n. 309 del 9 ottobre 1990
- Art. 59 della legge del 24 novembre 1981, n. 689 – condizioni soggettive per la sostituzione della pena detentiva
- Art. 423 del Codice Penale – incendio boschivo
- Art. 572, comma II, del Codice Penale – Maltrattamenti contro familiari o conviventi
- Art. 612 bis, comma III, del Codice Penale – Atti persecutori
- Art. 624 bis – Furto in abitazione
- Art. 56 del Codice Penale
- Corte di Cassazione, sez. I penale, sentenza n. 7240 del 14 febbraio 2018
- Art. 7 D.L. 152/1991 – Articolo 416 bis 1 Codice Penale
- Corte di Cassazione, sez. I penale, sentenza n. 11558 del 8 febbraio 2024
- Cassazione penale, Sez. 1^, sentenza n. 19741/2024, udienza del 5 aprile 2024
- Art. 7 D.L. 152/1991 – Articolo 416 bis 1 Codice Penale
- Art. 89 del Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, D.P.R. n. 309 del 9 ottobre 1990
- Art. 572 c.p. e art. 61 n. 11, quinquies, C.P.
- Legge n. 199 del 26 novembre 2010
- Art. 4 bis della legge n. 354 del 26 luglio 1975 – Ordinamento Penitenziario
- Trib. Sorveglianza Torino, ud. 19.03.13 (dep. 20.03.13), Pres. Velludo, Est. Fiorentin, ric. Nevzadi
- Art. 284 del Codice di Procedura Penale


















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Anche questo articolo mi ha soddisfatta molto. Volevo chiedere la pena dei reati contro la pubblica amministrazione si scontano in regime di media sicurezza? Grazie
Salve, da dove se ne accorge una persona che ha avuto la condanna CON REATO OSTATIVO ?
Ottimo video, supportato da una competenza professionale davvero eccezionale!
Grazie mille del supporto. :)