Truffe agli anziani: fai attenzione perché si rischia il carcere
Ti hanno proposto di partecipare ad un truffa agli anziani, precisamente devi solo fare il “palo”.
Scommetto che ti hanno garantito che non c’è il rischio del carcere poiché non ci sarà violenza fisica sulle persone.
Ti dico subito che il primo ad essere truffato sei tu, poiché ti stanno solo raccontando tante sciocchezze.
Continua a leggere l’articolo per saperne di più delle conseguenze legali delle truffe agli anziani.
Indice
Guarda il video sulle truffe agli anziani
Truffe agli anziani: il perché di questo articolo
Questo articolo nasce a seguito della vicenda processuale di un mio assistito, il quale è stato condannato ad anni due e mesi quattro di reclusione per aver partecipato ad una truffa agli anziani.
Ciò che mi ha colpito della storia di Tizio è stata la sua ingenuità, poiché ha creduto alle promesse degli “amici” ed ha partecipato al reato con leggerezza e senza avere la minima idea della gravità, sociale e legale, di ciò che stava facendo.
Oggi Tizio è in carcere, è scrivo questo articolo per evitare che altri giovani sprovveduti possano ritrovarsi nella sua condizione.
Il reato di truffa agli anziani
Le truffa è un reato contro il patrimonio1, punito gradualmente in maniera sempre più severa al ricorrere di determinate circostanze.
L’ipotesi “generale” di truffa è disciplinata da codice penale e punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032:
“Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno”
Sul punto occorre subito chiarire che non esiste un reato specifico di “truffa agli anziani“, ma questa condotta base che ti ho appena mostrato è lo schema generale di truffa che troverà applicazione a tutte le ipotesi, a prescindere che la vittima sia anziano o giovane.
La peculiarità delle truffe gli anziani si manifesta, invece, nella contestazione delle aggravanti, ossia tutta una serie di circostanze del fatto, che inaspriscono le pene e rendono altissimo il rischio del carcere per chi commette tali reati.
Le circostanze aggravanti delle truffe agli anziani
Come accennato prima, la truffa semplice è un reato di medio allarme sociale, caratterizzato da una pena bassa e dalla procedibilità a querela di parte, ossia la possibilità per l’autore del reato di risarcire il danno alla vittima ed evitare la condanna.
Tutto questo, invece, cambia nel momento in cui alla truffa semplice vengono “aggiunte” le circostanze aggravanti, poiché
- aumenta sensibilmente la pena
- il reato diventa procedibile di ufficio (non puoi più risolvere il problema risarcendo la vittima).
Di seguito le circostanze aggravanti più ricorrenti nelle ipotesi di truffa agli anziani.
Il timore del pericolo immaginario2
Se la truffa è commessa suscitando nella vittima del reato
- il timore di un pericolo immaginario (il figlio o un nipote che ha bisogno di aiuto a seguito di un incidente stradale, ovviamente finto);
- o l’erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell’autorità (presentarsi come un carabiniere e ordinare la consegna di beni in quanto necessari per aiutare un nipote in difficoltà).
La pena è va da uno a cinque anni di reclusione e da euro 309 a euro 1.549 di multa penale.
L’età avanzata della vittima del reato3 (minorata difesa)
Se la truffa è commessa approfittando della minorata difesa della vittima del reato, la pena va da uno a cinque anni di reclusione e da euro 309 a euro 1.549 di multa penale.
La nozione di minorata difesa prevede più ipotesi fattuali, le quali portano la vittima del reato ad avere una ridotta capacità difensiva, dovuto al fatto che l’autore del reato ha approfittato delle circostanze di
- tempo (ad esempio aver commesso il reato di notte);
- luogo (aver commesso la truffa tramite internet);
- o di persona, anche in riferimento all’età (e questa è l’ipotesi che riguarda il nostro caso).
In parole più semplici, l’età avanzata della vittima del reato fa sì che quest’ultima non sia in grado di percepire il raggiro e di conseguenza sia più vulnerabile.
Il danno di rilevante entità a seguito della truffa4
Se la truffa ha causato alla persona offesa un danno patrimoniale rilevante, la pena va da uno a cinque anni di reclusione e da euro 309 a euro 1.549 di multa penale.
La nozione di “rilevante gravità”, devi sapere, che non è oggettiva, ossia non c’è una soglia superata la quale il danno sarà sempre rilevante.
Al contrario, il concetto di “rilevante gravità” è soggettivo, e sarà pertanto parametrato alla condizione economica della vittima del reato.
Questo vuole dire che arrecare un danno di € 500 euro ad un anziano che percepisce una pensione di poco di più € 1.000 euro, integrerà sicuramente la citata aggravante, poiché il danno è pari alla metà delle sue entrate mensili.
Il problema della procedibilità di ufficio delle truffe agli anziani
La contestazione di una o più aggravanti determina, come hai notato, l’inasprimento delle pena, tuttavia questa non è la conseguenza più grave.
A mio avviso, ciò che cambia le carte in tavola è il mutamento della procedibilità del reato.
Come accennato prima, la truffa semplice è per sua natura un reato procedibile a querela di parte, pertanto sarà
- necessaria sempre la querela della vittima del reato per chiedere giustizia allo Stato;
- sarà sempre possibile risarcire il danno ed evitare la condanna penale.
Al contrario, nel momento in cui è contestata anche una sola delle aggravanti che ti ho appena illustrato, il reato diverrà procedibile di ufficio5, e questo farà sì che
- anche in assenza della querela della vittima del reato (ad esempio con la sola denuncia del figlio della vittima) la macchina giustizia si azionerà;
- non sarà possibile estinguere il reato attraverso un accordo economico con la vittima del reato.
Il procedimento penale, dunque, andrà avanti anche a seguito della remissione di querela da parte della persona offesa.
Le ipotesi più frequenti di truffa agli anziani
La truffa, come avrai capito, è un reato a condotta libera, nel senso che non vi sono ipotesi precostituite di truffa, ma sarà la fantasia dei truffatori a crearne ogni volta di nuove.
Ciononostante, nell’ambito delle truffe agli anziani è possibile evidenziare dei tratti comuni tra i numerosi casi che ho trattato.
In particolar modo, è sempre presente il pericolo immaginario o la necessità di pagare qualcuno per risolvere un problema (ovviamente fittizio).
Di seguito, alcune imputazioni per truffa gli anziani nelle quali ricorrono sempre i citati elementi.
Il finto incidente al nipote e la necessità di pagare per aiutarlo
Il debito del nipote da saldare per evitare problemi legali
Il finto postino e il pacco da consegnare
Il finto carabiniere e l’incidente stradale
Il rischio di commettere altri reati, anche più gravi della truffa
Un importante aspetto da prendere in considerazione in tema di truffa agli anziani, spesso sottovalutato, riguarda il rischio di commettere altri reati ben più gravi della truffa agli anziani.
Preliminarmente è necessario precisare che quasi sempre, tutti i partecipanti alla truffa risponderanno di tutte le azioni delittuose poste in essere da tutti i concorrenti nel reato6.
Mi spiego meglio.
Tizio, nell’ambito di una truffa agli anziani, si limita a fare il “palo” e non entra in casa dell’anziana signora, pertanto materialmente non sarà lui a prendere i soldi dalle mani della donna o ad entrare in camera da letto e rubare i gioielli.
Sbagliando, Tizio crede così che nella peggiore delle ipotesi verrà accusato del solo reato di truffa, evitando invece l’accusa di rapina o furto.
Tizio, invece, risponderà al pari di chi ha commesso materialmente le citate azioni delittuose, dei reati di truffa, furto e forse rapina, con le gravi conseguenze che ne derivano.
I reati collaterali commessi nelle truffe agli anziani
Fatta questa fondamentale premessa, spostiamo l’attenzione sugli sviluppi e conseguenze che può prendere una truffa agli anziani.
Come ampiamente illustrato poc’anzi, il delitto di truffa è privo di violenza fisica sulla persone e si fonda, invece, sull’induzione in errore della vittima.
Tuttavia, questo, spesso non è sufficiente per mettere le mani sui soldi dei poveri anziani, ed ecco che si rendono necessarie ulteriore azioni che integrano reati molto gravi.
Ad esempio, se l’anziana signora, pur spaventata e preoccupata non consegna i soldi, il truffatore sarà costretto ad entrare in casa e rubare, oppure, dovrà prendere con la forza i soldi dalla vittima.
In queste ipotesi, accanto al reato di truffa, verranno contestati i gravissimi reati di rapina7 (propria o impropria), furto in abitazione8 o furto con strappo, e verranno attribuiti a tutti, anche Tizio che è rimasto fuori casa a fare da palo.
Da ciò consegue che sarà molto difficile per Tizio evitare il carcere o avere una pena bassa, poiché gli verranno contestati reati molto più gravi della truffa.
Infine, tieni presente che il reato di furto in abitazione e la rapina aggravata sono reati ostativi, per i quali anche una condanna bassa dovrà essere espiata inizialmente in carcere, ma su questo torneremo dopo e capirai meglio cosa voglio dire.
Gli esempi dei reati collaterali commessi durante le truffe agli anziani
La dimostrazione di quanto appena detto la puoi leggere in queste imputazioni, dove i delinquenti sono partiti con l’idea di commettere la sola truffa ma a causa di elementi sopravvenuti hanno commesso altri e più gravi reati.
Ho commesso una truffa gli anziani, come mi beccano?
Non esiste una risposta a questa domanda, poiché a seconda della modalità esecutiva della truffa ci saranno indagini diverse.
Di sicuro, ricorda sempre che agenti di polizia giudiziaria ne sanno più di te, e difficilmente riuscirai a nascondere le tracce del reato.
Ad ogni modo, dai casi che ho trattato, ho notato che quanto più rapida è la denuncia, maggiori sono le possibilità che i truffatori siano catturati.
Inoltre, spesso i truffatori agiscono in trasferta e in comuni piccoli, usando auto a noleggio oppure auto già attenzionate dalle forze dell’ordine, veicoli facilmente identificabili rispetto a quelli normalmente presenti su tali territori.
Tutti questi elementi, spesso, sono già noti alle forze dell’ordine e rendono agevole l’attività di indagine in presenza di una denuncia tempestiva.
A tutto questo aggiungiamo anche le numerose tracce informatiche presenti sugli smartphone, come ad esempio i messaggi whatsapp inviati ai complici, le telefonate fatte alla vittima del reato, ecc…, ed ecco che diventa davvero semplice incastrare i delinquenti.
Un esempio di quanto appena accennato lo puoi leggere in questi atti d indagine:
Truffa agli anziani e custodia cautelare: il rischio immediato del carcere
Nel momento in cui sei stato catturato, il primo problema da affrontare è quello della custodia cautelare.
Devi sapere, che anche se sei stato catturato in flagranza di reato, ancora non c’è una condanna da espiare, ma questo non vuol dire che non ci saranno conseguenze negative immediate.
Con questo voglio evidenziarti che per tali reati, è probabile che nell’attesa del futuro processo tu venga sottoposto ad una misura cautelare.
Pertanto, se sei fortunato affronterai il processo a piede libero, in caso contrario attenderai il tuo giudizio con i vincoli delle misure cautelari9.
La scelta della misura cautelare, ovviamente, non spetta a te, ma sarà il pubblico ministero insieme al giudice per le indagini preliminari a scegliere quella più adatta al caso concreto.
Realisticamente sarai sottoposto ad una di queste misure cautelari:
- obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (cosiddetta firma)10;
- arresti domiciliari11;
- custodia cautelare in carcere12.
Se vuoi saperne di più sulle misure cautelari leggi questo mio articolo: Misure cautelari: dove, come quando e perché – istruzioni per l’uso
Di seguito due esempi di applicazione delle misure cautelari, dove in un primo caso è stata applica la misura cautelare degli arresti domiciliari, in un secondo caso, invece, quelle del carcere.
Ho commesso una truffa gli anziani, cosa rischio?
Una volta che sei stato “beccato” a commettere una truffa agli anziani, prima o poi dovrai affrontare un processo penale.
Nella migliore delle ipotesi, sarai assolto e ti lascerai alle spalle questa triste vicenda. Magari si sono sbagliati e tu non c’entri niente con queste gravi accuse.
Al di fuori di questa ipotesi, ai limiti della fantasia nei casi di flagranza di reato13, occorre fare i conti con le pene previste per tale reato.
Come accennato nella prima parte dell’articolo, la truffa aggravata è punita con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 309 a euro 1.549.
Inoltre, questa tipologia di reato non è ostativa, pertanto, in caso di condanna senza pena sospesa, avrai la concreta possibilità di evitare il carcere grazie alle misure alternative alla detenzione14.
Tutto questo, invece, cambia nel momento in cui accanto alla truffa aggravata ti viene contestato un reato ostativo, come ad esempio il furto in abitazione o la rapina aggravata (caso abbastanza frequente come ti ho mostrato prima).
La contestazione di questi ulteriori reati farà sì che in caso di condanna senza pena sospesa, all’esito della tua vicenda giudiziaria, dovrai necessariamente entrare in carcere, e dal carcere chiedere le misure alternative15.
Infine, nel caso di reati ostativi, non rileva l’entità della pena: o che sia un mese o che siano tre anni di reclusione, dovrai entrare in carcere poiché non si applicano le regole della sospensione dell’esecuzione della pena.
Se vuoi scoprire che cosa sono e quali sono i rischi dei reati ostativi, leggi questo mio articolo: Quali sono i reati ostativi? Cosa significa avere un reato ostativo?
La strategia processuale nei casi di truffa gli anziani
Una prima soluzione per evitare i problemi penali conseguenti alle truffe agli anziani, è quella di non partecipare a tali delitti.
Come avrai capito, anche se resti fuori l’abitazione a fare da “palo”, ti verranno contestati gli stessi reati di chi ha bussato alla porta dell’anziana signora o di chi è entrato in caso per trafugare la refurtiva.
Inoltre, l’assenza di violenza sulla persona non rende tali reati meno gravi, al contrario, il legislatore ha previsto tutta una serie di aggravanti che inaspriscono le pene e rendono il rischio carcere concreto per chi commette le truffe agli anziani.
Dunque, la prima soluzione per evitare i problemi penali è non delinquere.
Sono accusato di aver commesso una truffa agli anziani
Qualora, invece, tu avessi già commesso il reato e sei coinvolto in un procedimento penale, ti consiglio di concentrare i tuoi sforzi per ridurre i danni della futura condanna.
Puntare all’assoluzione è possibile, ma nel 90% dei casi questi processi si fondano su prove granitiche raccolte in flagranza di reato, pertanto non ha molto senso sperare nell’assoluzione: rischi di perdere tempo, soldi ed avere solo una pena più alta.
Al contrario, come detto prima, ti consiglio impostare la strategia in un’unica direzione: risarcire il danno alla vittima del reato per avere una pena quanto più bassa possibile.
Pertanto, qualora ti venisse contestata la truffa semplice (ipotesi molto difficile), risarcisci la vittima del reato e trova un accordo per la remissione di querela. In questo modo eviterai totalmente la condanna penale.
Se, invece, la truffa è procedibile di ufficio, allora ti consiglio di risarcire il danno, in modo ad aiutare il giudice ad irrogare una pena inferiore ai due anni.
Tale soglia edittale, sempre che tu sia incensurato, ti permetterà di chiedere il beneficio della pena sospesa16, magari potrai valutare direttamente un patteggiamento con tale beneficio17.
Oppure potrai chiedere il giudizio abbreviato18, il quale garantisce una riduzione di 1/3 sulla pena in concreto irrogata e una successiva riduzione di 1/6 se non proponi l’appello.
Il beneficio della sospensione condizionale, inoltre, rappresenta l’unica via per evitare il carcere qualora ti venisse contestato, accanto al reato di truffa, un reato ostativo come il furto in abitazione o la rapina aggravata.
In parole più semplici: se ti contestato un reato ostativo, vendi un rene per risarcire la vittima del reato, chiedi scusa e manifesta il tuo pentimento.
Queste attività ti aiuteranno il giudice a punirti con una pena bassa e concederti il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Il rischio del carcere nelle truffe agli anziani
Come ampiamento spiegato nell’articolo, il rischio carcere per le truffe agli anziani è alto e concreto, tuttavia occorre distinguere il concetto di “rischio carcere”.
Se per rischio carcere intendi l’essere privato della libertà nell’immediatezza del fatto o durante il processo, allora ti sorprenderà sapere che in questa fase iniziale è probabile che tu non vada in carcere.
Questo perché non essendoci una condanna da espiare, potrai essere privato della libertà solo in virtù delle misure cautelari, magari con un po’ di fortuna potrai affrontare il processo da uomo libero.
Il tema cambia quando per “rischio carcere” intendi la probabilità di entrare in carcere dopo la condanna definitiva per il reato di truffa agli anziani.
Come spiegato prima, in caso di condanna penale, l’unico modo certo per evitare il carcere è ottenere il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Al di fuori di questa ipotesi, occorrerà distinguere la natura del reato che ti viene contestato.
Se accanto alla truffa aggravata ti viene contestato un reato ostativo, come ad esempio la rapina aggravata o il furto in abitazione, allora devi sapere che anche una condanna bassa dovrà essere inizialmente espiata in carcere19.
Se, invece, ti viene contestata la sola truffa aggravata, senza alcun reato ostativo, in caso di pena inferiore ai quattro anni di reclusione, avrai la concreta possibilità di espiare la tua pena senza entrare in carcere, grazie alle misure alternative alla detenzione20.
La tutela per la vittima delle truffe agli anziani
Cambiando punto di vista e mettendomi nei panni della vittima del reato, consiglio innanzitutto di denunciare sempre l’accaduto alle forze dell’ordine.
Senza la denuncia la truffa non è mai avvenuta, ecco perché è fondamentale denunciare.
Inoltre, essendo la truffa agli anziani un reato procedibile di ufficio, potranno essere anche soggetti terzi (figlio, nipote, moglie, ecc…) ad esporre il fatto alle forze dell’ordine.
Per quanto concerne, invece, l’aspetto processuale, come accennato prima, tendenzialmente gli autori del reato avranno interesse a risarcire il danno.
Pertanto consiglio di seguire il processo con un avvocato, così da avere un referente qualora si dovesse aprire un tavolo per una trattativa economica.
Allo stesso tempo, tuttavia, non voglio illudere le vittime di tali reati: spesso chi commette questi delitti è nullatenente, e se non si ottiene qualcosa nel corso del processo (ossia quando vi è l’interesse del reo a convincere il giudice ad irrogare una pena più bassa), difficilmente una sentenza penale farà ottenere qualcosa alla persona offesa, poiché realisticamente i condannati non avranno beni da aggredire.
Ad ogni modo, anche solo per una questione di principio e di giustizia, la vittima del reato può decidere di partecipare al processo, costituirsi parte civile e chiedere che l’eventuale pena sospesa sia subordinata al risarcimento del danno21.
In questo modo, il condannato che non ha voluto pagare nel corso del processo, sarà fortemente incentivato a risarcire il danno dopo il processo, poiché solo tale indennizzo eviterà l’esecuzione della condanna.
Se poi, nonostante il beneficio della sospesa della pena sospesa condizionata al risarcimento del danno, il condannato non risarcisce il danno, mi spiace per il povero anziano ma non avrà modo di ottenere il risarcimento, tuttavia si sarà tolto la soddisfazione di aver costretto il reo a subire l’esecuzione di una condanna penale.
Conclusioni
La truffa agli anziani è un reato spesso sottovalutato da chi lo commette, soprattutto da coloro che non partecipano al raggiro, ma si limitano a fare da “palo”.
Inoltre, l’ignoranza sul tema ha spesso generato l’errato convincimento che l’assenza di violenza fisica sulla vittima del reato, tratto distintivo del reato di truffa, renderebbe meno gravi tali reati.
Ma non è così, il legislatore ha previsto tutta una serie di aggravanti che inaspriscono le pene per chi commette tali delitti e rendono concreto il rischio carcere.
Pertanto, ti sconsiglio di delinquere e di declinare l’invito di chi ti propone di partecipare a tali azioni criminali: vogliono solo approfittare di te, raccontandoti che per questi reati non c’è il carcere ma solo pena basse.
Se, invece, ti trovi già coinvolto in un procedimento penale avente ad oggetto il reato di truffa gli anziani, ti consiglio di adottare una strategia processuale finalizzata ad ottenere una pena quanto più bassa possibile, così da puntare al beneficio della sospensione condizionale della pena.
Iscritto dal gennaio 2015 all’ordine degli avvocati di napoli.
Appassionato di nuove tecnologie e di tutto ciò che gravita intorno al diritto penale.
Note
- Art. 640 del codice penale – Truffa
- Art. 640, comma II, n. 2, del codice penale – Truffa
- Art. 61 n. 5 del codice penale – Minorata difesa
- Art. 61 n. 7 del codice penale – Danno di rilevante entità
- Art. 640, comma III, del codice penale – Procedibilità di ufficio nella truffa
- Art. 110 del codice penale – Pena per coloro che concorrono nel reato
- Art. 628 del codice penale – Rapina
- Art. 624 bis del codice penale – Furto in abitazione
- Artt. 272 e seguenti del codice di procedura penale – Misure cautelari
- Art. 282 del codice di procedura penale – Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria
- Art. 284 del codice di procedura penale – Arresti domiciliari
- Art. 285 del codice di procedura penale – Custodia cautelare in carcere
- Art. 382 del codice di procedura penale – Stato di flagranza
- Art. 656, comma V, del codice di procedura penale – Esecuzione delle pene detentive
- Art. 656, comma IX, del codice di procedura penale – Esecuzione delle pene detentive
- Art. 163 del codice penale – Sospensione condizionale della pena
- Art. 444 del codice di procedura penale – Applicazione della pena su richiesta delle parti
- Art. 438 del codice di procedura penale – Presupposti del giudizio abbreviato
- Art. 656, comma IX, del codice di procedura penale – Esecuzione delle pene detentive
- Art. 656, comma V, del codice di procedura penale – Esecuzione delle pene detentive
- Art. 165 del codice penale – Obblighi del condannato



















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