Risarcimento per ingiusta detenzione

Risarcimento per ingiusta detenzione: come, dove, quando e perché?

Questo articolo utilizza un linguaggio atecnico, finalizzato a far comprendere a tutti come funziona la riparazione per ingiusta detenzione prevista dagli artt. 314 e 315 del codice di procedura penale. Se siete avvocati o giuristi non leggete questo articolo.

Sei stato arresto ingiustamente, lo Stato ti ha privato per tanti mesi della tua libertà. Grazie all’istituto della riparazione per ingiusta detenzione puoi ottenere un risarcimento fino ad euro € 516.456,90.

Il dramma dell’arresto – (esecuzione ordinanza di custodia cautelare 01.01.2010)

E’ quasi l’alba, sei nel tuo letto, con te c’è tua moglie ed i bambini.

Qualcuno bussa alla porta. Sono i carabinieri che ti notificano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Non hai la più pallida idea di cosa stia accadendo. Nel condominio, tuttavia, qualcuno già starà pensando che “qualcosa avrà fatto, altrimenti non lo venivano a prendere”.

Da questo momento la tua vita cambia, per sempre.

L’interrogatorio di garanzia

Hai avuto poco tempo per leggere l’ordinanza di custodia cautelare, l’avvocato né sa poco più di te.

Vuoi urlare la tua innocenza, vuoi raccontare la tua estraneità ai fatti.

E’ tutto inutile.

L’avvocato ti consiglia di avvalerti della facoltà di non rispondere, del resto non conoscete quali carte abbiano in mano gli inquirenti.

Segui il consiglio dell’avvocato e dinanzi al g.i.p. fai scena muta (tranquillo, anche con l’interrogatorio sarebbe cambiato poco).

Resti in carcere in attesa del riesame.

Il riesame

L’avvocato ha letto gli atti, tutto si basa sulle dichiarazioni di una persona a te sconosciuta.

Ci sono buone possibilità di impugnare l’ordinanza di custodia cautelare dinanzi al riesame.

Trascorrono una decina di giorni, viene fissata l’udienza innanzi al Tribunale delle libertà.

I giudici non credono alla tua estraneità ai fatti, tuttavia, fortunatamente, ti mandano a casa.

Sei agli arresti domiciliari, almeno il tuo inferno lo trascorri in famiglia.

Il processo

Dopo tanti mesi inizia il processo.

Grazie a Dio puoi sostenere il costo di un lungo dibattimento.

Dopo un anno e mezzo sei libero.

Il processo di primo grado finisce dopo tre anni dal tuo arresto.

L’innocenza – (sentenza primo grado 01.01.2013)

“In nome del popolo italiano” sei dichiarato innocente perché il fatto non sussiste.

Tuttavia, nessuno ti chiede scusa: né il pubblico ministero che chiesto il tuo arresto, né il g.i.p. che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare.

Neanche il tuo vicino di casa, che ha sparlato di te con tutti, ti chiederà mai scusa.

Fattene una ragione, funziona così.

Il risarcimento “riparazione” per ingiusta detenzione

Fortunatamente, il legislatore ha previsto un piccolo “contentino”.

Gli articoli 314 e 315 del codice di procedura penale disciplinano le modalità della riparazione per ingiusta detenzione.

Le condizioni per poter chiedere il risarcimento

  1. devi essere stato privato della libertà personale (carcere o domiciliari) a seguito della custodia cautelare;
  2. devi essere stato assolto o il tuo procedimento si è concluso con una delle seguenti formule:
    • perché il fatto non sussiste;
    • per non aver commesso il fatto;
    • perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato.
    • sentenza di non luogo a procedere;
    • provvedimento di archiviazione.
  3. non devi aver dato, o concorso a darvi causa, nel tuo arresto per dolo o colpa grave

Cosa vuol dire “non devi aver dato, o concorso a darvi causa”, nel tuo arresto per “dolo o colpa grave”?

Dietro questo infelice formulazione, si nasconde il segreto della riparazione per ingiusta detenzione.

In altre parole, hai diritto al risarcimento solo se con il tuo comportamento non hai ostacolato l’autorità giudiziaria a ricercare la verità.

Ad esempio, se sei accusato di un omicidio, e nei primi interrogatori ti contraddici, oppure offri elementi fuorvianti agli inquirenti, non avrai diritto al risarcimento in caso di assoluzione.

Ciò vuol dire che se proprio vuoi rendere subito delle dichiarazioni, deve essere sicuro di quello che dici.

In caso contrario, meglio avvalersi della facoltà di non rispondere e poi, dopo aver letto i documenti, potrai offrire la tua versione dei fatti.

Ciononostante, secondo alcuni giudici il silenzio dell’indagato può diventare causa ostativa all’indennizzo, nonostante la facoltà di non rispondere sia un diritto difensivo!

O ancora, ho letto di istanze di indennizzo rifiutate perché l’indagato “sia anteriormente che successivamente al momento restrittivo della libertà personale ha agito con leggerezza o macroscopica trascuratezza”.

Pertanto, nessuno potrà garantirti l’esito della richiesta. Ogni istanza è una storia a sé.

Quando posso proporre la domanda di riparazione per ingiusta detenzione? (deposito della domanda di riparazione per ingiusta detenzione 01.01.2014)

La domanda deve essere proposta entro due anni dal giorno in cui la sentenza è divenuta irrevocabile.

Non sono ammessi ritardi o ripensamenti: trascorsi i due anni perdi il diritto al risarcimento.

Dove si propone la domanda di riparazione per ingiusta detenzione?

La domanda si deposita presso la Cancelleria della Corte di Appello territorialmente competente.

Ad esempio, se sei stato assolto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere o dal Tribunale di Napoli Nord, la domanda per la riparazione andrà presentata presso la Corte d’Appello di Napoli.

A quanto ammonta la riparazione?

Il massimo che si può ottenere è € 516.456,90 (in genere non viene mai dato il massimo).

Come viene quantificato il risarcimento?

La Corte d’Appello segue due criteri:

  1. quantitativo: si valuta la durata della custodia cautelare;
  2. qualitativo: si analizza il singolo soggetto, il proprio percorso di vita ed i danni che ha patito dalla privazione delle libertà.

Secondo il criterio quantitativo:

  • un giorno di carcere è pari ad euro 235,82
  • un giorno di arresti domiciliari è pari ad euro 117,91.

Tali cifre possono essere aumentate grazie al criterio qualitativo:

  • ad esempio, se dimostri che a causa della carcerazione tua moglie ti ha lasciato, hai perso il lavoro, nessuno ti assume ecc…

In questi casi è probabile che ti possa essere concesso qualcosa in più del semplice calcolo matematico.

Come si scrive la domanda di riparazione per ingiusta detenzione?

L’istanza si scrive con il supporto di un avvocato.

La prima difficoltà è la ricerca dei documenti che provano che tu non hai determinato in errore l’autorità giudiziaria.

Occorrerà trovare i verbali dell’interrogatorio di garanzia, gli atti del riesame, e tanti altri documenti relativi, per la maggior parte, alla fase iniziale del tuo incubo.

Dopodiché, occorrerà provare l’ulteriore danno che hai patito, ad esempio il tuo volto sui giornali, la documentazione medica che attesta la tua depressione, e tante altre cose che variano da soggetto a soggetto.

Ricorda che senza una corretta allegazione, la Corte d’Appello non sarà in grado di decidere.

Una volta raccolte tutte le carte, l’avvocato sarà in grado di scrivere l’istanza.

Di seguito il link con l’elenco degli atti da allegare alla domanda: Ingiusta detenzione elenco documenti

L’udienza per riparazione per ingiusta detenzione – (data di fissazione dell’udienza camerale 01.01.2016)

Dopo circa due anni dal deposito della domanda di riparazione per ingiusta detenzione, verrà fissata l’udienza camerale innanzi alla Corte d’Appello.

Se ci sono tutti i documenti e le notifiche sono regolari, la Corte si riserverà di decidere e dopo circa tre mesi saprai finalmente se hai diritto al risarcimento ed a quanto ammonta la cifra.

Dopo quanto tempo avrò i soldi? – (data in cui la Corte d’Appello trasmette gli atti al Ministero dell’Economica e delle Finanze 01.09.2016)

Dopo l’emissione dell’ordinanza che dispone il risarcimento, inizia una successiva fase burocratica dove la Corte d’Appello trasmette tutto al Ministero dell’Economica e delle Finanze.

Questa fase burocratica dura circa 8 mesi.

Dopo che il Ministero ha preso in carico la pratica, l’avvocato verrà contatto per comunicare gli estremi dove far accreditare la somma.

Il bonifico verrà effettuato dopo circa un anno dal contatto con l’avvocato. (data del bonifico 01.09.2017)

Pertanto, dal momento in cui la Corte d’Appello dispone il risarcimento, dovrai attendere altri due anni per avere la somma sul tuo conte correte.

Ecco il vademecum presente nella Corte d’Appello di Napoli, avente ad oggetto la riscossione delle somme liquidate a titolo di riparazione per ingiusta detenzione: link per vademecum

Conclusione

Sei stato arresto ingiustamente, lo Stato ti ha privato per tanti mesi della tua libertà. Grazie all’istituto della riparazione per ingiusta detenzione puoi ottenere un risarcimento fino ad euro € 516.456,90.

Tuttavia, non è facile ottenere tale somma, non a caso per si dice che per “perdere ingiustamente la propria libertà occorre un attimo, per recuperare i soldi dell’indennizzo ci vogliono tanta fortuna e più di sei anni.


Iscritto dal gennaio 2015 all’ordine degli avvocati di napoli.
Appassionato di nuove tecnologie e di tutto ciò che gravita intorno al diritto penale.

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