Reddito di cittadinanza con dichiarazioni false

Reddito di cittadinanza con dichiarazioni false:attenzione alla tua ex

Non sei sposato, vivi da solo e sei economicamente autonomo.

Un bel giorno la Procura ti notifica un atto dove ti accusano di aver chiesto il reddito di cittadinanza con dichiarazioni false.

Ti sembra tutto assurdo poiché hai un lavoro e non hai mai domandato il reddito di cittadinanza.

Leggi l’articolo per scoprire come la tua ex compagna può metterti nei guai a causa del reddito di cittadinanza.

Guarda il video sul reddito di cittadinanza con dichiarazioni false: attenzione alla tua ex!

Che cosa è (era) il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è un aiuto economico introdotto nel 20191modificato e poi abrogato nel 2023.

Il reddito di cittadinanza era un sostegno economico con lo scopo di indirizzare il beneficiario verso un lavoro dignitoso.

Quali sono (erano) i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza?

Per ottenere il reddito di cittadinanza era necessario avere determinati requisiti.

In questo mio articolo non ti parlerò di tutte le condizioni necessarie per chiedere il reddito di cittadinanza, ma la mia attenzione andrà unicamente sull’elemento che ha creato il problema penale al mio assistito.

Per ottenere il reddito di cittadinanza era necessario, in particolar modo, dichiarare la situazione lavorativa di tutti i componenti del nucleo familiare presenti nell’attestazione I.S.E.E.

Pertanto, tutte le persone presenti nell’attestazione I.S.E.E. dovevano comunicare all’I.N.P.S. la propria situazione lavorativa e le eventuali variazioni2.

Ma chi fa parte del nucleo familiare ai fini I.S.E.E.?

Preliminarmente devi sapere che il nucleo familiare I.S.E.E. è diverso dal nucleo familiare anagrafico.

In parole più semplici, il nucleo familiare che leggi nello stato di famiglia anagrafica che chiedi al Comune potrebbe essere diverso rispetto a ciò che dovrai attestare nel modello I.S.E.E.

Nella dichiarazione I.S.E.E., in particolari casi, rientrano anche persone che non vivono con te e pertanto non sono presenti nel certificato anagrafico di stato di famiglia.

Nucleo familiare I.S.E.E. contro Stato di famiglia anagrafica

Ti faccio un esempio così da farti capire subito il concetto e il problema capitato al mio assistito.

Tizio in passato ha avuto una relazione sentimentale con Caia ed è nato un bambino, il piccolo Sempronio.

Tizio ha riconosciuto il bambino, non ha sposato Caia e successivamente i due si sono lasciati.

Dunque, Tizio è single, non convive con Caia ed è padre del minore Sempronio.

Tizio, nel momento in cui chiede un certificato di stato di famiglia anagrafica risulterà solo e non convivente con nessuno.

Caia, invece, quando domanda un certificato di stato di famiglia anagrafica risulterà convivente con il figlio minorenne Sempronio.

La situazione, tuttavia, cambia quando Caia chiede l’attestazione I.S.E.E., poiché, come accennato prima, in tale dichiarazione possono rientrare anche persone non indicate nel certificato anagrafico di famiglia.

Sul punto, la legge specifica che, ai fini del calcolo dell’I.S.E.E. rientra anche il genitore non convivente del nucleo familiare, non coniugato con l’altro, che abbia riconosciuto il figlio3.

Pertanto, Tizio pur non avendo mai convissuto con Caia e non essendo sposato con quest’ultima, rientra nel nucleo familiare I.S.E.E. della ex compagna poiché è genitore del piccolo Sempronio.

Dunque, nella dichiarazione I.S.E.E. di Caia sarà presente anche Tizio, e quest’ultimo potrebbe anche non saperlo mai poiché non vi è nessun obbligo informativo in capo a Caia.

Nucleo familiare I.S.E.E. e richiesta di reddito di cittadinanza

Tale situazione, dove Tizio è presente nell’attestazione I.S.E.E. di Caia, ha importanti conseguenze sulla richiesta di reddito di cittadinanza avanzata da quest’ultima.

Come detto nell’introduzione, a seguito della domanda di reddito di cittadinanza tutti i componenti del nucleo familiare I.S.E.E. hanno l’obbligo di comunicare all’I.N.P.S. il proprio lavoro e le successive variazioni.

Nel caso in esame, la richiesta di reddito di cittadinanza di Caia ha determinato l’obbligo in capo a Tizio di comunicare all’I.N.P.S. il proprio lavoro, e tutto questo senza che Tizio sia stato informato

  • né della richiesta di reddito di cittadinanza avanzata dalla ex compagna;
  • né del predetto obbligo comunicativo nei confronti dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.

Così, a causa di questa assurdo paradosso creato dalla legge, Tizio, in buona fede, non ha comunicato il proprio lavoro all’I.N.P.S. ed è stato accusato di aver chiesto, insieme alla ex compagna, il reddito di cittadinanza con dichiarazioni non veritiere.

Tizio, dunque, senza sapere nulla e senza essere stato avvertito di quanto stava facendo la sua ex compagna, si è trovato coinvolto in un procedimento penale!

Truffa per R.d.C. – l’accusa penale di non avere comunicato il lavoro all’I.N.P.S.

La dimostrazione di quanto appena detto la leggi in questo avviso di conclusione delle indagini preliminari, dove Tizio è stato accusato, in relazione alla richiesta di reddito di cittadinanza avanzata dalla ex compagna, anche lei indagata, di

…non aver comunicato all’I.N.P.S. l’inizio dell’attività lavorativa nei 30 gg successivi al 29/11/2019 presso la XXXXXX tramite il modello RdC-Com “esteso”. Fatto commesso in Napoli il 18.01.2020 e il 31.01.2021”.

Reddito di cittadinanza con dichiarazioni false

Tale reato4 è punito con:

  • la reclusione da uno a tre anni anni;
  • nonché con l’obbligo di restituzione delle somme indebitamente percepite da Caia;
  • e l’immediata revoca del beneficio del reddito di cittadinanza in corso.

Nel caso in esame, secondo gli inquirenti, Tizio avrebbe dovuto comunicare all’I.N.P.S. l’inizio della propria attività lavorativa, in quanto componente del nucleo familiare I.S.E.E. della sua ex compagna.

Nel momento in cui Tizio non ha comunicato tali informazioni all’I.N.P.S., secondo la citata contestazione penale, avrebbe concorso insieme alla ex compagna nella richiesta di reddito di cittadinanza fondata su dichiarazioni false.

Questo perché Caia, al momento della richiesta del reddito di cittadinanza, non ha indicato la reale situazione lavorativa di Tizio, facendo così apparire il proprio nucleo familiare, nel quale vi è il figlio minorenne, “più povero” rispetto alla reale condizione economica.

La strategia difensiva per il caso di reddito di cittadinanza con dichiarazioni false

A questo punto, Tizio è venuto nel mio studio, mi ha fatto leggere gli atti e raccontato la sua storia.

Tizio, come ampiamente spiegato, non ha mai convissuto con Caia e non è mai stato sposato con quest’ultima.

Dalla loro relazione è nato il piccolo Sempronio, al quale Tizio versa ogni mese l’assegno di mantenimento, così come disposto dal giudice civile.

Tizio non ha mai informato Caia del proprio lavoro, né vi era un obbligo in tal senso.

Nel maggio 2019 Caia chiede il reddito di cittadinanza e domanda l’attestazione I.S.E.E.

In tale attestazione, Caia indica correttamente anche Tizio, suo ex compagno e genitore del piccolo Sempronio, rispettando il concetto di nucleo familiare ai fini I.S.E.E.5.

Caia, tuttavia, commette due gravi errori (forse in buona fede) poiché:

  1. non indica l’attività lavorativa di Tizio (ma poteva anche non esserne a conoscenza);
  2. non dichiara che Tizio, in virtù di un provvedimento giudiziario, versa il mantenimento al piccolo Sempronio (questo difficilmente non poteva non saperlo).

Ad ogni modo, tale compilazione errata dell’attestazione I.S.E.E. ha determinato in capo a Tizio, come già detto, l’obbligo comunicativo verso l’I.N.P.S. a seguito della richiesta del reddito di cittadinanza dell’ex compagna.

L’importanza del mantenimento al figlio minore stabilito dal giudice

Dopo aver ascoltato Tizio e letto gli atti di indagini la mia attenzione è andata sul provvedimento civile che obbliga Tizio a versare il mantenimento al figlio minorenne.

Tale elemento cambia completamente la posizione del mio assistito poiché la presenza di un provvedimento giudiziario avente ad oggetto il  mantenimento dei figli, fa sì che Tizio non faccia più parte del nucleo familiare I.S.E.E.6

“Ai fini del calcolo dell’ISEE per le sole prestazioni sociali agevolate rivolte a minorenni, il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio, fa parte del nucleo familiare del figlio, a meno che non ricorra uno dei seguenti casi:
c) quando con provvedimento dell’autorità giudiziaria sia stato stabilito il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli”

Inoltre, il mantenimento poteva e doveva essere indicato dalla ex compagna di Tizio poiché nel modello I.S.E.E. è prevista tale possibilità, tuttavia Caia non ha compilato correttamente la richiesta I.S.E.E. e ha messo nei guai Tizio.

In parole più semplici, se Caia avesse sin dal principio compilato correttamente il modello I.S.E.E., indicando Tizio quale genitore non convivente e specificando la presenza del mantenimento, ciò avrebbe evitato il problema penale al mio cliente.

Il modello I.S.E.E., prevede, appunto la possibilità di specificare la presenza del mantenimento, così da non generare obblighi comunicativi in capo al genitore non convivente.

Caia, tuttavia, non ha compilato correttamente il modello I.S.E.E., determinando l’obbligo informativo per Tizio e la conseguente accusa di non aver comunicato all’I.N.P.S. la propria situazione lavorativa.

Reddito di cittadinanza con dichiarazioni false

La memoria difensiva per il caso di reddito di cittadinanza e dichiarazioni false

Essendo il procedimento in una fase preliminare, appunto quella delle indagini, ho deciso di scrivere una memoria difensiva evidenziando:

  1. il concetto di nucleo familiare ai fini I.S.E.E.;
  2. l’ipotesi di esclusione di Tizio dal nucleo familiare I.S.E.E., essendo presente un provvedimento giudiziario di mantenimento;
  3. la conseguente assenza di obblighi informativi in capo a Tizio, poiché non facente parte del nucleo familiare I.S.E.E. di Caia;
  4. l’errore nella compilazione del modello I.S.E.E. da parte di Caia, omissione che ha creato, anche per Tizio, l’accusa di aver chiesto il reddito di cittadinanza con dichiarazioni false.

Dopo aver depositato la memoria difensiva ho atteso e sperato che il pubblico ministero chiedesse l’archiviazione del procedimento penale.

Ciò non è avvenuto, la Procura della Repubblica ha esercitato l’azione penale ed è iniziato il processo penale.

Il processo penale e l’assoluzione perché il fatto non sussiste

Fiducioso del mio ragionamento giuridico ho chiesto il rito abbreviato, ossia che la decisione del giudice venisse presa sulla base degli atti già presenti nel fascicolo del pubblico ministero.

In udienza ho subito notato e apprezzato l’attenzione del pubblico ministero alla mia tesi difensiva, poiché ha chiesto di leggere la memoria difensiva prima della discussione.

Dopo pochi minuti il giudice ha dato la parole alle parti, il pubblico ministero d’udienza, con mia grande soddisfazione, ha chiesto l’assoluzione e lo stesso giudice, dopo la camera di consiglio ha assolto il Tizio con formula piena “perché il fatto non sussiste”, aderendo alla mia tesi difensiva.

L’assoluzione di Tizio è stata una grande soddisfazione, tuttavia con una maggiore attenzione della Procura si poteva evitare del tutto il processo e l’accusa per Tizio di aver chiesto il reddito di cittadinanza con dichiarazioni false.

Questo perché gli elementi posti alla base dell’assoluzione, nonché della richiesta assolutoria del pubblico ministero presente in aula, erano già in possesso della Procura sin dalla conclusione delle indagini preliminari.

Ad ogni modo, tutto bene quel che finisce bene.

Reddito di cittadinanza con dichiarazioni false

Reddito di cittadinanza con dichiarazioni false

 

Conclusioni

L’errore commesso da Caia, ex compagna di Tizio, nella compilazione dell’I.S.E.E., unitamente all’assurdo meccanismo sanzionatorio del reddito di cittadinanza, ha generato l’obbligo comunicativo in capo a Tizio nei confronti dell’I.N.P.S.

Fortunatamente, grazie soprattutto alla presenza del provvedimento giudiziario di mantenimento per il figlio minore, Tizio è stato assolto con la formula piena e si è lasciato alle spalle questa brutta vicenda giudiziaria.

Resta, tuttavia, una legge scritta male poiché Tizio si è salvato solo grazie alla presenza del mantenimento civile, poiché in assenza di tale statuizione, Tizio avrebbe dovuto comunicare all’I.N.P.S. il suo lavoro, pur non sapendo nulla della richiesta di reddito di cittadinanza avanzata dalla sua ex compagna!

Se anche tu ti trovi in una situazione come quella di Tizio, dove la tua ex compagna ti ha messo nei guai a causa del reddito di cittadinanza, non disperati perché forse c’è una soluzione anche per te.


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Note

  1. Legge n. 26 del 28 marzo 2019 di conversione del D.L. n. 4 del 28 gennaio 2019
  2. Art. 3 della legge n. 26 del 28 marzo 2019 di conversione del D.L. n. 4 del 28 gennaio 2019
  3. Artt. 3 e 7 del D.P.C.M n. 159/2013
  4. Art. 7, comma II, del D.L. n. 4/2019
  5. Art. 2, comma I, lettera b, punto n. 1, del D.L. n. 4/2019
  6. Art. 7, comma 1, lettera c) del D.P.C.M n. 159/2013
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